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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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211-212
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E mond.b. II.

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ſi pud veder nel Fabretti: fu donata, emandata ancora dal Marcheſe Taddeo Bo-lognini. Seguono le militari; indi le nota-bili per dignità, e Magiſtrati; poſcia alquan-te ſpettanti a Giuochi, e ſpettacoli; e perfine le ſepolcrali, miſchiati in ogni partebaſſirilevi attinenti. Singolariſſima è la vol-

are in carattere Gotico, che ſtette già ſuIa torre del ponte dalle Navi: laſcerà ildotto amatore delle pin inſigni memorie di

far particolar' oſſervazione ſu la pietra ro-

tonda pin grande, donata, e fatta condur-re dal Conte Ippolito Bevilacqua, la qualeda Sarano Romano roconſole fu piantata pertermine intorno a cento trenta quattre anni a-vanti la venuta del Salvatore, e la quale& pe-rd la pi antica Iſcrizion Latina, che interain qualunque parte ſi abbia. Proſeguendo,era in animo di mettere inſieme altre claſſi

ancora, e ſingolarmente una di Criſtiane,

tra le quali ſtarebbe la Greca, ſcolpitain tempo dell' Imperador Giuſtiniano ſottoun' imagine della beata Vergine: ed una ſe.rie d' iſcrizioni d' ogni ſecolo fino al 1400,perchè ſi vedeſſe la variazione nel modo decaratteri in pietra ſecondo i varj tempi. Perultimo dovea venire una raccolta di menti-te iſcrizioni, ma credute antiche, e pertali date fuori, perchè dal confronto poteſ-ſero gli ſtudioſi addottrinar Pocchio a diſtin-guerle. Starebbero tra queſte due delle Gre-che, che da muratori furono per fallo inſe.rite con I' altre, e anche il piccol baſſorile.vo in porfido, ch'& tra le votive; e ci ſivedrebbero anche due tavole di metallo ve.nute da Roma, benchè in metallo cosl dirado ſe ne incontrin di falſe.Um altra collocazione di lapide figurate,e ſcritte& ſtata fatta alcuni anni ſono per!-iſteſſa mano, ma con pid ornamento, nelgran portico, che rigira il cortile dell' U-niverſità di Torino. Non ſarà diſcaro averqui anche di quella un ſaggio, nel baſſori-levo, che ſi& uſato avanti per finale alcapo delle Antichità Romane; eſſendo l' u-nico, che ſia fino al di d' Oggi ſtato oſ-ſervato col nome dell' artefice, non ve.duto ancora che ſu qualche ſtatua, eſu qualche gemma intagliata. Le figu-re rappreſentano Giove, Giunone, e Ve.

nere.Bewvilacqua.

L Muſeo raccolto dal Conte Mario Bevi-1 lacqua quaſi dugent' anni ſono, e che ſiconſerva ancora ottimamente cuſtodito nellaſua caſa, benchè non ſia mai ſtato nominato,n conoſeiuto dagli ſtranieri, meriterebbe deſſer diſtintamente viſitato da foraſtieri anche

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ſe foſſe in Roma. Occupa una lunga ſala, che

ſi conoſce deſtinata dall' architetto ad uſodi galleria, e due contigue ſtanze. Notiſiprima la nobiltà, e I intelligenza con cheogni coſa è ſituata, e diſpoſta, e ravviſiſianche in queſto un ſaggio dello ſpirito archi-tettonico di quell' età fortunata. Tra le pit-ture oſſerviſi il Paradiſo del Tintoretto, qua-dro di ſette braccia, tutto differente daquello, che ſi vede in fronte del gran Con-ſiglio in Venezia, ma ſtimato da pittori di

enſiero ancor pid felicemente ideato; edoſſerviſi nel termine del proſpetto delle ſtan-2e in opportuno lume la Venere, o donnaſeminuda di Paolo in atto bizarro di rivol-gerſi, e di ſpecchiarſi, con Amorino chetien lo ſpecchio: confeſſerà al certo ogn in-tendente, che per bel diſegno, per natura-lezza di colorito, per vivezza d' eſpreſſio-ne, e per grazia d' invenzione l' arte nonpud andar pid innanzi. Due ritratti di don-ne con fanciullo a canto ci ſon dell' iſteſſamano. Si diſtinguono anche tra gli altri al-cuni pezzi del Caroto, e di Domenico, edi Felice: mancano opere molte di fora-ſtieri, e di moderni valentuomini. Tra' di-ſegni ſupera ogn' altro di gran lunga uno diRaftaelle compiuto, e indubitato, eſegui-to poi da lui in tavola da altare. Nell ul-tima ſtanza fu già ripieno di Medaglie unampio ſcrigno, nel quale non poche ſe neconſervano ancora. Nell iſteſſa notiſi il va-go, e inſieme ſavio diſegno delle ſcanzieſenza inezie, e ſenza ecceſſi, e col nobileornamento delle ſtatuette ſopra, e de' qua-dri in alto. Tra libri è da ſtimare un buonnumero di prime edizioni Greche fatte inItalia: ma pid ancora una raccolta di forſe60 codici manuſcritti, d' alquanti de' qua-Ii ſ e fatta menzion pid volte trattando deScrittori Veroneſi. Franceſco Mondella nel-la dedica dell' Iſifile Tragedia dice, che ilConte Mario avea poſta inſieme una dellebelle librerie d' Italia. Come il genio diquel Cavaliere fu univerſale, cos! prezioſa,

ed ampia raccolta fece ancora di vecchi ro-

toli in pergamena, che uniti a i molti dellaFamiglia, formano in altro luogo un riguar-devole Archi vio. 5Paſſiamo a i marmi, che ſono il pid ſon-tuoſo, e il pid raro adobbo che dalla dottaantichità ſia rimaſo. Cinque inſigni ſtatueſono da una parte della ſala La prima euna Venere emula della Medicea, e qualeo chi erede poſſa per lo meno dopo quel-la portar corona: è nell' iſteſſa attitudine,ed ha parimente preſſo la ſiniſtra gamba ildelfino. Braccia, e gambe ſon di pid pez-2i, ma tutti antichi, e s' alcun non foſſe,

fu rifatto da chi ſeppe far ereder che foſſe.Cos!