(IV)
che quanto andyemo in queſti fogli accennandb. Porremo inſiemeè i generi delle coſe, Pes,che poſſa(iaſcbeduno 1 ſoddisfarſi nel ſuo particolar diletto. E ſiccome non 4 glieſtranbi ſolamente, ma intenxione o di render utilb anche 4 Cittadini queſta ricerca, cool
anc he& quoſti v indirixxerd di quand in quando il ragionamento. Nò ſaranno forſe anche
per eſſi aflatto inutili certèe notixie, famigliare da ber tutto eſſendbo il coftums, di averbored per nulla le coſe domeſtiche, comb ſcriſſe il noſtro Plinio e avvenendo bene ſpeſſo, comeilie ais: pur I altro Plinio diſſæ, che per averle ſotto gli: occhi, coſe ſi traſcurino, e ſi diſ-
ut plerum- 8; 1 f 6 aque dome: prezzino, per veder le quali ſi farebbe un viaggio, ſe lontane foſſero. Hvvien non
ſtica*
1. lep. di radb, ebe dblla Cina, e dbl. Indie altri ſi faccis conoſcere non leggermente informato,ad dus ę gella Patria ſua 4 Adi quanto in eſſa mala mente ſappia render conto. E pur qual
noſcenda 8 2. 5. 9aer eleh nuggior contento che il guſtare, e il comprendhre tutto cio„c be.ſi ha tultora dinanxi& glioenlis po- OC?& qual maggior e che di non conoſcorne il valore, ed il pregio, quaſi ruſli.
ſita negli -
5 8 5 5 5 N 0 0 N*zins(ei montanari, che oriental gemme aveſſoro tra le mani? Quinci, be tanto cari avca
0 8 0 0 0 8 4 50 7 1dene l. Tullio gli ſcritti di Varrone, i] quale 4 Romani, quaſi nella lor patria ſteſſa fora-dn nee ſtieri ſi era fatto guida.
peregri-
nantes„
erranteſ-
que tam-
uam ho-
pites&c.
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