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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Ep. 3. adHeli od.

316.

Num. Irin.5 uc. Regn.Oreſ. J. 6.

0. 38.

L IS ORIADI VERONAE. FEE NO

Y Uovo, e deplorabile aſ-petto di coſe, infauſtaſerie di miſeri avveni-mienti, e ſventuratatrasformazion dell' Ita-lia ci metterà il quintoſecolo dinanzi a li oc-chi. Cadde in queſto fi-nalmente a terra il ſuo Imperio, e laceratain varie maniere ed afflitta, non ſolamen-te perdè il dominio dell' altre nazioni, madi ſe ſteſſa. Era aſſai tempo, che diver-ſe genti Settentrionali formate in nume-roſi, e potenti eſerciti, o tenevano, o apiacer ſaccheggiavano molte provincie Ro-mane. Terribile ſopra tutti gli altri era ilnome de Goti; da eſſi principalmente ven-nero per lo ſpazio di vent anni i depreda-menti, e le ſtragi, deplorate da S. Gero-lamo, nel vaſto tratto ra Coſtanrinopoli,Albi Giulie, ſeparanti la Venezia dalla ſu-perior Pannonia, delle quali dice Ammia-no, che ſ%ũ chiamaban Venote anticamentè.Morto Teodoſio il Grande, la potenza, ela condotta del quale, anche per via di do-nativi e ſtipendj pur tennegli in qualche fre-no, erſero' animo a maggior coſe, e&' in-vaghirono dell' Italia ſteſſa. Secondo la diſ-poſizion di Teodoſio imperava Onorio inOccidente con la direzione e tutela di Stili-cone, ed Arcadio in Oriente con quella diRufino. Queſti due miniſtri ſcelerati e in-fedeli aſpirando all' Imperio, ſe la inteſeroco Barbari occultamente, e molto contribui-rono alle ſuſseguite deſolazioni. Di Stiliconeveramente, uomo per altro di gran valore,cos! non parla Zoſimo, ma ne fanno fede abaſtanza Numaziano, Giornande, Oroſio,e Filoſtorgio riferito da Fozio. Il Re Ala-rico adunque laſciando la Pannonia„ Oveallora co ſuoi Goti facea ſoggiorno, verſoItalia preſe le moſſe, e l' anno quattrocent

uno entrò in eſſa ſenza contraſto. La con-fuſione, e la contrarietà de Scrittori di quetempi, nd ei laſcia affatto accertare, nè abaſtanza diſtinguere le marchie, e i fattiin quell'invaſione avvenuti: ma egli& cer-to, che dopo la battaglia di Pollenza, in-camminato Alarico per uſcir d'Italia ſecon-do il convenuto con Stilicone, giunto a Vero-na mutò parere, e contra la fede volle con-traſtar di nuovo, onde ſegul altro fatto d-armi con vittoria de Romani, avendo pe-rd detto Claudiano nelle lodi d' Onorio, edi Stilicone, che Verona non piccol cumuloaut va aggiunto altrionfo, e che“ Adige aveaportato al mare il ſangue, e i corpi de Go-ti. Dopo queſta ſconfitta ſe ne fuggl Alari-

co con l' avanzo de ſuoi di Ià dall Alpi.

Quattrꝰ anni appreſſo venne a tentar ſua for-tuna Radagaiſo Scita con gran moltitudineraccolta da pid nazioni nella Sarmazia, nel -la Germania, nella Gallia, ed in altre par-ti: fu rotto da Romani, e ne monti ſopraFieſole diſtrutto, e fatto perire il ſuo eſer-cito. Ma hanno 408, raccolta il Re Ala-rico nuova e maggiore armata, e chiamatiin ſuſſidio co ſuoi Goti ed Unni Ataulfofratello di ſua moglie, paſsd di nuovo inItalia per la ſolita via d' Emona, e diſceſoal piano trapaſsòd ſenza oſtacolo, e ſi laſciòaddietro Aquileia, Concordia, Altino, -dopo que ſio Verona, come abbiamo altroveèaccennato doverſi leggere in Zolimo depaſſato l' Adige, indi il Po ad 0 5giunſe nel Bologneſe. Quinci laſciando O-norio in Ravenna, ſi conduſſero 1 Goti di-rittamente ad afſediar Roma. Ridotta que-ſta all' eſtremo, ſi compoſe con Alarico,ſecondando 2 forza ogni deſiderio ſuo; madopo varj avvenimenti ritornò egli b annoappreſſo, e NF ſaccheggid; pro-ſtituendo in tal modo per la prima volta lagrandezza, e la maeſtà del ſuo a 2U

de JI.Conſ. Hon.Tu quo-aue G c.

Oroſ. J. 7.5

Huff. l. 5.c. 37.