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Di tre altre sorti di Regole migliori delle passate «
CAPITOLO QUARTO.
E ssendosi vedute I' imperfezioni delle tre Regole passate, che davarie persone desiderose di viver sane si vanno praticando, einsegnando , mi posi a considerare altri modi di nutrirsi, che riuscis-sero più comodi, e manco difettosi. Commodi dico alla Natura,non a’ Negozi, non avendo effi che fare con la lunghezza della vi-ta - ed io molto balordo stimo colui , che antepone i traffichi, eguadagni della roba, a quelli della sanità-
Considerando dunque, che in due parti principali vien destina-to dalla Natura il giorno naturale delle ventiquanttro ore , cioè nelgiorno, e nella notte, e sebbene in tutti i Climi, fuor che sotto 1*Equinoziale, i giorni sono differenti dalle notti, eccetto ne’tempi degfEquinozzi, mi persuasi che non sarebbe stata cosa fuor di proposito,il cibarsi due volte il giorno di dodici in dodici ore, con una talquantità di cibo, e bevanda, cbe commodamente nello spazio didodici ore potesse esser lavorata dai Lavoranti . E perche , come siè detto, par che questo nostro Strumento debba lavorare secondoil tempo della quantità, del cibo da digerirsi in dodici ore, e me-diocre , si puole stimare che i Lavoranti la lavorino bene, senza mol-to violentarsi , che così crederei che con questo modo di vivere ,potesse r uomo mantenersi lungamente sano, e robusto più che ne-gli altri modi -
Nò in questa regola sento altro scrupolo, Te non che dar robaper cibare sia di qualche aggravio a’ Lavoranti , e che non possanoin conseguenza lavorarla ugualmente bene, cioè io credo che da prin-cipio della mensa venga lavorata male , non potendo la virtù che èsempre l’isiesta, imprimere tanto bene la sua forza in una mensagrande, come farebbe in una piccola , sebbene a via mo supposto chenelle dodici ore sia finito di lavorar bene, a ogni modo nel!' iste stadistanza di tempo si poteva lavorare più roba, non somministrandolatutta insieme, e in conseguenza osservando astro ordine, cioè dandomanco roba per volta, e più speslò , poteva digerirsene più, e me-glio, e così prolungare più là vita. Tuttavia avendo questa Regolatanta commodità per tutte le altre cose, e non dando briga di pensa-re al mangiare, se non due volte in ventiquattro ore , nè vedendoil danna manifesto , e massime ne’ giovani robusti , non pare cbe talregola sia disprezzabile, massime da’ venti, a quaranta anni, nellesuddette persone robuste. La