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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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297-298
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8

2 Docum.

K

v. Docu.VII.

u,jꝭjud Mo-nita publi-8. 5Dand.Rer. Iz.

7. 12. p.145.

Pag. 95.

Dand.pag. 145.

Dag. 115.

come quei dell' Iſole, e ſpezialmente della

297ſoli abbiam ſaputo raccorre. Zangrul fo, dicui già parlammo, ne tempi de primi Re;Aiſelberto ne tempi delb ultimo, di cui cifa noto Paolo Diacono, che aperſe il ſepol-

cro d' Alboino, e ne tolſe la ſpada, ed al-

tro, che dentro vi era; e Lupone di tem-po incerto, che fece qui una pia fabrica,come in un rotolo abbiam trovato, di cuiparleremo appreſlo. Che ſotto i Longobar-di ſi batteſſe qui moneta, non è da dubita-re per pid ragioni, che toccheremo altrove,benchè non ci ſia venuto fatto d' incontrar-ne una cos chiara pruova, qual' è quellache ci per Treviſo un documento, cheabbiam poſto in ſerie, nel quale ſi nominain coteſta Città Lopulo Monotario, e per occa-ſion di confini la publica Zecca. Di Padovanon ſi parla, Duca alcuno di eſſa ſi no-mina, perchè diſtrutta, che fu da Agilul-0, trasferiti all' iſole Venete la maggiorparte de' cittadini, giacque per pid età, eſolamente gran tempo dopo riſorſe. Ma nonbaſtando pid I' iſolette delle lagune allaquantità di perſone, che da ogni parte dell:Antica Venezia ad eſſe concorreva per ſalvar-ſi dalla fiere⁊ qa d Longobardi; cominciaro-no, dice il Dandolo, a ereſcere tumbas inJabro; le quali parole come vadano inteſe,non& ſtato chi ci dichiari. Tomba fu det-to in que tempi per tumulo, o rilevamentodi terra, e per ala, o campo; e labrum ſiſpiega da Papia per Igo raſile, qual voceſignifica torniato, e la dichiara egli altroveper acuto: potrebbeſi perd intendere dell'aver dilatato il ſito col piantar nel fondoacuti, e rotondi legni, come ſi fa tuttora,per fabricarvi ſopra, o per far terreno, dovera acqua: forsꝰ anche per Lubro va inteſauna delle quattro principali iſolette, che laCittà di Venezia compoſero, cioè Olivola,Rialto, Dorſoduro, e Rupio, che in al-tri codiei ſi legge Lupro. Atterrato Oder.20, quegli abitanti condotti dal loro Veſco.vo, ſi ritirarono preſſo al mare, e quivinuova Città formarono, chiamandola Era-clia dal nonie dell Imperador Greco, cheavea pur anco in quel tratto di paeſe unombra di dominio: poco lontano anche altroluogo poi ſorſe chiamato Equilio. Cos! Al-tino, Concordia e altri luoghi in varie iſo-le ſi andarono traſportando. Fu in queſtotempo al dire del Dandolo, che pafsd altratto maritimo eſente dal giugo de Longubar.e conſiſtente in iſole da Crado fino à Ca.po d. Argin', Lantico nome di Venezia. Eperd oſlervabile il vederſi in pin Scrittori

Cittaà, per diſtinguergli dalla provincia ter-reſtre, venivan chiamati Venetici.

Verſo la ſine del ſecol ſettimo comincia-

LIBRO UND E CIM O.

Venezia,

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rono i Veneziani a metter piede in terra,avendo compreſa Eraclia nel loro cor po. Reg-geanſi ancora co Tribuni, un de) quali crea-vano in ciaſcheduna dell' iſole; ma naſcen-do emulazione tra queſti per pretender piu d-uno la maggioranza, e ricevendo però dan-ni da Longobardi, penſarono di mutar go-verno, e d eleggerſi un Duce, preſſo il qua-le riſedeſſe la ſomma del governo, e cheaveſſe autorità di convocarè la general ra-gunanza del popolo, e di coſtituire ne varjJuoghi Tribuni, e Giudici. Concorſero pertal' affare in Eraclia, e quivi nelb anno 697Paoluccio nobile, e ſaggio Cittadino d Era-clia ſteſſa, reſtò inalzato a tal grado, equivi fece ſua reſidenza. Queſti Pa tteggidcol Re Liutprando, e del ſuo territorio con-finante co Longobardi fiſsd i confini tra laPiave, e un ramo di eſſa. Oltre al Duceper la ſoprantendenza del militare ereavaſiun Maeſtro de ſoldati. In tempo di Pao.luccio fu in tal dignità Marcello, che nel779 fu poi ſcelto a ſuccedergli nel Ducato.Seriſſe coſtui in nome publico a Papa Gre-gorio ſecondo, perchè impediſſe l'uſurpa-zione, che volea fare il Veſcovo di E orogiu-lio, cioè d: Aquileia, ſopra il Patriarca diGrado; il che avergli perd vietato, affer-ma Gregorio nella riſpoſta, atteſa la rela-zione, che Ia Comunitd di Venetia gli aveamandato. Succeſſor di Marcello fu Orſo,in tempo del quale preſa, come ſi diſſe, daLiutprando Ravenna, e fuggito l' Eſarca ail ſommo Pontefice caldamentèſeriſſe al Duce Veneto, di ſupplir con luile ſue veci, e di fare ogni sforzo, perchèſi ricuperaſſe quella Citta all' Imperio Gre-co. Cosi fecero i Veneziani con ſomma fe-licità; e ben apparve in quella lor primaimpreſa la prontezza delle forze navali, equanto poco temeſſero di provocare 1 Lon-gobardi. L' anno 737 acceſo civil tumulto,Orſo vi reſtò ucciſo, vollero pi Magi-ſtrato perpetuo, ma che il governo ſi am-miniſtraſſe dal Maeſtro de' ſoldati d' annoin anno. Fu primo Domenico Leone, poiFelice Cornicola, indi Deuſdedit figliuolodelb ucciſo Duca. Appreſſo Gioviano, ono-rato del nome Conſolare dall' ImperadorGreco; e Giovanni Febriciaco, che tu de-poſto avanti di terminar l ufizio, e becondannato à perder gli occhi: eenſi tornd a far Duchi in vita, ed eleſſero ilſudetto Deuſdedit in e i eeeordinarono, che riſedeſſe 1 11 eeper la ſua nobiltà porto Re 0 0 N 5 ole.Sorte di lui, conferqnd il Ne Aſtolto i con.fini gi ſtabiliti della Città d' Eraclia dallaPiave grande alla Piave ſecca: ma mentreattendeva alla coſtruzion dun Caſtello preſ-o

Paulucius.

Magiſtermilitum,

Conc. t. 8.C. 1 80.Commu-ni tas ve

fra Oc.

0. 177.