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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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277-278
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Li. d. 20.

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E

AVO

oſe notabili del Territorio Veroneſe.

Olto, a lungo ebbe 9in animo chi ſcrive, ditrattenerſi in queſto ca.pitolo; ma dalla ſtret.tezza del tempo, e daſopravenuti diſturbi na-

nare quanto ſi deſiderava di partitamente ef.Porre, e di eſaminare, e deſerivere. Si eſ-tende queſto Territorio in lunghezza di 30miglia, e non meno di 40 in larghezza. Laſua popolazione ſi diſtingue in 320 Comu-anita. Ha in ſe due inſigni Fortezze, Le.gnago ſu! Adige, e Peſchiera, hello e for.b Arnbſb,

Da fronteggian Breſciani,» Rergamaſobi,come ſeriſſe Dante, all' eſito del lagoſul Mincio, che poſson dirſi due piccoleCittà. E mirabilmente vario nell' afpettode paeſi, e nella qualità de' terreni, per-chè contien montagne, colli, valli, pianialti, ſaſſoſi, e ſeminati di collinette, pia-nure baſſe ampifſime, e di buon fondo; la.go, fiume reale, fiumicelli non pochi, ſor.genti molte, e gran tratto paludoſo.

Miniere non ci ſi hanno ſcoperte, ben.chè ne monti de' Liſſini indizj di miniered- oro ſianſi oſſervati pid volte. II nome aiSaline, e di Roboretum ad conßuia Salina.rum, che ſi trova nelle vecchie carte, in-dica, che preſſo Roverè di Velo ſal di mi-niera ſi aveſſe. Terre da colori abbiamo,delle quali ogni paeſe ſi provede Molti ſaſ-ſi trovanſi nella campagna grande, che con-tengono partieelle di rame, e ſtriſcette me-talliche. Ma ſe avara per altro di metalli,molto liberale ci fu la natura di marmi, edi pietre da opera. II Giallo di Torri„quan-do ſia del pid ſeelto, e ben carico di colore,non pare inferiore al giallo antico. II Michio di Brentonico(terra della noſtra Dio.ceſi)& cos vago, cosl raro ne- colori, ecos! bizarro negli accidenti, che non ſi tro.verà di leggeri marmo da paragonargli. Del

Vor. Aufl. Parte III.

Roſſo di S. Ambrogio, non è da far pocaſtima; ſuperato però di molto da- marmidi varie macchie, che ne' monti dellaChieſa nuova, nelle parti di Velo„ diEugo, e in pill altri luoghi, potrebberoſcavarſi, d'alquanti de' quali ſarebbero leca ve perpetue; laſciando quelli, che nonavendo radice, nè continuazione, non ſi di-ſtinguono con nome particolare, ma ſon quidetti volgarmente Trovanti. Ci ſon miſchjvaghiſſimi; a Velo un nero con ſtriſce bian-che, non però uguale al belliſſimo Biancoenero di Breſcia; un roſſo vivo con mac-chie rare e grandi, dorate, o limoncine;Peszati grazioſamente di pid colori, ondeg-giati, e d' altre maniere, equaſi tutti che lu-

eido pulimento ricevono: ma tra gli altri d-

ammirabil perfezione, e belleza& l' Ochio di pernice, che ſi trova ne monti diLugo, di colore per lo pin bigio, il qualein vece do eſſer picchietato come il granito,s compoſto di minuti rigiramenti, ſomigli-anti tal volta ad occhi de uccelli: un cami-no ſe ne vede in caſa Zenobia, e una gran-de, e molto lunga tavola in caſa del Co.Gerolamo Giuſti. Poco lontano dal noſtrodiſtretto, ſu quello di Roveredo„e il mar-mo di Vallarſa, che dee computarſi tra leBreccie, come compoſto di congerie, e pe-rd duriſſimo: ha pezzi traſparenti comeAgata, e merita di andare à paro oon qua-lunque di tal genere 5Pietre da opera ſi hanno in molti luo-Shi, e di qualità diverſe- le migliori furo-O grandemente lodate dallo Scamozio. Ditufo, o pietra tenera, ſi E tagliato moltevolte gran copia fin dentro 4a Città, e necolli in eſſa compreſi, eos negli antichi tem-pi, come ne moderni. Aveſa, Quinzano,Tacaff, le parti alte della Valpulicella, Ealtri luoghi ne ſomminiſtrano di pid manie.re. Il Nembro, del quale è la gran colonnadi piazza, ſi loda diſtintamente; coslil Man-dolato. II Bianco d' Incaffi, e ja pietra del.la Gallina rieſcono molto bene per le ſta-2 tue;