xcοννντονe N αονοN,*v A-eVο
4 8.6, 10.
2
to un gallo, fa menzion Cicerone. QueſtaCavalleria non venne per diretto contraRomani, ma piegando a deſtra, paſsd ol-tra con animo di ſerrargli in mezo: ben ſen' avvidero i Comandanti, ma eſſendoſiun ſoldato meſſo a gridare che Cimbri fug-givano, ſi moſsero tutti gli altri a furiaper inſeguirgli, nè fu pofſibile a gli Ufizia-li di rattenergli. La Fanteria de barbariavanzava intanto francamente verſo Roma-ni, quaſi un vaſto mare, che foſſe in moto.Pochi fatti abbiam nell antica Iſtoriarappreſentati con le particolarità qui ſopraaccennate dell' ordine di battaglia, dellaſigura, e de' movimenti. Il non eſſere per
Jo più ſtati uomini di guerra gli Scrittori
ne racconti delle azioni militari ſuol privarchi legge, e del diletto, e del profitto.Con tanta intelligenza parlꝰ di queſta bat.taglia Plutarco, perchè vide le memoriedi perſona del meſtiere, cioꝭ di Silla, cheſi trovdò nel fatto, e lo ſeriſſe: ſtrano av-venimento narrando ancora; cio, cheMario, il qual prima d'attaccare il con-flitto ſolennèe ſacrifizio votò a gli Dei, co-me Catulo di conſecrar la Fortuna, o ſiaI Genio di quel giorno, togliendo la denſapolvere affatto la viſta, nel condurre con-tra nimici le ſuę ſehiere, turbate primadall' inſeguir la Cavalleria de Cimbri, tra-viaſſe, e vagando, oltrepaſſaſſe il lor cor-po di battaglia; per lo che il forte dell'azione toccaſſe veramente a Catulo, e allaſua gente, come co Pili, e con l' altrꝰ armi ri-maſe ne corpi de' Cimbri facean vedere iſoldati di Catulo ne'contraſti, e nelle ga-re, che fra lor poi ſeguirono. Eutropio affer-
ma, piii felicemente eſſerſi combattuto
dalla parte di Catulo, che da quella diMario, e l eſercito di quello aver pre ſitrentꝰ un veſſilli, di queſto due ſoli. Comun-que foſſe, pieniſſima fu la vittoria de: Ro-mani, a' quali giovò molto il calore ecceſ.ſivo, ſopportato da eſſi coſtantemente, edil Sole, che feriva i Cimbri affannati dalcaldo, e liquefatti dal ſudore negli occhi.L'averlo guadagnato, e fatto rluſcire infaccia a“ nimici, talchè volendoſi coprirgli occhi con lo ſeudo, ſcoprivano il corpoalle ferite, fu da Polieno attribuito ad ar.te, e a ſaggia condotta di Mario. Giovdancora la polvere, che non laſeid conoſce.re a- ſoldati Romani la gran moltitudinede nimici. I migliori de Cimbri reſtaronſul campo, e fra queſti il Re: nè avrebberomolti di eſſi potuto fuggir volendo„ POI.chè quei della prima fila, acciochè nonpoteſſero mai diſordinar gli altri retroce:dendo, erano ſtati vincolati inſieme conjunghe funi trapaſsate per le cinture. A-
DELL ISTORIA DI VERONA 60
troce ſpettacolo ſi vide poi nel lor am-po, e negli alloggiamenti, perchè le don-ne infuriate ammazzavano crudelmente ifuggitivi, benchè foſſero mariti, figliuoli,o padri, e ſi difendeano ferocemente da 1carri con picche, o lancie, trafiggendo infine ſe ſteſse, ed i lor bambini. Furonoin ciò aiutate da feroci cani, de' quali di-ce Plinio, che ſconfitti i Cimbri difeſero Ig lorcaſe, cb eran ſu i curri. Scrive di eſſe Florooſcuramente, che mandaron prima chie-dendo a Mario libertà, e ſacerdozio: ma
impariamo da Valerio Maſſimo, che ſegul
ciò d anno avanti, e nelle donne de i Teu-toni, le quali dimandarono d' eſſere man-date in dono alle Veſtali, offerendoſi à ſer-varè anch' eſſe ugual caſtità. N
Non& ſtato fuor di propoſito il diſten-derſi alquanto nel racconto della eſpedizio-ne de' Cimbri, d per diſtinguerne i tempi,ei diverſi fatti, e si perchè oltre all' eſſeredi quella famoſa guerra il paeſe noſtro ſta-to teatro, un avanzo di quella gente rima-ſe per ſempre nel Veroneſe, e nel Vicenti-no, e Trentino, e ſe ne mantien pur' an-cora dopo sl lungo giro di ſecoli in queſtiterritorj la diſcendenza. Singolar coſa&,che nelle noſtre montagne confinanti alleVicentine, ed alle Trentine, un tratto didodici villaggi in circa, nel mezo de' qualiS quello, che Progno ſi nomina, parli unaUngua differente da tutti i circoſtanti paeſi.Suol dirſi volgarmente, ed è ſtato ferittoda piu d'uno, che s' accoſti alla Tedeſca,ma poco ſia da Tedeſchi inteſa. Trasferi-tici noi però in que monti, e fatta in pidluoghi diligente perquiſizione, abbiam tro-vato Tedeſco veramente eſſere il linguag-gio, ma con queſto di mirabile, che ingran parte è quel de' Saſſoni, cioè il Toſca-no della Germania, pronunziando in a tut-te quelle ſillabe, che per a ſi ſcrivono, eche P altre provincie, ſingolarmente verſoqueſta parte d'Italia ſituate, trasformanoin o; ed orma non avendo degli ſtorpiamen-ti da queſte uſati nelle parole: quinei naſce,che co Tedeſchi di qua con difficoltà 8 in-tendano, come poco s. intenderebber frale un contadin Lombardo„e un Toſcano.Le iſteſſa lingua continua quafi in tutto il te-nere de i Sette comuni, territorio di Vi-cenza, e in tre o quattro terre del Trenti-no. Tuttochè fuor di queſti pochi villaggitorni l' Italiano„e continui in ogni parte findi la da Trento non piccol tratto; con tut-to ciò ſe il linguaggio di queſta gente S ac-coſtafle al Tiroleſe, o a quello d' altra Pro-vincia all' Italia proſſima, e participaſſe delor ſuoni, ei pronunzia„non ſarebbe da far.ne gran caſo: ma b udirſi quivi il parlar de-
8 paeſi
J. 8. c. 48.Aofenderedornos eb-rum platiſorig imd
eta.
(01. 6. c. 2.