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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Ib. 38.mali 6.qui demJihrariianendum 5gamanendg.ius Fer-Prorig,

Lib. 5.

755. 9.e,*Ai -

21 LIBRO PRIM O. 22

indubitato, ch error de' traſerittori, e nondell' Iſtorico è in queſto luogo Verona; e chivoleſſe perſiſtere in attribuirlo a lui, indiſ-Setezza gli uſerebbe, ch' ei non usd conaltri duando trovando numeri, e ſommaAeriſimile ne' libri di Valerio Anziate 0iſſe, voler più toſto credere crror nel copi-4, ch bugia nolli Autor

Coloro che vinti dalle ragioni per impe-

gno non pertanto ripugnar vogliono, mil.

lanteranno qui i manuſcritti, e il non avernoi tratta queſt emendazione da niſſun co-dice. Ma qual biſogno v' mai di codici,dove tant: evidenza riſplenda? non per au-

torità do eſemplari gli antichi Critici rigetta-

Lano quel verſo d' Omero in propoſito di

Lalamina, ma perchè contenea ſentimentofalſo, e ripugnante ad altri luoghi del Poe-ta medeſimo. A mal partito ſarebber lebuone lettere, ſe non ſi poteſſero emendarmai gli Aurori antichi, ſe non per manuſ-eritti. Leggeſi in tutte le ſtampe, e ne'te-ſti a penna di Tolomeo ch' era ne: Ceno-mani Budrio, luogo, cui Strabone, e la ta-vola Peutingeriana mettono à ſei miglia daRavenna. Non potrem noi ſenza manuſ-eritti dir che va letto Bodriaco, che era ſuOlio, e nel cuor de Cenomani? In tuttele ſtampe di Strabone tra le Città Venete,e in Greco, e in Latino ſi legge Ordia, Epi.7eho, Ceetia, e tra le genti Galliche ſitrovano Jſombri, e Sumbriß: non ci ſarà leci-to ſenza appoggio di manuſeritti di emen-dare in Concordiag, Opitergio, cioè Oderzo,Vicotia, cioè Vicenza, ed Inſubri? La No-vella undecima di Giuſtinianò parla a lungodella Città di Firmo, dove ognun ſa, che do-

veaſi ſcriver Sirmio. In Aurelio Vittoreben-chè dato fuori con tanto merito dal P.Scotto, leggeſi, che fu vinto Ottone Pero.aunſi prablio: ſenz' altro ricercar codici l.potrà negare doverſi legger Cremononſi?Poichè ſappiam da Dione, che quel fattocbarmi ſegul preſſo Cremonae ſappiamda Tacito, che ſegul a Bedriaco, il qual

luogo poco lungi eſſere ſtato da Cremona

inſegna Plutarco. Leggeſi in Zoſimo, cheAlarico marchiando in fretta a Roma conJ armata, parte d Aquileia, e per indiriz-zarſi verſo il Bologneſe, ed a Rimini, paſ-ſa a Concordia, indi in Altino, e 4% A% 4 Cremona. Che ſalto è coteſto? e qualia per Rimini? chi non vede doyerſi legger Verona? dove ſi paſſava J Adige, indi11 Po ad Oſtiglia, prendendo sl alto per is-fuggire le molte e groſſe fiumane, che ſa-rebbe convenuto valicare tenendo pid vici-no al mare. Altre ſimili emendazioni acca-deranno nel decorſo di queſt' Iſtoria, per

le quali agio non abbiamo avuto di conful-Vor. Llaſtr. Parte J. g

tar manuſeritti, ma ſon S neceſſarie, e pa-tenti, che la ragione ſupera in eſſe ogni au-torità. E qual maraviglia, che ſcorreſſeun cos fatto errore ne teſti di Livio? nonſappiam noi dal Sigonio quanto deformi eine trovaſſe i manuſcritti, e le ſtampe, quan-do preſe a emendarlo, ſingolarmente nb no-ni delle Cittd, e dee lungbi? il periodo appun-to, del qual ſi tratta, non ſappiam noi,che ſcorretto, e guaſto fu riconoſciuto datutti i Critici, e però in pid maniere fu tras-formato? non ſappiam noi ancora, che mol.ti codici vi leggono Germanorum in vece diCenomagorum s Ma qual' errore videſi maipiii facile, che tra Verona, e Cremona, do-ve ſe riguardiam E uſo del dettare, il ſuo-no& cod uniforme, e vicino, ſe quello delricopiare, la diverſità non& che di due let.tere? oltre a gli accennati luoghi di Zoſi-mo, e di Vittore, o in documenti, o inmoderni libri c oαονν d' avvertire ſcam-biato ben ſei volte tra queſti due nomi.Paſſiam dunque a quell' autorità, che infavor di queſt' errore con alquanto pid diverità ſembra addurſi, cioè di Tolomeo, ilquale nella ſua Geografia e Cremona, e Ve-rona mette tra Cenomani. Ma qual peſo puòdaver mai qui Tolomeo, di cui avverti] Olſte.nio, uſo eſſer ſolenne nella deſcrizion delmondo d imbrogliare ogni coſa, e del qualeben ſi ſa, come di queſte parti da lui tanto ri-

v. Epi

aan ncug.

ad ClasP. 17.

mote confuſiſſima notizia ebbe? Anche Ber-

gamo, e Mantova, e perſin Trento poſe ne.Cenomani quell' Autore; ma chi potrà maiaddurlo con riputazione ove de' Cenomaniſi tratti, dopo che Cluverio, e Cellario,uomini da non rammentare in queſta mate-ria ſenza ſomma lode, ede quali pud dirſi 1che albantica Geografia ſagrificafſero la lorvita, hanno eſpreſſamente, e concordementeinſegnato, ch'ei diede a- Cenomani cid che

f degli Euganeide' Reti, de Levi, e de. Boj,

e ch' ove tratta di queſte parti confonde tut-to? Scuſabile in cosl vaſto aſſunto fu forſe unoScrittore Egiziano di molti sbagli; ma ſcu-ſabile non ci parrebbe, chi voleſſe ante-porre la ſua autorità a quella di Plinio, ove

Cell. I 2.C. 9. Ce-gioimanlgtri bil itgi ſis ufgrum, Nhtore Ge

dell' Iſtoria, e della ſituazion di Verona

ſi tratti, ſiccome bizarro converrebbe di-re chi ante poneſſe quella di Plinio allaſua, ove d' Aleſſandria, o di Peluſio foſſequiſtione Noi per altro 5 Per cer-tiſſimo, che non di Tolomeo ma de traſerit.tori, e de' confuſi, e traſpoſta eſemplarimolti e molti ſian degli errori, che nel-la ſua Geografia ſi veggono. Chi potreb-be attrihuire a un tante uomo tutte lepazie, che nella ſola iſteſſa pagina, ovemette tra Cenomani Verona, ſi oſſerva-

no? Vi ſi legge, che il Po ha ſuo prin-

B 2 cipio