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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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ti Medici, e raccolte, trovaſi la verſiondal Greco Select arum Porpbyrii Qusſtionum.Contra il Teleſio, e in favor d' Ariſtotele 5di cui fu gran difenſore, Maris nullos 72fontes. Diſſertazioni de SpHhra nis. De fa.10 Do cauilſis libori àurbitrii adcorſus Ale.rand. Apbrodiſ. An oſſa modlulla nutriamtus Ananimanribus omnibus, bt Holſimum piſcibus,conveniat memoria. Problamatæ ad febres ma-Iignas ſpockantia. De riſus, et flotus cauſis. Delacrimasum natura. Volumetti d' GOflerva-zioni Mediche, e Filoſofiche, per lo pidin curioſi argomenti: cost alcuni diſcorſi,che ne- ſuoi ſoartafacci qua e là ſi trovanoanche in volgare, come del ber freddo, de-gli Spiritati, della natura e cauſe delle per-turbazioni dell' animo, ed altri molti. NelProemio all' Apologia del Fracaſtoro diceſi 7ch' egli era per puhblicar Trattati ſopra jfulmini, ſopra] Iride, ſopra il mare, ſo-pra le fontane, e ſopra i venti. Molte Poe-ſie ſparſamente anche s. incontrano ſcorren-do i ſuoi fogli in ciaſcheduna delle tre lin-gue: v' una canzon del Petrarea voltatain Latino, ed in Greco. Nè mancano Epi-ſtole, una delle quali dichiara, e interpretail motto Greco poſto ſopra la fineſtra fintadi caſa ſua, che ancor ſi vede al pontedella pietra. Non inutilmente fatichereb-be chi ſi adopraſſe in far raccolta dell' ope-re di queſt Autore: nè ſarebbero in tal ca-ſo da tralaſciare i ſuoi epigrammi Grebi:uno ve n' ha premeſſo al libro di GiovanniPona del Balſamo, altro al Muſeo Calceo-lari, altro all. Encomiaſtica Veronenſis Arbr-ui Ananboſis di Andrea Taurello profeſſor. eloquenza in Verona, altro per PietroGritti, ed altri in altre raccolte. Però fuogli annoverato da Lorenzo Craſſo tra quel-li che Grecamente poetarono con queſteParole: posto in lingua Greca„ delle pocſicCrecbe pit cb delie Latine, e dolle Italians,che molte. auc compoſte, onoravaſi nelle con-ver ſacioni. In quell' erudita, e poco notaMoria de Pobti Groci, oltre a Giulio Scali-gero, che ben vi fu mentovato, pofeanſiancora regiſtrar de' noſtri, Adamo Fuma.ni, quattro componimenti Greci del 1ſi veggon premeſſi alle Poeſie Greche diProſpero Martinengo Monaco Breſciano, edi cui bell epigramma ſi ha nel Trattatodel Padovani degli Orologi Solari; e Vi.cenzo Cercamonti, che Crecizando il ſuonome fu ſolito di chiamarſi, Ni rg Lepie-belege del quale Greca elegia ſi legge ſo-pra Carlo Capella, tradotta in Latino dalSemprevivo, ed altra per Pietro Gritti, edepigrammi premeſſi all' Orazio del Ceruti,al libro elegiaco di Tomaſo Becelli„ Al.trove: anche d' Aleſſandro Peccana, Gre-

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co epigramma ſi vede innanzi alla Logica

d' Ottavio Brenzone Non laſceremo di

dire, che bel teſtimonio ſi ha dell' avere ilChiocco ſeritto molto terſamente anche involgare, poichè ſi egge nella Riſpoſta fattadal Peſcetti all Antieruſea, come il Velſeroche della Ungua noſtra dilettavaſi ſingolar-mente, gli ſcriſſe, parergli le ſue letteredettate da uomo nato et allevato in Firenze.

FRANCE SCO PpOLA

F U nipote di Federigo Ceruti, diſcepo-lo nel Greco di Simone Ogerio: ſtu-dio in Padova ſotto il Pancirolo, e ſottoil Menochio: coltivd amicizia col Pinelli,col Velfero, e con Lipſio. Negli ultimi dueanni della ſua vita leſſe nell Univerſità diPadova le Pandette. Mori d' anni 54 nel1616. Intervenne al ſuo funerale! Accade-mia Filarmonica, e gli ſi recitò l' orazioneda Domizio Calderini. Un libro di 500Iſcrizioni da lui eompoſte, e meſſe inſiemeper la ſtampa, inſerl ne ſuoi Vari Opuſcoli ilP. Novarini, premeſſovi il ſuo Elogio la-vorato da Bernardo Bruſco. Public il Pola

un Dialogo intitolato l Epitaffio, nel qualepretende inſegnare il modo di dettar le

Iſcriz ioni ſecondo il modo antico; e la Die-

ſa, in riſpoſta alla cenfura d' una delle fue

fatta dal Cavalier Guarini. Per verità trail guſto, che andava a gran paſſi alla cor-ruzione, e tra l' averſi lui prefiſſe per mo.dello fra le divulgate appunto alcune Iſeri-zioni apocrife, e mal credute antiche, eglifu in queſta materia totalmente in errore,

e le ſue lapide poſſono ſolamente ſervir d

eſempio di cid che ſia da fuggire. Lode

ben meritano I; altre coſe, che ſono in lu-

ce. Orazione d penverſa Inſtitutionum ciui-lium cplicandarum rations Prefazione allaſua Lettura in Padova, dove nomina mol-ti bravi Giuriſperiti Veroneſi. Srolous dia.logo ſopra la Sala Pretoria. Poeſie Latinein gran numero, tra le quali S Caciana,per la nobil villa di Cuzzano de' Conti Al.legri; Panegirico nella raccolta da lui fat-ta in lode di due fratelli Fugger. Un Cen-tone Ovidiano, ę due da Virgilio, avendo

in tal ſorte di lavoro ſomma facilità per

detto del Calderini, che narra ancora com-ei verſeggiava all improvriſo.Ma le due opere, dalle quali avrebberitratta maggior lode, ſon rimaſe ne: teſti2 penna. Non computo un ſuo Trattato diDuello, ch'è ſmarrito, e che non potè ot-tenere d elſere approvato per Ia ſtampa, diche abbiam fatto menzione nella Scignsachamara Cavallrsſca. Ma I ampio 915ai