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je nobil nicchia potea molto bene incavarſi.Conſervavaſi tal ſepolero ancora dugentꝰ anni
155.2. c. a8. dopo, cioè a tempi di Paolo Diacono, quan-
doci fu chi per vanità di poter dire d' averveduto Alboino, P' aperſe, e ne traſſe laſpada, e qualche ornamento, con cui quelRe era ſtato ſepolto.
Eſtinto Alboino, che non laſciò prolemaſchile, Longobardi eleſſero Clefo in Pa-via, uomo nobile, ma crudele, il qualemolti de pid coſpicui Romani fece uccide-re, o mandò in bando. Ammazzato queſtoancora un anno e mezo dopo, non volleroſoſtituire alcun altro: ma trovandoſi in ogniCittà uno dee lor principali, che le reggevacon nome di Duca, penſarono baſtar tantoſenz altro Re; con che l autorità di coſtoroaffattoaſſoluta ſi reſe. Avremmo qui la noti-zia di tutte le Città tenute allora da Longo-bardi, e de' nomi di chi le comandava, ſePaolo Diacono dopo averne nominate ein-que co Duchi loro, cioè Ticino, Bergamo,Breſcia, Trento, e Forogiulio; o ſecondoalcuni codici ſei, mettendovi anche Mila-
7 2.. 33. no; non aveſſe troncato con dire, oltre 4
gubſti allri zrenta ne furono nelle lon Cittd. In
queſto tempo venne un' incurſione di Franchiſopra il Trentino, ed occupd Anagnia 5
3. 6. 9. Caſiollo di ld da Prento poſto nel con doll
Italia: la qual ſituazione dal Diacono eſ-prella pare indicar quello ſteſſo, che al pre-ſente ſi chiama Egna, benchè dal Geogra-ſo detto Anonimo di Ravenna ſi chiamiInia. Moſſeſi contra di loro Ragilone Longo-bardo Conte di Lagaro, ma fu rotto, educciſo da Cramniche comandante de Fran-chi, il quale poco dopo ſaccheggiò Trento.Ma inſeguito da Evino Duca di quella Cit-ta, e raggiunto a Salorno, luogo che ſuſſi-ſte ancora poco di qua da Egna, reſtò tru-cidato con molti de ſuoi. Quel Conte di La-garo ſembra farci intenderè, come la ValIagarina foſſe cos detta da terra, o Caſtel-Io di queſto nome, vane però eſſendo le po-olari favole. Ci fa conoſcere ancora, come
forma va governo da ſe, e com' era introdot.
to fin da quel tempo, che qualche groſlaTerra con parte de' diſtretti delle Città ſireggeſſe da Conte. La via d'Egna, e di Sa-lorno da coſtor tenuta moſtra, che quellaincurſione dalla parte di Germania ei ven-ne. Ora il ſudetto interregno durd diecianni, ne quali le mi
1monte da Siſinnio Maeſtro de' ſoldati era
. 4 8. tenuta in quel tempo ancora per I Impera.
dor Greco. 5
Ma conoſcendo i Longobardi, quantodannoſo lor foſie un governo cos! diviſo,dopo dieci anni fecerò Re Autari figliuol
DELL IST ORT A DI VERONA
ſerie d'Italia aſſai piuS accrebbero. Suſa a piè dell' Alpi in 0
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di Clefo. Continud però ſempre in avve-nire lo ſtato Regio, e ſede a i Re fu perlo pin Pavia. Ma Autari, di cui ſi ragio-na, beſempio d' Alboino ſeguitando, ſuaordinaria reſidenza qui fece; il che oſſerva-
to, e raccolto dal Sigonio, partito da Ve- Regs.tal.
rona lo dice nelle ſue eſpedizioni, e torna-to à Verona dopo di eſſe. Due fatti mira-coloſi racconta S. Gregorio ne Dialoghi,ſeguiti a tempo di queſto Re nella noſtraCittà, e nell' uno, e nell' altro di lui fa men-zione, che qui ſi ſtava. In eſſa ei celebròcon gran ſolennità le ſue nozze con Teode-linda figliuola di Garibaldo Re, o Ducadi Baviera, cui dice Paolo Diacono andò
incontra nel campo Sandis ſopra Verona. Se l. 3. c. 29.
va letto Gardas, e inteſo del piano, ch'&tra Garda, e I' Adige, queſta ſarebbe lapi antica menzione, che di Garda ſi ab-bia. Intervenne a queſte nozze fra gli altri
Duchi Agilulfo, che fu poi Re, venutoda Torino. Pudò oſſervarſi, com' anche i
congiunti Regii, qui dimoravano, poichèAnſul cognato d' Autari in Verona fu ucci-ſo. Preſe queſto Re Berſello, nel quale un
de' ſuoi Duci paſſato al partito de Greci fe-
ce moſta reſiſtenza, e lo ſmantellòd. Chil-deberto Re di Francia mandd contra di luiun' armata in Italia, ma che reſtò vinta,e disfatta: mandò la ſeconda volta altroeſercito, una parte del quale con ſei Duciper diritta via ſi conduſſe a Milano, I' al.tra con tredici rigirando, come già i Cim-bri, venne a riuſcir nel Trentino, e preſe
cinqus Caſtolli, quali coſtrinſo& giuramgento: l. 10. c. 3.
queſte parole di S. Gregorio di Tours fur ri-
copiate da Paolo Diacono, il quale aggiun- 3.6. 30.
ge, che molti luoghi furon poi ruinati da“Franchi con tradiinento, e ſotto la fede da-ta. Alquanti ne nomina del Trentino, ealcuni del Veroneſe ma co nomi corrotti.Brentonico fu bun de' noſtri, e ſecondo ilcodice Ambrogiano Volargne un altro: giu-
ſta L emendazioni, e congetture del Cluve-
vien qui ayvertir l' errore di tutte le ſtam-pe del Diacono, benchè paſſate per manodi Grozio, Lindebrogio, Cluverio, e altridotti; le quali portano, veniſſe queſtꝰ ar-mata fino a Verona per Piaconga. Come talmarchia dovea farſi per l: Alpi Retiche, ecome prima de' villaggi Veroneſi furono aſ-ſaliti i Trentini, cosl& da credere, chePaolo avrà pid toſto ſcritto per Rhetiam. IIRe Autari ſteſe anche nelle parti, ch' oraſi dicon Regno di Napoli, le ſue conquiſte,
rinti d' ineſtricabil quiſtioni ſono inſorti fra
Cronologi intorno al principio di quel Du-
cato, come nella dotta Diſſertazione delPel-
rio fu in tal numero anche Malſeſine. Con-
e fece Duca di Benevento Zotone. Labe- cp. 3.
J. 1.
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