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d ordine Corintio, fu principiata dopo ſuamorte, ma rimaſe nel ſuo principio. II no-bil Tempio della Madonna di campagnain cerchio, e periptero, come dicon gli Ar-chitetti con Greca voce, cioè rigirato dacolonne per di fuori, e quaſi con ali d' in-torno, gli fu aſſai ſtorpiato nell eſecuzione;e ancor più il diſegno, ch era giudicato ec-cellente, del Lazaretto; e ciò per riſtrin-ger la ſpeſa. Ma ſopra tutto gli ſpiacque,
che non veniſſe interamente eſeguita ſecon-
do l'idea da lui propoſta la cappella Pelle.grini di S. Bernardino; quale però anche co-me ſta, ben merita eſſer viſitata da chi gu-ſta le rarità di queſt arte. E in forma di
piccol tempietto ritondo d' ordine Corintio,compartito in quattro ricetti per tre altari,
e per la porta, e in quattro nicchie preparatea ſtatue: le ſacre menſe, i piedeſtalli, i fron-tiſpizj, le cornici, e gli archi ſteſſi, ed ivani giran tutti a tondo perfetto. Per fini-mento del primo piano& una balauſtrata;ma qui comincia il guaſtamento, o ſia f im-poverimento per altri fattovi. Da quattroaperture, diſtintè ciaſcuna per due colon-ne, ſi ha il lume: la cupola è ben girata,ma dovea eſſer diviſata con altri ornamen-ti: delle otto colonne grandi quattro hanno1 canali diritti, e quattro ſpirali; tutti nellaterza parte da piede laſciati pieni, come uſa-ron molte volte gli antichi, perchè la colon-na foſſe men ſottopoſta ad eſſere offeſa. Gliſtipiti a tutti gli angoli ſono intagliati à ri-levo di fogliami, d' uccelli, e d'altre bi-Zzarrie col vagamente, e con tanta finezza,che nè per diſegno, nè per maeſtria di la-voro può vederſi coſa pid bella: vi ſpiccaancora la perfezion della pietra, perchè eſ-ſendovi foglie aſſai ſtaccate, che paion na-turali, non ſe m'è detrito, o ſmuſſato unatomo: è noſtrale, chiamata Bronzino, e ſti-mabile per ogni conto.
Magnifica era I' idea della facciata di S.Baſtiano de Padri Geſuiti. Del P. POz Zoe il diſegno del ſontuoſo altar maggiore: delMarinali Vicentino è la grande ſtatua nelmezo: le otto colonne di Roſſo di Francia(ri-manendone due naſcoſte) ſon commendatedal nome. Ma oſſervinſi dal dilettante le duedell' altare di S. Baſtiano, che ſono del noſtroMiſchiodi Brentonico, e conoſcerꝭ facilmen.te, come non ſi manca qui di marmo ugualeper ogni conto alla bellezza de marm Ant!chi. Non creda il foraſtiero, che ſien di murole parti architettoniche di queſta Chieſa,benchè ne paiano per eſſer da i murator! ſta-te imbrattate con quella tinta, mentre ſontutte di buona pietra. Molto vaga è la Chie-ſa di S. Nicolò de: Ppadri Teatini, architet-tata da Lelio Pelleſini, e belliſſimo è il Co-
rintio de' ſuoi capitelli: il tabernacolo fu di-ſegno del celebre P. Guarini: gli Angeli gran-di ſon del Marinali. Negli altari ſi può av-vertir la bellezza de- noſtri marmi: quel del-la Concezione fu diſegno di Franceſco Mar-cheſini; quello del Crocifiſſo di Marco To-mezoli. Non è da tralaſciare di viſitar laChieſa de Padri Scalzi, architettura del P.Pozzo di quella religione. L' Altar maggio-re ſarebbe ancor più bello, s' egli aveſſe po-tuto aſſiſtere a metterlo in opera. Quellodi S. Tereſa poſa alla moderna, nobilita-to principalmente dall eſſer tutto di Verdeantico. Quello di S. Giovanni della Croce&ſingolare per la bizarria del diſegno, e per lavaghezza de marmi. Vera coſa è, che nonquadrerebbeè a chi foſſe imbevuto delle an-tiche idee il moderno uſo, per cui vedeſi be-ne ſpeſſo in altari dedicati a Santi di ſeve-
ro inſtituto, e cinti d' abito di penitenza
tal vaghezza d' ornamenti, e tale sfoggio dicolori, che a una S. Cecilia, o ad altra ſi-mil Verginella par che più toſto ſi conver-rebbero. Avrebbe fatto ridere al tempo de-Romani chi non aveſſe avuto riguardo peradattare al ſoggetto non ſolamente il modo,ma lR'ordine, talchè aveſſe fatto un Tem-pio Toſcano per Venere, o un Corintio perSaturno: parla di ciò Vitruvio diſtintamen-te; ma queſte in oggi ſi ſtimano malin-conie da antiquario.
Due fabriche ci rimangono ultimamenteerette, delle quali fuole ora prima d' altroeſſer fatta ricerca da i paſſaggeri; la Fiera,e il Teatro. L'incendio, che l'anno 1712conſumò in una notte non ſolamente le mer-ci, ma le botteghe tutte, quali al tempodeegni Fiera coſtruivanſi di legno nella piaz-za della Bra, fece conoſcere quanto ſoſſemeglio fabricare in altro ſito una Fiera dimuro. Arend per più anni si bel penſieroper acre diſſenſione, e per impegni nell ele-Zion del luogo; non oſando i Proveditori diportarne la Parte in Conſiglio, mentre con-tra ogni ſito tanti voti contrarj eran prepa-
rati, che baſtavano per conneſſione a riget-
tare anche la fabrica. Nel 1718 fu chi tro-vd modo di ſuperar tal difficoltà con pro-por la maſſima ſeparata dal luogo, rimet-tendo poi queſto all' arbitrio del Conſiglioe alla pluralità de' voti, e mandando ſe.Paratamentè a partito tutti e tre gli contro-verſi. Reſtd eletto il Campo marzo, bam:piesza del quale laſcia ancora tutto il co-modo per uſi militari, ed alla gioventꝭ pelgluoco nativo di queſta Città del trucco daterra, molto opportuno per addeſtrare il cor-po. Eraſi tre anni avanti penſatodi far que.ſta fabrica nel prato di Cittadella; e richie.ſto un tale d'ideare per cid un diſeguo, avea8 for-