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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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271-272
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271 N 272Nell alira facciatæ eſleriore inoiſa per traverſo.

C. VLIVS. AdC. NIIVS

L. VELINA

TI. CLAvDIVsL. CORNELIVS

RIPPA APAMAASACE OS ANLIONAVTA. ANTIOOGCHAEREA ANT IOOPTATVS. ANT IOC

J. Apames. J.gacerdos Autio.

L. SECVRA ALEX ANDRVS. VETERANVSM. VACERIV S. DIOD OR VSVETERANVS

Giunte da inſerire a luogo.

Non piace 4 molti il mettore Ad-denda nel pin de libri, dicendo, che

dhvea ſovvenirſi I Autorè di tali co-

ſe 4 ſuoi luoghi. Ma chi&& rigoro-

fo, Faccià gragia di provarſi à mot.

tere inſieme opero di quoſta natura daſeñ e ſenda aiuto. Ben pid ſarebbe-ro que ſte gggiunte, ſe da tutti gli 4.

nici, 4 quali ho ſeritio d oſſervar li.

bri, ebe qui non ſi trovano, foſſe ve.

nuta riſpoſta in tempo. e troppo pid

Poi, ſe di tutti quegli errori, che ſa-.--ranno conoſciuti dagli altri, mi foſſiavveduto io à tempo di potermi ri.rrattare, e dorreggere. Alquanti peraliro di gubſti pes i erauo ſcritii pri.ma,( ſono giti pr eſſorb in car.

te ſeparate.a carte 5. in Catullo.

Narra Lilio Giraldi, come Aldo, ed Eraſ-mo profeſſavano aver verſi di Catullo inti-tolati Ver. Queſti ſon que Trocaici, il cuivero titolo è Pervggilium Veneris, giudicatidi Catullo anche dal Meurſio, ma non giàda Lipſio, che primo gli publicò nell Ele-ta. Cos que due componimenti, che ſiveggon tra 1 Cataletti di Virgilio furonoattribuiti a lui da molti dotti, e che nongli diſconveniſſero, parve allo Scaligero.Benchè molto eleganti, io non gli credereidi lui. Forſe il primo, Ego babe, ego artefabricata ruſtita, fu creduto ſuo per eſſerecome il Phaſollus lle, tutto in Siambicipuri, quali molto di rado s' incontra-no, e con la qual neceſſità, e ſtretta leggedi metro è molto difficile accopplar facili-ta, ed eleganza, come fece a maravigliaCatullo.a c. 6.

nome&c. e ho il ſecondb paſſo: E preciſa-mente d'un rivo, che diſcende dall' alto:Qui quum di piona pracctp, eſt valls vo.lutus.a c. 18. in Macro.

Ouplaændv de gli antidoti: ma ricevendo tallezione, come da tutti ſi& fatto, perchènon metter poi tra le ſue Opere quella ſo-pra gli Antidoti Jo credo però debba leggerſi Onpiov.

2 c. 20. in Vitruvio.

e dal Sabellico. Si ha ne noſtri Atti publi-ci, come hanno 1441 Bernardo de Tombæar.ais Proviſore fu preſa Parte di fabricare ilConſiglio preſſo il Palazzo del PodeſtaSiacque per qualche tempo il nobil pro-getto, finchè I' anno 1476 fu decretato dinuovo dal noſtro Publico di&c.

a c. 26. in Pomponio.

ſiccome quello, che ſoſtenne la ſuprema di.gnità del Conſolato, onde Poeta Conſola-re fu detto da Plinio. Nel Dialogo degliOratori, o ſia della corrotta eloquenza,affermaſi ch' ei non la cedeva a- primi Per-ſonaggi di Roma per dignità, per fa-ma. Vien citato queſt' Autore da 1 Gra-matici&c. land tutto il rimundcute(bsgi ſi b trattato di propoſito nell Iforia.

a C. 42. in Plinio.

ſopra del primo; il quale benchè propriamente confſiſta nell: Indice lavorato dall-Autore iſteſſo, con indicare in eſſo gli Scrit-tori, da cui preſo avea, comprende peròanche la premeſſa Epiſtola a Tito. Sentoche un dotto Ingleſe abbia ora tal Prefa-zione publicata pid correttamente 1

a4 C. 57. in S. Zenone.

di Doxtorę: 5

in Catullo, che cinque volte uſa queſto

Septimus fuit Gricinus Doclor 6. Erce 5i 1