Jib. 32.
in vi coCenoma-norum)Bri xiam-que„ gu,caput gen-ig erat.
leg. 1. D.le cenſibus
Till. inge v.
36 Decio.
J. 2 e, 8.
lib. 10.67 38.
99capo Breſcia: poichè ſe Breſcia era picco-Ia Città, e Verona grande, ed uguale allaMetropoli degl' Inſubri, quando! una ealtra foſſero ſtate de Cenomani, la grandeſarebbe ſenza dubbio ſtata lor Capitale,non la piccola. Ne ſi dica, che a tempi dAuguſto potea forſe eſſere ſcemata Breſcia,e ereſeiuta Verona, poichè abbiam vedutofin ne· tempi d Annibale diſtinguer Silio Ita-lico Verona tra le circoſtanti, e abbiam ve-duto inſegnar Polibio, che fino nel ſommoHorir de i Cenomani confine tra queſte dueCittà eſſendo il Chieſio, delle 40 miglia dipaeſe, che ſono tra l' una e l' altra, trentane avea Verona, e dieci Breſcia.
Altro non meno evidente argomento dalliſteſſo confronto di Strabone, e di Livioriſulta; imparandoſi dal ſecondo, comequella Republica non avea che Breſcia, evillaggi; poichè narra, che 11 Oonſole Ce.tego per informarſi della diſpoſizione, e vo-lontà de i Cenoman, mandò ne' lor Vici,ed in Breſcia, che della gente era capo.Ecco perd che non potea mai eſſer ſottoBreſcia, e tra i lor Vici Verona, ch' era 81gran Cittàa. Potrebbe opporſi, che qual-che volta anche le Città fur chiamate Vi-ci, mentre dice Ulpiano per cagion d'eſem.pio, che il Vico de: Pataviceſi(il qual perònon fu Padova, come dottiſſimo Autore hacreduto, ma piccol luogo in Dacia) impe:trò da Severo gius di Colonia; e di Sirmioſi tiene foſſe chiamato Vico da Vittore no-Ceſari. Ma laſciando, che i Pataviceſi ceſ-ſarono allora d' eſſer Vico, e che in Vitto-re non va iateſo eſſer nato Decio in SirmioVico, come anche il Cellario inteſe, ma inan Lico de: Sirmioſi, non ſervirebbero a nul.la eſempi di baſſa età. Biſogna oſſervare 11ſignificato„e I uſo ch ebbe ſempre la voceVeo nel buon ſecolo, e ſingolarmente in Li-vio medeſimo. Non una o due volte, maforſe quaranta adopra egli queſto vocabolo,e ſempre nel ſuo natural ſenſo per terre, eluoghi aperti, e cos] vicani, e vicatim. Eſtato creduto foſser Città Galliche alcunida lui chiamati Vici, perchè diſse eſsereſtati ſpignati; ma cob parla egli anche d-un villaggio di Laconia, e di quelli del Pa-dovano occupati da un incurſione di Greci:E ſtato addotto l eſempio di Foruli, e diRegillo, chiamate da alcun altro Città, e daLivio Vici; e di Claſtidio, quaſi ei dissen.ta da ſe medeſimo, e lo chiami una voltaCittàa, ed una Vico. Ma avveniva antica-mente quell iſteſso, che tuttoĩa avviene.Un luogo, che ſia piccola Città, o Nertg
rande, or ſarà detto Terra, or Città, ilche dipende ancora dall' uſo de' paeſi; per-chè molti luoghi abbiam nello Stato Vene:
DELL ISTO RIA DIVERONA
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to, che in altre parti ſarebbero Città, e quinon ſono. Ma ſiccome non per queſto ſaran-no mai dette Borghi, o Caſtella Padova,ne Verona, perchè ſono diſtinte, e moltoampie Città; cos potea benslaccadere talvarletà di denominazione in Foruli, in Cla-ſtidio, in Regillo, che quai luoghi ſi foſſero,il moſtrano i nomi tutti e tre diminutivi;ma non potea darſi, che foſſero per ca-gion d' eſempio ripoſte tra Vici Verona,o Milano, mentre impariamo dal Geogra-fo, ch' erano grandi, ed illuſtri Città, e ſu-periori all altre de' lor contorni. Ci ſia per-meſſo d' aggiungere, come non puòd impu-tarſi a Livio diſſenſo da ſe medeſimo, peraver chiamato Claſtidio una volta Ohpido,un' altra Vico: prima perchè cost potea ſe-condo diverſi riſpetti chiamarſi, e però Cit-tà lo chiamd Polibio, Vico Plutarco; e cosiForuli detto Vico in antica lapida preſſo l-Olſtenio, e da Strabone rupe, e da Ser vioCitta: dipoi perchè la voce oppidum, ben-che ſia ſtata uſata pid volte nell iſteſſo ſi-gnificato di Cid, pid ſpello però, e pro-priamente, dice Aldo il giovane, ſgnifcqualche coſa di meno. Di queſto vocabolo benparlò Papia, conchiudendo valer Cittd picco-Ia: e cOsl lo rendono le Gloſe in Greco. Cice-rone chiamd il rozo ſtile oppidano. Li 24luoghi degli Arecomici ſotto Nimes fur det-
ſe queſti, che 846 oppidi profeſſava Pom-peo d' aver preſi nella Spagna citeriore: An-tonio Agoſtini nel riferir queſto pafſo, ſag-giamente diſse 846 vici. Ammian Marcel-ino narra, che nell Iſauria ole molti op-pidi erano dus Cittd. In ſomma rè Livio ſicontradiſse, nè ſarebbe ſenza eſpreſsa con-tradizione il voler che tra- vici de Cenoma-ni ſi foſse annoverata una Citta, non me-Zana, e d' ambigua condizione, ma cos di-ſtinta, e cosl nobile qual veggiam dal Geo-grafo, che fu Verona. ö
E poichè!' Iſtoria antica come ſi ſarà benoſſervato finora, non& come la moderna,
ra di ſemplici, e volgari narrative compren-dere, ma abbiſogna di profonda intelſigen-2a delle lingue dotte, e di ſottil raziocinio,e d' erudite diſcuſſioni, e ricerche, ſul com-pleſſo degli antichi Scrittori, e de monu-menti fondate; non tralaſceremo di con-ſumar qui alcuni altri punti in queſto pro-
oſito, all' univerſal cognizione dell' Anti-chità non poco importanti. E ſtato ultima-mente ſeritto da erudita penna, nella voceCaput attribuita a Breſcla da Livio, con-tenerſi virtù di ſigniſicare, che aveſſe ſottodi ſe altre Città: cosl altri ſcrivendo d al-tro, gran coſe deduſſero da tal voce; quan-
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ti bie da Strabone, oppidi da Plinio. Scriſ-
in. Quæf.
per Epiſt.
Civitasynodli ca.Oppidumro, οανοσ.in Bruto e
Plal. 6.
5 14.0% 15
che ſi pud da chiunque ſia con la lettu-