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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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WIS. a7 0 N Wo 1——

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veruna dell opere, ch oſſi talvolta ardiſcono di metter fuori, c.o b'ſogno di chieder graxia, e di bramar diſcreto giudice il ſuo Let-tore, egli s certamentéò in quellô del gonerè di queſta, ch or ti pro-ä ſento. Tanto intralciato in eſſo e cammino, e tanto lungo, ed oſ-

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„ c cue, che amico dbttiſſimo, il quale o di primi lumi dbll'etd noſtra,e ſa di aſſunti vaſtiſſimi riuſcir con gloria, diſſemi ha poc hi meſi, tre volte eſſerſi meſſoPer ragunar la Biblioteca della ſua illuſtre Patria, ed altrettantè non potendone trar-re i pieci, averne abbandonata infaſtidito!] impreſa. II gran numero delle perſone,inaudite hpeſſo, e per incerto barlume appena in lontananx ſcoperte, dolle quali ſi con-vien far regiſtro; la raritd molto volte de monumenti, in cui ne rimaſero i nomi; laguantitd degli ſcritti, obe alcuni grand ingegni Iaſciarono la dliſfcoltd di trovar certilibri, in cui ſi ſa eſſerne fatta menxione; il dh ver per forxa fidarſi d altri qualebevolta, ſenda poter vedere le coſe in fonte; la immenſa farragin«s, e ſommæ varictòdolls notixie, ch ò forxa di mettere inſieme; finalmente gli eguivoci,& le Falſe,Fra ſe ripugnanti memorie, che in molti volumi ꝙ incontrano; ov di Cittd ſi tratti,che ſia ſtata in ogni tempo cos di Jerittori ferace, e dbvixioſa come la noſtra,rendono affatto impoſſibils il condur ſenda errori, e ſenza molte ommiſſioni 4 fine 8ſatte compilaxioni. Aumenta grandtmente, e ſenxa dubio raddoppia la diſficoltd ilPrefiggerſi, com io ho fatto, di ſcorrere anche il vaſto regno d“ Manuſcritti, per ri-Peſcarvi notixie nella chiara luce di que ſta etd ignote tuttavia, e non diſotterrateancora. Vera coſa s, cb ſe ben ſi conſidera, tanta arduitd e malagtwvolex xa dtePil toſto animar che attorrire; Iperar ben dovendoſi, che ſia por eſſor benignamentegecolto anche un tentativo, ove faccian noto à tutti color che ſanno, non potorſi darein ſomiglianti impreſe compita coſa, e perfotta.

Comunqus però ſia riuſcita qu ſta fatica, affatto inutile non voglio crederla. Pudlirſß, in primo luogo, ch una non diſprox x abil parte ſi venga in eſſa à comprendirs diquella 5 letteraria d Italia, ch altri tanto deſidera. J errori poi ſe nc gombor. 1510„ ſe notixie alle migliori letters importanti ſe ne ritraggano, laſcerò ch alis, gluchi. Pare va, che nella luce di quiſta etd il paeſe noſtro Jolamente foſſe rimæſ in 4curo, e poco porò hanno finora colto nel ſegno qubgli erudliti ſtranieri, che a. nofiri Ler-terati hanno in molti libri fatto parole. Miu por quanto Ipetta alla Patria noſtra, 10ben fixio ſe n ard pure almeno, di vcder richiamati à vita non Poc hi. 4 illu-tri Cittadini, rimaſi finora ignoti„ e in prof ond tenebic ſepolti, 4. quelli, ch eranSi noti, molte 6 molte nobiliſſime fatiobe ſcoperte di nuovo, additats. Non minorFrutto di quiſt Opera, e in queſta e nolls future td, eſſen dovrebbe ancora; J eccitamento à non tralignar da i Maggiori, e à non laſciarſi vincere da i trapaſſati; fiaco:

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