Fei. J. 6.ep. 6.
Abb. Civ.2. 35
Faes, 5II. ep.e 19.
455. L. 3.
D7% J. 45.
Ebit. Lip.117.
Abb. J. 3.
l Ge,
77inſieme con Caſſio fu poi capo della congiu-ra contra di lui. Ucciſo Celarèe e ſettra-endoſi molti al tumulto, ed à' pericoli dellaCittà, quelli ch erano ſtati già deſtinati inrovincie dall iſteſso Ceſare, vi ſi portaro-dos tra quali Decimo Bruto, un de princi-pali tra congiurati, venne nella Gallia 4,Talia Hbroſima, che allora era quanto dir nel-10 cilalpina, tre Legioni ſotto di ſe avendo.enuto nella Provincia, conduſse l' armatacontra alcuni popoli Alpini per compiacerea ſoldati, che deſideravano far qualche co-ſa: cos! ſeriſs egli a Ciceronèe: Gli ſeriſse al-dra volta da Vercelli, raccomandandogli 1centini, ſingolari cultori de i Bruti, per-chè non foſse Jor fatto pregiudizio in SenatoPer certa cauſa, che aveanoa moti vo deꝰ ſervigat in caſa, forſe co gabellieri. II doverſitar queſta cauſa a Roma„e in Senato, mo-ſtra oontiguato il primiero inſtituto nelle li-85 delle Città, che giaà imparammo da Po-libio, e fa veder che i Proconſoli, quali inſhaeſto tempo per comandar Legioni in Ita-la, preſedevano alla Ciſalpina, poco te-
Aan rägiene, 8 la ſciavano continuare I' an-tiche uſanze.
Paſsato in Italia Ottavi
ano, che fu poiſopranominato Auguſto, e
cominciati i mo-
ti di que primarj Cittadini, che aſpirava-a Celare nella potenza, e nell“
no ſuccederearbitrio ſupremo delle coſe, Marc Auto-nio 87 invaghl di preſedere alla noſtra provin-cla, togliendola a Decimo Bruto„ela Ma-cedonia a lui aſsegnata rinunziando, II Se-nato ſeriſze a Brut di tenerſi forte nellaProvincia, e di reſiſtere ad Antonio, e lo-dd i Modaneſi, nella Gittà de- quali, quaſidi frontiera, Bruto ſi era poſto, del moſtrar-i diſpoſti a reſiſtere coſtantemente. Maſtandoſi per propor leggi di permatar le pro-vincie, e di dar ſucceſsore a Bruto„i tro-vd fin d' allora, chi ſentl doverſi uſcir d'impaccio, eon abolir queſta da tutti voluta,lüberandola dall' eſser ſottopoſta a Preſidi,e tornandola alla condizion d-Italia. Ma ilPopolo ne Comizj ſecondd la brama d An.tonio, favorito anche daſpiaceva di veder Decimo Bruto, un degliucciſori del padre ſuo, eon eſeroito in Pro-vincia cosl florida, edi tanta conſeguenza.Eu dunque decretata la Ciſalpina ad Anto-no, il qual perciò prometteva poi à ſolda-ti di condurgli gell ſſeguatæ Gallia feli.ce, cioè abbondante, e ricca. Moſse. perdAntonio verſo queſta parte beſereito; e furicevuto da pid Città
8„ Lltta; ma Bruto gettatoſicon le ſue ſchiere in Modana ben fornita diVettovaglie
glie, ſi prepardò a ſoſtener b aſsedio,che ben toſto per Antonio fu ſiretto A que:ſto mando Legati il Senato con ordine di de-
Ottaviano, cui
—— ę——————————.——
——— ů—ͤ—j—————0—ö——— 6—4ñ— 4
LIBRO QUART o.
78
ſiſtere, e di ritirarſi dentroil Rubicone, ſot-to pena d' eſser dichiarato nimico della pa-tria: il che non avendo avuto effetto, co-minciava Bruto a penuriar di viveri, quan-do Irzio Conſole inſieme con Ottaviano mar-chiò con eſerecito; ed occupd Bologna la.ſciata ſenza preſidio. I combattimenti, e lecoſe poi ſeguite poſson vederſi ordinatamen-te in Appiano. Abbandond finalmente J'aſ.ſedio Antonio, e paſsando l- Alpi usci di
queſta provincia che afferma Cicerone gli
era nimiciſſima, benchè ne- traſpadani ſiconfidaſſe. Con tutto cid Aſinio Pollione,eſſendo con ſette Legioni nella Venezia(on-de diſſe Donato impropriamente„che latraſpadana Provincia ei reggeſſe) la ritenneallal tempo in podeſtà d' Antonio, e illuſtriazioni fece preſſo Altino, e ad altre Cittàdi queſta regione, come Patercolo afferma.Fu in tal tempo, ch'ei benefied Virgilio,tacendogli rendere le poſſeſſioni nella divi-ſion de' terreni, fatta da: Triumviri a' ſolda-ti, lui tolte: eran queſte ſituate preſſo alMincio, dove cominciano a mancar le col.line, come egli eſſ prime nell' Egloga nona chevuol dire ſul margine del confin Veroneſe.Leultimo, che aveſſe arbitrio nella Gallia ci-ſalpina, fu Marc Antonio, cui reſtò aſſe-gnata, inſieme con la maggior parte dellatranſalpina, nel congreſſo de- Triumviri, enelle lor con venziont, eſſendo paſſata pocodopo alla condizion d'Italia. Non è da tra-laſciare, che ſi nomina nel Cronico Euſe-
D170. 46.
Phil. 10
Vit. Virę.
lib. 2.
qu ſe ſub-ducere col-ben i nuci-biunt
Dio. lib. 6.
biano un Marco Callidio inſigne Oratore del
Partito di Ceſare, il qual mentre reggea latogata Gallia, mori in Piacenza.Nellianno ſecondo il computo di Varro-ne 713, paſſato Ottaviano a Roma dopola vittoria unitamente con Antonio ripor-tata ſopra Caſſio, e Bruto, a ſua iſtanzalegge fu promulgata, in virtü della qualela Gallia ciſalpina fu fatta libera. Cosꝭ par-la Appiano(benchè poco propriamente il ter-mine uſi d autonoma) per ſi gnificare, che fudichiarata Italia, cioè trasferita alla condizio-ne Italica. Aggiugne, che tale era gi ſtata an-che la volontà di Ceſare. Qual foſſe il primoeffetto della Libertà, ſpiegammo ſopra, econferma il medeſimo Storico, ove 1 895ſentimento ef. primendo„narra che 18 amorte di Ceſare v era chi gindicara, over.ſi la noſtra Gallia Hiherarb Affaltd 45 Preſidi.Però 11 lagnava poi quel e d Antonio,che la Gallia a Iui Prima allegnata ſi foſſefatta libera in danno ſuo. La ragione diqueſta nuova legge chiaramente ſi addita daDione, ove parla del prepararſi alla gyer-ra, che POcO dopo fece Ottaviano contraLucio Antonio fratello di Marco, e contraFulvia moglie di eſſo Marc- Antonio. Dice
qui-
Civ 1. 9.KernN S vgA ee dxerKi νοοG οο D οcr νοννer pe
Civ.. 3.10 g HοeSN g E N=eggs y nhNovν,0
lib. 5.