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Tomo terzo.
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se , ne faccino Villanie , nè diano scandolo a quaîsivoglia persona ,nò lo permettano da altri; nè vi si giuochi, nè mangi, ne facciaBuffonerie, o altre inconvenienze, volendo Noi, che vi si conversicon ogni modestia , e civiltà ; et accorgendosi che tra di loro visia qualche discolo, e di vita non lodevole, sarà licenziato, senzaintervallo di tempo. Però tra di loro stieno ci’ accordo, conversino,e trattino con fraterno amore.

Che nessuno di loro medichi fuori di Casa , nè per le Camere,ne dia fuori alcuna Cosa di Medicheria, e se alcuno di loro si ma*tricola senza nostra licenza, s’ intenda subito escluso dal serviziodello Spedale .

Che tutti nelle Cure osservino, et efeguifehino con diligenzagli ordini datigli da’ Maestri, con i quali tratteranno sempre conogni cortesia ; e da essi vogliamo che sieno gastigati ad arbitrio lo-ro , conforme agli errori che commetteranno; et ancora obbediscisi-no , e servino il Primo, come sdii propri Maestri, non disdicendo,nè replicando alli suoi ordini , quali ciaschuno nel suo Ofhzio, e suo-ra eseguisca con carità , in servizio de’ poveri Infermi, ancor chequello che egli comanderà non fusti notato nel suo Offizio , nè tragli obblighi di quello, a chi sarà comandato dal detto Primo, ilquale gli posta gastigare, secondo il mancamento, incaricando la suaCoscienza del danno, che per sua negligenza patissero gli poveri In-fermi, con pena ancora d’ esser privo del suo Offizio: però procu-ri di farlo con ogni esquisitezza.

Ma perché il Primo ha da fare ufizio da Maestro, se quello,a chi toccherà non sarà giudicato atto da' Maestri, si elegga unodesti altri cinque il più idoneo , e quello escluso farà 1* offizio delSecondo, sino a tanto che finisca il tempo di trenta mesi.

Che nessuno di loro possa mostrare le Cure d’ un Maestro ,senza suo consenso, ad un altro, nè altri di loro, che il Primo, de-va consegnare le Cure a’ Maestri, in assenza de’ quali non ardischinomedicare Feriti o Piaghe di sospetto, ma ne avvisino il Primo, chele consegni conforme al!' uso solito , e per la Cura che il Primodeve ha vere per gli altri, non sia tenuto far la Guardia .

Che >' Ultimo di Medicheria si facci scrivere il lume dellaguardia dello Spedale in tempo opportuno, che possa darlo agli al-tri Cerusici, acciò si postino medicare gli Infermi a Letto, d’ In-verno innanzi, e di Estate dopo la prima Mesta. Ciaschuno in Medi-cheria, metta in ordine le cose appartenenti al suo Offizio; fattoquesto unitamente, si pattino con silenzio , e v ad ino in compagniadel Primo, a servirlo mentre medicherà a’Letti, avvertendo di non

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