1. 3 U. 25.
Or, adRoma,
Svet. Cæſ.
1
Ann. l. 1.
Tac. Aun.Jb. 14.
J. 3. eb. 10.
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che il Latino. De Catali accompagnati nellIſcrizione co Carni Alpini, riſcontro nonſi trova nella Geografia, ma pudò crederſiquel popolo di poco nome della Pannoniaſuperiore, che ſi legge per Catari in Plinio.Come duraſſe ancora in queſti tempi perfettamente l' idea Romana, pudò arguirſiin oltre da quella Orazion d' Ariſtide, fio-rito ſotto Marc Aurelio, nella quale eſaltai Romani, perchè avean reſo il Mondo co-mune, e viaggiabile a tutti; e perchè adognuno, purchè di provincia Romana foſſe,era lecito venire a Roma, come in patriadi tutti; e perchè eſſendo forza di arrolarein Ogni parte dell' Imperio ſoldati, noncredeano di poterſene valere con ſicurezæaſe nelbarrolargli non davan loro la Cittadi-nanza. In queſto modo, dice l' Oratore àRomani„ Voi non private,“ non eſaurite Ro-ma dss ſuol Cittadini, ſuoi C irtadin: non per-tanto ſono ĩ militants: in gueſto modo inter ſatii ſoldati nolla voſtra grande Ta,& nolla voſtragloria, rinc gam loſto l antica patria, e quaſiſe ue vergognano, e ſi fanno propugnatori acer.rimi della voſtra. In alcune lapide munici-pali oſſervaſi notata la Tribꝭ fin ſotto Set-timio Severo; donde parrebbe poterſi rac-cogliere qualche convocazion del popolo eſ-ſer continuata, e per conſeguenza' uſo diconcorrere anche l'altre Città nella elezio-ne d' alcune cariche, L'eſser per altro paſ-ſata Roma a Principato portò tra' altremutazioni il trasferirſi l' autorità del Popo-lo nel Senato. A dimezare la ſuprema po-deſtaà de Comizj generali, cominciò Ceſa-re; ma ſotto Tiberio dal Campo 4 Sena.tori trasferiti per la prima volta i Comi-23, ſcrive Tacito. Abrogò tal coſtituziondi Tiberio Caligola, e xeſe al PopoloJ elezione de Magiſtrati, pei di nuovola tolſe: percid in tempo di Nerone i Co-mizj per la ſcelta de Pretori ſi veggono inSenato, e ſotto Traiano de' Comizji tenu-ti in Senato fa menzion Plinio in un' epi-ſtola. 8 öDopo la disfatta de Cimbri non ebbero
per lungo tempo ardire di penſare all' Italia
i popoli Settentrionali: ma ſotto Marc Au-relio vediamo in Capitolino, che ĩ Catti po-
poli dell'ulterior Germania invaſero la Re-
Zia, a queſta parte accoſtandoſi: e poco do-po' Italia tutta da gran peſtilenza akflittapoſero in terrore i Marcomam, e Quadi,genti Germaniche. Venne ad opporſi P'Im-Peradore in perſona inſieme con Lucio Ve-ro ſuo Collega. Quella guerra vien poſta inlinea con le maggiori, che i Romani aveſ-ſero mai da Capitolino, il qual per altromolto poco ne inſegna, nè abbiamo chi or-dinatamente ce la tacconti. Un paſſo di Ga-
DELL ISTORIA DIVERONA
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leno, ove tratta de libri ſuoi, ci fa ſapere,come gl' Imperadori paſſarono il verno inAquileia per eſſer pronti a primo tempo con-tra Germani, in quella Città eſſendo da eſſi
uel famoſo Medico ſtato chiamato. Altrodi Luciano in un de' ſuoi Dialoghi,& inſe-gna, come una rotta ebbero i Romani conmorte di venti mila, e che poco mancdAquileia non foſſe preſa. Aſſediata in quel.la guerra la dice anche Ammian Marcelli-no, ed eſterminato Oderzo. Preſero poimiglior piega le coſe, e Marco pid voltevittorioſo perſeguitò i nemici in Pannonia,e ſoggiogò del tutto eſſi ed altri feroci po-poli, come dal compendiato Dione. LucioVero incamminato verſo Roma, tra Alti-no, e Concordia ebbe un tocco d' apople-ſia, e ne mori in Alt ino. Preſſo la Reziaaver tagliati molti barbari a pezzi Antoni -no Caracalla, ſcrive Sparziano, Ei proba-bile, che quando le guerre co tranſalpinierano a queſta parte, una ſpezie di piazzad' armi foſſe Verona.
Imperfetta ſarebbe molto! Iſtoria noſtra,ſe tanto ragionandoſi d' una Città, nulla ſidiceſſe del territorio ſuo. Città, e diſtrettoſono in origine un corpo ſolo: però ſcriſſeUlpiano: chi dun Vico, ꝙ intende aver porpatria quella Republica, cui quel Vico corriſ-Pond. Nel primo formarſi, e diſtinguerſi inmembri 1 corpi civili, quella parte, cheper coltivare i campi, e per comporre vil-laggi, e borghi ſi allontanava dal maggiorluogo, non per queſto ſi ſeparava civilmen-te, o ſi conſiderava poi come aliena. GliAtenieſi diviſero in tribù non meno la pro-vincia, o ſia territorio, che la Città; e go-verbava il ſuo meſe, e dava cinquanta per-ſone al Conſiglio non meno ogni tribꝭ occu-pante un pezzo della regione, che ogni tri-bii occupante una parte della Citta. Somi-gliante fu l' iſtituto de Romani, diviſa pri-ma in tre parti, e la Città, come dice Plu-taroo, e il territorio, come dice Varrone.Servio Tullio ampliata la Città quattro tri-bu diſtinſe in eſſa, dette perd Urbane, equindici nel diſtretto dette Ruſtiche. 28queſte ſi compreſe il flore della nobiltà Ro-mana, perchè il dar- opera anche perſonal-mente all' agricoltura, nobiliſſimo impiegoſi ſtimava in que' tempi, di che vegganſiPlinio, e Varrone, Quanto potenti foſſero le
Kuſtiche fin poco avanti la guerra Sociale,
ſi riconoſce in Appiano, dove narra, chevollero vincerla ſopra le Urbane nel contra-ſto per una legge. Manicipii Ruſticani nomi-nd Cicerone più d' una volta. Nè i colti va-tori de terreni abhandonavano le Città in-teramente, poichè ſi ha da Tullio, che an-ticamente i Romani per caſtigar Capua, l:ö avean
in Pſeu.
dom.
J. 29. c. 6.
D. 445. 50t. 1. 4. 30.
in Romi.
E
Pl. I 18.
6. 13.
N. R. J. 2.
Bell. Civ.. 45
ro Roſc.