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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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l c. 28.

lab. 23.

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261 EEB DRIN 262

e conquiſtò l'altre Città della Liguria pia-na, ma non già le maritime, nè parimenteTicino, che nel ſecolo appreſſo ſi cominciòa dir Pavia. Queſta ſtretta d- aſſedio ſi di-feſe bravamente tre anni e meſi„ nel qualmentre però il groſſo dell' eſercito ſcorſe laToſcana, e buona parte ne ſottomiſe. L-Elarca Longino non avea forze da opporſi,e ſi tenea chiuſo in Ravenna. Le Venezie,ela Liguria eran poco prima ſtate afflittedalla peſte, ed erano ancor dalla careſtia. LItalia tutta avea diſimparato di prender 1armi, poichè non ſi trattava pid di prender.le per la propria libertà ma per eſſer ſervadegli uni piũ toſto che degli altri. Eſpugnòꝓerò finalmente Alboino anche Pavia, dal.la quale eſpugnazione deſunſero l epoca delſuo regno quegli autori, che ſeriſſero aver

lui regnato anni tre, e meſi ſel, tra quali

& Paolo Diacono; come la deſunſero dal ſuoingreſſo in Italia quelli che tre anni di piugli diedero, tra quali& Sigeberto. AffermaErmano Contratto, per reſidenza foſſe elet-ta da Alboino Pavia; ma veramente ſicco-me il primo Re de. Got i avea diviſo tra Ra-venna, e Verona il ſoggiorno ſuo, cosi ilprimo de Longobardi tra Verona il diviſe,e Pavia: anzi in Verona aver lui fermata]-ordinaria ſede, ſembra con ſicurez za racco-glierſi da ciò che Agnello, e Paolo hannolaſciato ſcritto per occaſione della ſua mor-te.

Aveaſi Alboino, quando ucciſe in bat-taglia Cunimondo Re de- Gepidi, fatto fa-re del ſuo cranio una tazza, conſervata poiPer memoria fino a gli ultimi tempi de; Lon-

gobardi, eſſendo che la oſſervò il Diacono

in mano di Rachis, che la facea vedere aſuoi convitati. Non furon ſoli i Longobar-di in cos orribile, e ſtrana uſanza di ber nelcapo de lor nimici. Un eſempio ne Galli n-adduce Livio: la rammentano negli Scitiantropofagi Erodoto, Strabone, Plinio, eMela; e la moſtran ne: Traci Floro, ed Am-miano: da Traci Scordiſei, come paſſati adabitare nella Pannonia, forſe la preſero iLongobardi. Avea poſcia Alboino, morta-

gli la prima moglie, ſpoſata la figliuola di

Cunimondo ſteſſo Roſimonda. Ora un gior-no ſedendo egli in Verona a ſolenne pran-ſo, riſealdato dal vino, ſi fece portar quel-la tazza, e dopo aver bevuto in eſſa inſie.me con ęli altri, coſtrinſe barbaramente aber nel cranio del padre anche Roſimonda;per lo che d' implacabil odio coſtei s acce-ſe, e giurd vendetta. Abitava nel PalazzoRegio uomo di famoſa bravura per nomeHelmiche, e godea ſegretamente gli amorid' una Damigella della Reina A coſtuiella fece capo, richiedendolo d' ammazza-Ver. MAuſtr. Parte I.

re il Re; ma ripugnando lui coſtantemen-te, tratta Roſimonda dal ſuo furore, po-ſe ordine con la Damigella, ed occupandouna notte in furtivo, ed affrettato congreſ-ſo il ſuo luogo, fece con inganno cadere Hel.miche in delitto da lui nè voluto mai, nèpenſato. Scopertaſi poi toſto, gli diè a ve-dere, come dopo queſto o conveniva, ch-egli ammazzaſſe il Re, o ſi aſpettaſſe d-eſſer fatto ſyenar da lui; con che alla finelo vinſe, e rimaſero do eſeguire a prima oc-caſione. Avvenne, che un giorno dormiſſeAlboino profondamente, per aver bevutonel deſinare ſenza miſura. La Regina allo-ra fatto allontanare ognuno, gli levò cheta-mente l' armi dal letto, e chiamò l' amico:ripugnd quegli di nuovo, ma poi s'accinſe,e benchè deſto Alboino ſi difendeſſe alcuntempo col ſuppedaneo ſcabello, pur final.mente l' ucciſe. Volleroi Longobardi truci-dar bomicida, e la Regina inſieme, aven-do però ſaccheggiato il Palazzo; ma ſeppe-ro eſſi cuſtodirſi nella Città, finchè il tumul-to s acquietaſſe, avendo intanto ſpedito all-Eſarca Longino, che mandò ſubito barcaar mata, con la quale ſi fuggirono a Raven-na, conducendo Alſuinda figliuola d' Alboi-no, e portando ſeco tutto il teſoro de: Lon.gobardi, come dicono Paolo Diacono, eAgnello. Gli ricevè Longino con tutte le ric-chezze da Verona traſportate: ma paſſan-do di misfatto in misfatto, incontraron nonmolto dopo tragica, e miſerabil morte, ch& il termine a cui le ſceleraggini ſoglion con-durre. In queſto modo nell? anno 374 ceſsdi vivere il famoſo conquiſtator dell' Italia,e fondatore del regno de Longobardi. Si ren-de chiaro da queſto racconto, com egli abi.tava, e riſedeva in Verona uſualmente, men-tre vi tenea la famiglia, e Atto If reſero. Eö paruto ad alcuni eruditi, diſcrepanza tro-varſi negli Scrittori quanto al luogo del-la morte d' Alboino; eſſendo che MarioAventiceſe la mette in Verona, e PaoloDiacono preſſo ſia, che pud intenderſi i 6a ſecondo il parlar di quel tempo; doveAgnello ſembra indicarla altrove, dicendoin quel corrotto luogo, che dopo il fattovennero gli ucciſori in Verona: ma queſtodubbio con la notizia dell' antichità noſtratoſto ſi riſehiara; perchè abbiam 5come il Real Palazzo era fuor dell' anticaCittà, onde e in Verona, e fuor di Vero-na ſi potea dir quel ſito. In queſta Cittàadunque ebbe ſepoltura Alboino, che nonparrebbe degna d un tanto Re, mentre ſi leg-ge inPaolo, come il monumento fu collocatoſorro una cala contigua al Palaggo. Ma do-vea eſſer forſe ampia ſcalea, lavorata nellapietra per ſalire ſu la collina, ſotto la 52 le

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Agn inPetr, ſen.depopula-10 Pala-710.

J. 2. c. 29.et omnemLongobar-dorum.

r heſaurumAg. stemoenui opéRegia.

e eapud, Ve.ronam.

in Petr.ſeu. vonitVeronam,

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