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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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che ſopra molti, i quali di nuovo appariſcano, co in quoſte o vere, o ſuppoſte ommiſſioni cadbranno ſenx altro i giudix] primi. timo però neceſſario auvortireIn primo luogo, come io non ho fatto rogiſiro dig! illuſtri per aliro motivo, us ricor-dato alcuno per lodi in qualche libro dategli, o per dedicatorit fattegli, o per eſſere ſlatoin divulgati Dialoghi introdotto. Parimente, come Fuor di qualche ragion particolare,o 4 und fingolare eccollenda, io non ho poſti in ſerie coloro, che leſſero negli Jtudjpublici; quandb ſcritto non abbiano. Molti di queſto genere mi vonivan ſomminiſtratida chi ha trattato delle Univerſid, e dal Chiocco noſtro ne Medici; ma quoſto ſareb.be ſtato un entrare in categoria diverſa, e un uſcir dall ordins degli Jerittori. Periſteſſa ragione d altri non ho fatto caſo, obe ſi trovan lodati per Magiſter) nelleReligioni ſoflenuti, o per gravi impieghi, e per dignitd conſeguite. Per cagion d eſom-pi P. Arcangelo Giani negli Annali de' Jerviti all' anno 1421 Ia menxionè delP. Marco da Verona creato Veſcovo da Martino V, che] aveâ conoſciuto dottiſſimo4 Concilio di Coſtanxa: cod altri Veronoſi nomina come inſigni per dottrina; ma poi-ch non ſi ha che ſcrivtſſero, al preſentè mio rogiſtro non appartengono. Cos non am-metto i lodati per qualehe profeſſione con applauſo eſercitata, e ancora com ſtudlio-ſi, e dhiti, o dal Corte, o dal Moſcardo, o da chi che fia, ma ſendæ indixio che adalcun opera ponoſſer mano. Angi quò nomi ho rifiutati ancora, à quali ſcritturè ſi tro-vano attribuite, ma ſenx alira pruova, e ſenda indicarnt il preciſo. Non pochi anno-vera pen cagion d eſempio il Torreſani, di quali dice eſſer rimaſi ſcritti 4 gli eredi;ma nd ſapendgſi di tali ſcritti altra novolla, uò ſe por eſſi il titol d. Autore poteſſe al.rrui darſi in buona bonſcienda, non bo ſtimdto di doverne inpinguurs la mia raccol.4. I mod ſimo fa incetta ancora di nomi de Giuriſti, Medici, Gramatici, e altritali, che e trovano nelle vbcchis carte, bench nulla componeſſero; anxi regiſtra perin Publio Numitorio Aſclepiade, Medico Oculare, Ja cui lapida abbiam nel Mu-ſeo; quaſi I averne qui il monumento baſti 4 provarlo Veroneſe, e guaſi I avereeſercitata arte Chirurgica lo debba far riporre tra gli Jerittori: in che per altro eraſeguitato dall Alecchi, che tutti quei de Torreſani avea traſcritti,& penſava di re-giſtrars. Alcuns volte ancora bo trovato eſſorſi preſo euivoco n codici dallo Jorit-rore allo ſcrivano, regiſtrando com d autore il nome, che ſi ved nel fins di chi hatraſcritto. Tralaſcio i molti e molti, ch io, come bo detto, poteva aggiungere, ſeper alcun breve componimento avoſſi voluto altrui dar luogo tra gli Jerittori. Co-minciò fin nel 1500. inondaxions delle Raccolts,& nel 16 molto ſi accrebbe;di quelli però ſolamente ho fatta in queſto genere mengions, obs ho trovati piu& pinvolte meſſi in opera. Non poche bagarelle anc he in aliro genere mi ſon laſciato g-Sig, maſſimamente de! 16, perch ſappiamo qual guſto allor correa;& pere PoPoſto il primo ftudio ne Jerittori di maggior nome,& no. tempi anteriori, e maſſima-mente dal 150 in ſu, quando le notigie ſon pil oſcure, pid rare, Pi de ſidera-te. No con tutto queſto però pretendo di nom aver tralaſciato verun di quelli che meri.taſſero eſſer ricordati, e che forſe à ine ſarob'be ſtato pi caro di ricordlare q ma nonoſſibils in tanto numero avveninſi in tutti, nò ſovvenirſi di tutti. Jono flato ber ul.zimo eſortato, ſe ben con mio diſpiacers, 4 non parlar de' viventi„ Pereh queſti par-lano per ſe ſteſſ̃i, Perch qi loro auvremo M Dio piacondb ancor ii ch oggi non ab-biamo, e percbò] Iſtoria non ha propriamente diritto, cbe ſu i trapaſſati. Jenteſiera gli ali, cbe d erudi ion: Hbraica un Rabbino Veroneſe ſas ber dar fuori 4 Romaun opera in dlicci tom.. Non bo voluto Parimenté andar Facondo pompà di correggergli cbagli di tutti i libri, nc quali o ci ſi togliono noſiri, o 6 ſi danno i non noſtri,o. equivoca ns i nomi, o nell. opere, o nb Zemp, poic hs per queſta via troppo ficonveniva talvolta moltiplicar ſenga Frutto i fagli. Ab bia però avvertengd il Lettorcorteſe di non condannar troppo in Fretta ciò che qui c, eſpone, e di puriſicar le notixie,

Poic h porrd talora auvtnire di creder fallo, o mancanga, dbue veramente non fia.