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tutto d' invenzione, e di capriccio, comꝰ&anche nel baſſo lo ſtrano ornato delle colon-nette: oſſerviſi altresi l· Occhio, cioè la ro-tonda feneſtra, ch' è nell'alto ſopra la por-ta, e dà lume alla Chieſa per l' avanti mol-to oſcura. L' ingegnoſo artefice con bizar-ro diſegno la fece in forma della ruota del-la fortuna con ſei figure intorno all' ultimo
giro; altri ſiede, altri aſcende, altri preci-
pita capitombolo. Appariſce come duravaancora' uſo Romano di moſtrar qualcheintenzione ne'lavori, e di rappreſentar ſem-pre qualche coſa. L' iſteſſo fece per batte-zare gran vaſo di pietra ottangolato, che tut-to de un pezzo, e ſottilmente incavato ſi vede
nel fondo della Chieſa. Il coſtui nome fu
Brioloto, uſato da piꝭ altri in Verona: tan-to inſegna' iſcrizione incaſtrata appreſſonel muro, quale ſi porrà qui, come ſta, pernon eſſere ancor publicata, e per la bizarriadel ſuo dettato miſto di metrico, rit mico, eleonino, e con ſenſi rotti e tronchi.
aiſgue Briolotum laudet quia dbna more.tur ſublimis habet Artifcemcommendat opustam rite politum ſummum not at ee peritum.Hic Fortune fecit Rotam S E cuius precortenc notam et Voront primitus Balneum la.Pideumipſe deſianavit undg turbæ fortitor poſcHealeat prbcibus iuſlorum rogna beat in qui.bus I parata iſie verendus homo nimiumquem famæ decorat quia lucis in ede laborat.
Sul cerchio interiore queſti due verſi ſon neldi fuori: aEu ſgo Fortuna modſgron mortalibus una,Elevo, atpono, lonacunc tis vel mala dono.E nel di dentro:Induo nudatos, denudo voſie paratos,In inc confidit ſi quis, deriſus abibit.
L altre iſcrizioni della facciata ſon divulga-te, benchè con pid errori, come dove inluogo di quaerit anhelus, hanno letto Quiri-Fanelus. Le figure d'animali, o di moſtri
in baſſo rilevo tenute da molti in queſta, e
in altre vecchie fabriche per geroglifici ſi-gnificativi, altro non ſono che bizarrie, edornamenti. Rara ſorte ebbe queſto noſtroArchitetto, ed artefice, che ſi tramandaſ.-ſe in queſta forma alla poſterita il ſuo no-
me, e il ſuo elogio. I nomi anche ci rima-
ſero d' Orſo, e di Gioventino, e di Giovia-no, che furon negli ultimi tempi de' Lon-gobardi, come abbiam veduto altrove, edi Pacifico, che viſſe nel nono ſecolo, tan-to lodato per ogni ſorte di lavori nella ſualapida. Opera di maeſtro Martino, comeda iſerizione, fu la parte alta, e J orna-mento del campanile di queſta Baſilica, e
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il nome d Adamino rimane ſopra un capi-tello di colonna nel ſotterraneo: Adaminusde Sund to Gcorgio me fecit. Delle mura, eporte di Cangrande fu architetto Calgaro,come da lapida riferita dal Corte: nè d' al-tri abbiam potuto rinvenir memoria de-mezani tempi.
Non mancano in Verona certamente edi-fiZzj anteriori al bando dato poi alla manie-
ra detta Gotica, ed a quel riſorgimento dell-
arti, che ſi attribuiſce al 1400, i quali me-ritino d'eſſer diſtintamente ofſervati dal fo-raſtiero. Facciaſi principio dalla gran Tor-re, alla cui fabrica fu poſto mano nel 1172.L' altezza ſi pretende non inferiore a quelladi qualunque altra delle più rinomate, hen-chè il non eſſer piu queſta iſolata, le ab-bia tolta in gran parte la nobiltà della ſuaapparenza: chi per trigonometria I' ha ſcan-5 la dice alta piedi 3 10 di queſta0
miſura; la ſommitaà e nobilmentediviſata, N
ed ornata. NNon poca conſiderazione meritano anco-
ra i ponti, con si pochi archi in tal larghez.
2a, e in fiume cos! impetuoſo. Il Nuovoha una torre dalla parte della Città, cheporta l'arme Scaligera, e fu nel 1298 fa-bricata per ordine d' Alberto: il ponte fupoi rifatto in gran parte con inſuperabil ro-buſtezza dal danmicheli. Di quel dalle Na-vi furono architetti Giovanni da Ferrara, e
Siacopo da Gozo: in qual' anno, e per or-
dine di cui, I'inſegna la grandiſſima lapida
di marmo Greco, che fu poſta allora ſu la
torre chꝰè nel mez2o. L' iſcrizione non è inlatino, ma in volgare: il marmo reſtava damolte eta coperto, per fabrica poſteriore, oc-cultato, ed ignoto, e ſi è però non ſenza moltadifficoltà, e con forar pavimenti, e ſolaj, leva-to, e calato a terra, indi traſpcrtato al Muſeodell' Accademia, e ripulito dalla calce, concui eragli più volte ſtata fatta ingiuria. Puòpaſſar queſta per la più inſigne Iſcrizion vol-gare, che in tutta Italia ſi abbia, conſidera-ta la lunghezza ſua, e la ſontuoſità, e ilnon averſi marmo di verſi Italiani avantiqueſto ſcolpito, già che ſuppoſto, e men-tito ſi fa conoſcer l Ubaldini, addotto dalBorghini, e dal Creſeimbeni, non meno
oculare fattane da noi più volte in Firenze.II carattere nel noſtro marmo& moltogrande 5 8 di quella forma, che chiamiamGotica, e i verſi a due per linea. QueſtoPoeta fa parlare il Ponte, ed uſa il dialettoVeroneſe, pid che il Toſcano. Si mette Co-me appunto ſta, diſtaccate ſolamente 1 8ſeparate le parole con gl' intervalli.
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lib. 10.
per cio che contiene, che per l. inſpezione