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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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269-270
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L. Fur.3

zn Alem.% horedeszllorumani lita-rent.

ad Not.Or, c. 139.

J in Vig.Pent.

IJ. Dipl.b. 177.

re, obe ſolamente in Italia i gentilizii no-mi alla Romana anche in oggi corrano; poi -chè ſe ben ora le pid delle nazioni due no-mi praticano, quello però, che fuor d' Ita-lia di cognome tien luogo, o& preſo dalnome del padre, o è di ſignoria; uſato perconſeguenza da chiunque venga a poſſederquel luogo, e non affiſſo a un ſangue, e auna diſcendenza ſolamente, e non comunea og individuo di quella.

Da' Longobardi fu portato in Italia ilprimo ſeme de Feudi giuriſdizionali. L'al-tra ſpezie di Feudi, che conſiſte in fondidati dal Principe, o vincolati a lui concerte condizioni, ebbe origine da Romani.J Cimbri, e i Teutoni dimandavan loroterreno, con dire che avrebbe ſervito diſipendio; ch era quanto dire, che ſarebberrimaſi con debito di militar per eſſi. Rav-viſaſi tale origine in que terreni, che ficoncedean talvolta dagl' Imperadori alleColonie col nome di Benefizjdi che fan-no menzione Dolabella, ed Igeno ſerittorid'agrimenſura; e ancor pin in quelli, chea confini dell Imperio fi conquiſtavano,quali Severo Aleſſandro cominciò ad aſſe.gnare a' ſoldati, ed a- limitanei Duci conindulto, che paſſaſſero ne gli eredi, quan-do gli eredi ancora militaſſero(tal doven-do eſſere il ſentimento di Lampridio in quelpaſſo corrotto) e dicendo, che avrebberomilitato con pid attenzione, difendendo le5 5 terre. Pin condizioni proprie de-

eudi ſi affiſſer poi a cod fatti beni per leg-gi di Teodoſio, come ben oſſervò il Panci.-rolo, replicate nella ſua Novella. Vedeſiin un Sermon di S. Agoſtino, come i mili-tanti onorati di Benefizj, ſi obligavano congiuramento a ſervar fede a- Signori. Anchedelle voci feudo, e infeudars, che molti han-no derivate dalla Saſſonia, o dalla Dani-marca, abbiam noi oſſervata J origine inun iſtrumento di vendita ſcritto a Raven-na nel 59 1 in papiro, oye ſi ha il Latinoverbo infoduciars, proteſtandoſi le ſei on-

ce del fondo venduto eſſer libere da ogni

vincolo publico e privato, ne infedaciatea chi che ſia: abbiam quivi altresl notatoda Paolo Giuriſconſulto l' effetto del con-tratto della Fiducia, per cui reſtavano obli-gati i terreni. Ma P' altra ſpezie di Feudi,che conſiſte in ſignoria ſopra gli uomini d'un paeſe, e in Siuriſdizione, fu coſa tuttaſettentrionale, e fu inſtituto troppo con-trario a quei de' Romanie degli antichiGreci, i quali tutta la ſovranità nella Co-munanza unicamente ripoſeroe nobiltà,o giuriſdizione non conobbero, ſe non nel -le dignità, e negli ufizj. Tal diverſocoſtu-me degli antichi popoli Germanici nacque

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dal loro uſo di non aver Città, come ab-

biamo accennato nel libro quinto con l' au-

torità di Polibio, e di Strabone, e di Ta-

cito; perchè diviſamente, e diſperſi in ca-

ſali abitando, non poteano da un ſupremo, Bal dal.c comune Magiſtrato eſſer retti, onde i%%.Lrincipali dee villaggi, e dills regioni giuriſcli. canin,Lon eſercitavano ciaſcum ſopra i ſuoi, nelle 75 1quali parole di Ceſare la vera, e primiti- ſprinci-va radice de: Fendi di tal naturaVpo non ci luſinghiamo, ſembra a noi d- 1aver ravviſata Accordava con queſto il um iuternon eſſer ſolite quelle genti di conferire a 1i Re loro poteſt Ibera, indeina, ma li- Tac. Bio.mitata, e dipendente da molti. Or con- Germ.quiſtata da Longobardi gran parte d' Ita-

lia, in troppo maggior grandezza vennero

i lor principali; perchè piena di Città eſſen-

do eſſa, anzi di gran Città, non di borghi,

o villaggi, ma poſſeſſori diventarono diPrincipati: e Principi veramente furono i

Duchi loro; poichè non eran già, come

quei de' Greci, ſemplici Governatori perdeterminato tempo, anzi dipendenti da un

altro Governatore; ma godevano piena eillimitata autorità, e le rendite tutte, ed

eran perpetui, anzi per lo pin ereditarii,

come perſuade il trovar tante volte cadu-.ta la ſucceſſione in figliuoli, fratelli, onipoti; benchè forſe chiunque ſuccedeva

di nuova conceſſione, o conferma biſognoaveſſe: pare, che i Re trasferiſſero

ad altra linea ſe non mancata la pri-

ma, o per delitto di ribellione, il che

molte volte avvenne. Come Principi però

facean guerra, ed avean forza talvolta di

farla con lo ſteſſo Re. Alboino adunque ſe-gui I' ordine di governo, che in Italia tro-vd, quanto al mettere un Governatore inogni Città, e quanto al chiamarlo Duce;ma ſegul' uſo della ſua nazione, e il co-ſtume Settentrionale nel laſciar' a coſtorolibera giuriſdizione, e nelb'altre circoſtanzeproprie de Principati feudali.

Non ſi pud laſciar di riflettere ſul bizar-ro ſiſtema del governo de' Longobardi.Che dovremmo riſpondere a chi ci richie-deſſe qual era il regno, e dove il domi-nio del Re? poichè ſe le Città co territo-ri loro eran diſtribuite a- Duchi, al Reche rimaneva? Ha veduto queſta eta, e queſta ſtravaganza L eſimio 1.tiſſimo Autore di recente Opera, 25 la qua-le parleremo appreſſo; e Per c n e sfor- Cher.zato di moſtrare, che nell ilteſſa Provin- 5.cia alcuni paeſi apparteneſſero a Duchi,.alcuni al Re; ora che de Duchi altri foſſero 136. Ge.Urban; altri Provincialiꝭ e che degli Urbanialtri foſſero ſoggetti a Provinciali, altri alReʒ ora ha moſtrato di credere, che infeudati

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