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anco al bel giorno d' oggi perfino al Chie-ſio. Notiſi in oltre, come anche nel civi-le le due nobili Caſtella di Deſenzano, eLonato, che ſono i maggior luoghi tra1Chieſio, e IMincio, furono di giuriſdi-zion Veroneſe fino a gli ultimi proſſimi ſe-coli, come con autentici documenti ſi faràvedere a ſuo luogo. Ecco però dimoſtra-to evidentementè, che dal Chieſio ſi ſepa-ravano il Veroneſe, el Breſciano, e chede Cenomani era il Breſciano, ma nonil Veroneſe, mentre non ſi entrava nel pae-ſe loro, ſe non col valicar detto fiume.Non vi è dunque coſa in tutta l' antichitàpid manifeſta dell eſſerſi contenuti i Ceno-mani in quella pianura, ch'è tra i monti,e I Po, e tra IChieſio, e“ Adda.
Non poca difficoltà ho oſservato ſvegliar-ſi a molti, nel ſentire i Cenomani riſtrettiin un territorio ſolo, per raccoglierſi dallIſtoria, che Republica erano molto forte,e da non temer facilmente inſulti, e chead ogni occaſione conſiderabil numero ditruppe avea toſto in armi. Ma queſto naſcedalle idee moderne, ſecondo le quali bi-ſogna miſurar le forze d' uno Stato dalleſtenſione: perchè mancata l' arte d' inte-reſsar tutti, con che ogni piccolo Stato di-venta grande, non ſi acquiſta forza che convaſtità di dominio, e con profuſione di quan-to è in eſſo. Non pud negarſi, che dove inquegli ant ichi governi non foſſero ſtati conqualche ſorte di comunanza, e di parti-cipazione vincolati tutti i cuori, non ſola-mente in cosl anguſta condizione, ma avreb-ber potuto anche con aſsai pid ricchezzaeſſer poveri, e con aſsai maggiori forze eſ-ſer deboli. Non può negarſi, che dove ilfrutto de' pericoli, e la capacità del benefi-cio non ſi foſse conoſciuta comune, ma de-terminata al maggior luogo, perpetuo
riſchio ſarebbe rimaſo dalla maggior for-
2a, e in grandiſſimo numero d' uomini nonſi ſarebber trovati ſoldati, e in urgente oc-caſione ſi ſarebbe convenuto cercar merce-narii di fuori, con diſperdimento infinito,tardi, freddi, poco utili, e mal' affetti.Ma poichè allora conſiderava ognuno comeaffar proprio tutto cid, che avveniva alloStato, in qualunque caſo tanti eran toſtoi ſoldati, quanti eran gli uomini; ed eſ-ſendo dapertutto ugual la premura, intutti i borghi, de' quali ſolean comporſi leRepubliche de Galli, ognun prendea Par-mi. In queſto modo facil coſa à ciafche.duna era, il mettere toſto in armi un cor-po di gente conſiderabil per numero, mamolto pi per valore; correndo tra queſoldati, e i moderni generalmente quelladiflerenza, che ſuol correre tra chi opera
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intereſse proprio, e chi per altrui. Co.sI tra Germani abbiam da Tacito, comenelle terre tutte ciaſcheduno, che dal Publi-co foſse giudicato non inetto al armi, ar-rivato a giuſta età le aſsumeva ſolennemen-te. Nè fi creda, che cosl i Barbari ſola-
mente. Non ſappiam noi, che a Dario,
2 Serſe, e a tutta l' Aſia fecero fronte,anzi fiaccaron le corna Republiche Gre.che di piccol tratto, e d' anguſti confini?ne ſcemerà la maraviglia, S altri prenderàad eſaminare il ſiſtema loro. Atene avea inpoco giro quantità di Città minori, o piutoſto di terre: da queſte, chiamate Popo-I, non meno che dalla ſteſsa Atene ſi trae-vano con la dovuta proporzione coloro,che componean le tredici Tribꝭ, da ciaſ-cheduna delle quali ſi contribuiva un nu-mero di Soggetti di tempo in tempo al go-verno. Tanto ſi raccoglie da molti, e gra-vi Scrittori Greci, de' nomi de quali nonaccade ora far pompa. Quindi è, che nelleantiche lapide Atenieſi veggiam profeſsar-ſi il Popolo, come nelle Romane la Tribꝭſi appone · Naſcea da queſto, che non chiera nato in eſsa ſolamente, ma ſtimandougualmente ognuno ſua patria Atene, giun-ti all' età di dieciott' anni ſi legavano colmilitar giuramento, la di cui formola ſiha in Polluce, ed avean tutti ugualmentea cuore la ſua gloria, e la ſua difeſa. Qualmaraviglia però s anche i Cenomani, nonmeno de gli altri Galli, in poco differenteſiſtema corpi foſſero cos forti, e cos ter-ribili, benchè piccol tratto di paeſe occu -paſſero? 5Ora egli& forza di far conoſcere I' inſuſ-ſiſtenza di que motivi, per cui I' error 8.introduſſe di creder Verona Cenomana Pri-mo fonte di tanto inganno fu il leggerſi inum'elegia di Catullo, dopo nominata Bre-ſeia, queſto diſtico:Flavus quam moll porcurrit fiumiuse Mello,Brixia Voroude mater amata mas.Ma queſto diſtico nel libretto intitolato DellAntica condixion di Verona fu gid moſtrato danoi adulterino, ed intruſo. Grave ſcandalo& paruto queſto a molti; ma ei ſi converrapur loro ſoffrirlo in pace, perchè le ragioniſon troppo manifeſte, e fattaſi poi diligenzane manuſcritti, quali ne' venti giorni, incui quel libretto fu ſteſo, non permiſe iltempo di ricercare, due ſe ne ſon gi tro-vati, che que due verſi non hanno. Convienprima di tutto ſgombrar! orrore, che ge-nera in molti il ſentir cacciare a brutto ono-re due interi verſi. Queſto non dee recarmaraviglia alcuna in un Poeta, che c' è ar-rivato cos lacero, e cos mal concio, e nelquale alquanti altri interi verſi ſappiam dicer·
De Mor.Cer,
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J. 8. e. 9.