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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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C APO SETTIMOGallerie. 8

queſta vita non ha for-ſe la miſera natura no-ſtra alleviamento pidnobile, e dilettazion pidgioconda e ſincera, di

f* quella che ritrae chiun-que d' ingegno, e di belle cognizioni è for-nito, dall'oſſervazione di quelle rarità eru-dite, che o ci fanno venire in lume de ifatti, e de i pregi delle età s decantate, efamoſe, o di ſuſſidio ci ſono a ſpecular gliarcani della natura, o ci moſtrano l' eccel-lenza dell' ingegno umano nell' opere pidmaraviglioſe dell' arte. Grandiſſima fu pe-rd in ogni tempo la ſtima, la cura, la cu-rioſità, e l'avidità delle ſingolari coſe, eſopra tutto delle reliquie antiche. Quantoamanti, e quanto attenti conſervatori nefoſſero i Greci, infiniti luoghi de: pid ce-lebri Scrittori ci additano. Baſta ſcorrerele orazioni di Oicerone contra Verre, dovetra le ſceleraggini commeſſe nella ſua Pre-tura, che Ae ano più eſacerbato l' animode Siciliani, rammenta pin volte I' eſſerſiappropriato con varie arti i vaſi d eccellen-te opera, le menſe di marmo„le ſtatueantiche, e i quadri de- particolari, e de-Tempi ancora; e nota, come niuna Cittädi Grecia, 0 d' Aſia cos fatte coſe aveavendute mai, una delle quali, eſimia che

foſſe, baſtava a tirar concorſo. Lſavaſiancora di deputar perſone, le quali delle

antichità, e delle rarità aveſſer cura, e ta- 1 8. 46.

le ufizio diceaſi en ſopra le maræviglis; il ar e,che da Pauſania 8 impara: e vi erano an- le,che in que tempi coloro, che ſolean condur. ver, 6.76 i foraflieri a voder le coſe oſſervabili, quali a 5ſi chiamavano col decoroſo nome di Miſta- 1gogi; il che s' impara da Cicerone. Tra 4% funRomani vaghi ne furon molti fino al deli- 9“

rio, come ſi può da pid paſſi d' Orazio,

e dbaltri raccogliere. Ceſare ſteſſo di cos!

gran penſieri ingombrato ſempre, ſenza ri-guardo a ſpeſa Muſeo raccolſe d' antichi c d an.lavori e in marmo, e in metallo, e in tavo-%%,

torsuimaà

le e in gemme, come Svetonio narra., fe,

Augulto altresi d' qrnare i ſuoi Palagi, e le%ville di coſe notabili pon antichitd, e pon rd. Liu. Gs.rid ſi dilettò grandemente. Cicerone ad 44, c 17.Attico, ch era in Atene, di comperargli fac,%anche a gran prezzo quantità di ſtatue, e dangerdaltre inſigni coſe raccomanda piii volte, 3e ſcrive in una eſſerne cos vago, che co.noſceva poterne quaſi eſſer ripreſo. Chi 1. 1.. 6.era a queſto piacere pin dedito, chiama-

vaſi con voce Greca amante dels coſo belle; Ls. ep..11 che imparo, dove Plipio 11 giovane da.queſto nome a Silio Italjeo, che di libri,

di ſtatue, e di pitture era compratore avi-diſimo. L'iſteſſo Plinio deſcrive con ſom- 43.6.mo piacere una piccola ſtatua di metallo,

che