ragioni. Chi ſaprebbe dire dove ſien' ora,
ra. Lepido& I inganno di quegli Oltramon-
ragone de paſſati tempi ora ſe ne veggono,
quanto di queſta ſola Città ſiam per accen-
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gi che ſia da condannar ſempre chi ven-de, ottima coſa all' incontro molte volteeſſendo, che ſecondo I uſo delle maggiorCittà fuor d'Italia, vadano paſſando d' etain eta si fatte ſupelletili(e ſpezialmente
manuſcritti, e libri) in mano di chi le gu-
ſta, e di chi le adopra, talchè non riman-gano del tutto inutiſi, ed a chi le tiene, eda gli altri: ma non per queſto è neceſſariodi privarne il ſuo paeſe, e I' Italia tutta,non mancando in eſſa mai chi ſia per farneacquiſto. Dolor ne naſce a gl' innamoratidelle coſe rare anche per altro motivo; poi-chè ciò che in genere di pitture, di ſtatue,e d' antichità va fuor d'Italia, va ſpeſſo aperderſi, overo a guaſtarſi; almeno granriſchio ne corre fra qualche età per diverſe
eche ſia avvenuto della maggior parte dique prezioſiſſimi arredi, che furono in pidetà traſportati d' Italia in Iſpagna? Chiſaprebbe dire, ove ſian tutti quelli, chegran tempo fa ſi ſparſero per varie partid' Europa, e di quelli ſingolarmente chepaſſarono in Francia a tempo di Franceſcoprimo, il quale a forza di coſe d' Italia a-vea fatto diventar Fontanablò una nuovaRoma, come ſcrive il Vaſari nella vita diPrimaticcio? Tuttavia per tutte queſte eſ-pilazioni non però eſauſta& l' Italia anco-
tani, che ſtimano inutile al preſente, e ſo-verchio il viaggio d'Italia, onde pochiſſimiin fatti,(eccettuando gl' Ingleſi, che perverità molto ſi diſtinguon fra tutti) a pa-
ſupponendo che di tali coſe ſiam già ſpo-gliati. Laſciam per ora di moſtrare, quan-to maggiormente s' ingannino nel credere,che di tal viaggio debba eſſer queſto ilmotivo unico; ma di cos fatte rarità anco-ra non ſiamo impoveriti per certo, e da
nare ne potranno prendere argomento. An-2i non manca tuttavia in Italia chi grandoro in erudite curioſità profonda, e ſola-mente deſiderabil ſarebbe, che dalla co-gniz ion delle buone lettere foſſe illuminatoognuno, ed aveſſe giuſta, e ſana idea, e colconſiglio de conoſcitori oneſti, e de: diſinte-reſſati intendenti ſue ſpeſe faceſſe, ſenzaaver fede a falſarii, ed a ciurmatori, chePer cos fatte merci, talvolta 2 forza di me-ra fraude ſenza riguardo ad oneſtà. ne acoſcienza arricchiſeono. Il veder emiſcee grandiſſime d' arneſi inutili, e diniſ-ſun conto; maſſe di coſe, che nè inſegnanocoſa alcuna, nè dal tempo o dall arte han-no verun pregio, e ſopra tutto il veder cos!ſoyente frammiſchiato il falſo col vero, ed
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impoſture ſeiocchiſſime tenute quaſi ſingola.
riſſimi monumenti, hanno fatto cadere preſ-ſo molti in diſpregio cos nobil dilettazione:quanto proficua ed ammirabile è la virtù,altrettanto per lo piꝭ ridicoli ſono, e dan-noſi gli eſtremi ſuoi..
Per dar' a credere ſtrane coſe, e per fargran conto di ciò che nulla rileva, inganno,e ſemplieità regnarono in ogni tempo. Pro-copio deſerive a Iungo un' antica nave, cheſi conſervava in Roma, e della quale fer-mamente ſi credeva, eſſer quella, che aveaportato in Italia Enea. Scrive Dione, chedue Città in Cappadocia pretendeano avere,e moſtravano ciaſcheduna la ſpada d'Ifigenia.In un Tempio della Licia ſi moſtrava unalettera ſcritta da Sarpedone mentr' era inTroia. I ferri, co quali Epeo avea lavora-to il caval Troiano, ſi cuſtodivano a Meta.ponto, ſe crediamo a Giuſtino. J denti deleignal Caledonio conſervati prima in Arca-dia, eſſere ſtati preſi, e traſportati da Augu-ſto, racconta Pauſania. Scauro Edile tra l al-tre maraviglie fece vedere al popolo Romanole oſſa di quella beſtia marina, cui fu eſpo-ſta Andromeda, condotte percid fin da Iop-pe Città di Giudea; al qual fatto narratoda Plinio aggiunge Solino, che in detta Cit-ta il ſaiſo ſi conſervava co ſegui dalle ca-tene delb iſteſſa Andromeda impreſſi. Ma-raviglia pid bella ancora era J ovoO partori-to da Leda, che involto con molta cura ſitenea ſoſpeſo al ſoffitto d un tempioa Spar.ta. Non ſi moſtrano per. verità in oggi cosſtrane coſe nelle gallerie; ma ci ſi moſtranoperò le lingue di ſerpente, che ſon denti delpeſce Carcaria; i cervelli impietriti, che ſo-
no concrezioni cerebriformi; i baſiliſchi,
che ſon peſei cosl ridotti, e artefatti; glianimali conſervati freſchi con gli occhi lu-eidi, quando il lucido vien da vetro inſeri-to, non potendo I acquavite far si, che gliocchi non ſi ritirino, e non inaridifcano: ciſi moſtrano oſſa di giganti, che ſon di bale-na, e d'altri animali, come inſegna Sveto-nio eran quelli delle ville d Auguſto, tenu-ti parimente per di giganti: ci ſi moſtran ſo-pra tutto frequentemente Fulmini, cioè pio-coli pezzi di pietra foſca, o di miſtura me-tallica, quali ſi narra poi eſſere ſtati 8ti, dove ha percoſſo la ſaetta, e ſpezialmen-te cavati dalla terra, dove ſi era fitta; quan.do la ſaetta non è che un impeto, e un fuoco,e nulla contiene, o porta di ſolido, nè di duro;e quando la ſaetta in terra non percuote mai,
nd ta in eſſa buco, come ſi& malamente cre-
duto finora: ſi& anche trovato chi per ful.mini ha venduti i denti del peſce lamia. Maſi poſſono aver per nulla gli ſeherzi, che frale coſe naturali vengon ripoſti a bargen diquè*
Bell.
Goth. l. 4.6. 22.
lilo E
Pin I. 13.3.
Iuſt. 75 200
cap. 36. 5
Pauſe l. 3.
cap. 72.