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grande ſi additerà a ſuo luogo per una pie-tra dalle funi del Velario incavata: ora ilproverò con tre inſigni Lapide tuttavia eſi-ſteati, e da me collocate una preſſo l altranel publico Muſeo dell' Accademia. Laprima, ch d'un Gladiator Reziarlo, po-co eſattamente ſi ha nel Grutero, e neglialtri, e niuno ha oſſer vato in eſſa la parti-colarità ſingolare del moſtrar la forma dellarmi di coſtoro.
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JE NEROISO RETIARO INVICITOPVGONAR YMXXVIN ALE
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Rariſſimi ſono si fatti monumenti, nèſaprei dire, s altro in oggi ne ſuſſiſta. Dei pochiſſimi di tal genere che ſi hanno alleſtampe, ma non ſi veggono, non è ancheda credere a tutti. Queſta ſepolcral memo-ria ꝭ d un Gladiatore per nome Generoſo,che fu di condizion ſervile, di nazions(cioòdi patria) Aleſſandrino, e di claſſe Rezia-rio. Diverſe furono le ſpezie, e le manie-re dev Gladiatori, che ſi diſtingueano dalveſtimento, dall armi, e dal differente mo-do di combattere, per la qual varietà mol-to s aumentava il piacere negli ſpettacoli.Io non entrerò in queſto, avendone gid ſerit-to Lipſio diſtintamente. Dirò ſolamente,che le claſſi pid dell' altre celebrate negliScrittori furon quelle de Secutori, e de Re-ziarii, quali combattean fra ſe. Iſeriziond un Secutore, ch'avea combattuto ottovolte, fu già in Verona, e ſi legge nel Sa-raina; ma eſſendo ora perduta, ed eſſendoſtata riferita ſcorrettamente, non ne faròuſo. Do eſſer di queſta claſſe ſi vantòꝰ Com-modo, e de eſſer primo in eſſa, e d' aver pe-rd viati, o ueciſi Reziarii moſtiſſimi. Tan-0 abbiam da Lampridio, ſopra il qualeſcrivendo Salmaſio„non ben inteſe quai foſ-ſero i Secutori- Ma i Reziarii furon cosdetti dal giacchio, con cui entravano in cam-po; cioè dalla rete, che gettavano al ni-mico per invilupparlo, ferendolo poi con lafuſcina, overo col pugnale, di che andavanguerniti. Ben dice Lipſio, che ne farà ve.3 J. 1. nuta“origine dal fatto di Pittaco 8 di cui1 23. fa la vita Laerzio, e parla Strabone. Eſ-
cum.
ſendo coſtui Capitano de' Mitilenei, com-batcè da corpo a corpo col Capitano degliAtenieſi in figura di peſcatore; perehè in-volſe il nimieo con una rete, che avea por-tata ſeco naſcoſta, poi lo ferl gon tridente,e coltello. i
Nondubiterà, che da quel fatto non foſſepreſa queſta ſpezie di Gladiatori, chi oſſer-verà a parte à parte, come b altre ancorarappreſentavano il modo d' armeggiare, e
di combattere di qualche nazione, o pure d-
alcun genere di milizia, o alludevano aqualche fatto, foſſe Iſtorico, o favoloſo. Iſupplizj ancora, poich' erano in figura diſpettacolo ſoleano eſeguirſi ſcenicameate,prendeado ſpeſſo i motivi dal nome. Finquando i Gladiatorii Giuochi ſi facean nelForo, narra Strabone di quel ladro Sicilia-
no, che ſi facea chiamare figliuolo doll Etna,
e ſer v quaſi d intermezo: poichè poſto ſo-
pra un alta machina, che figurava il mon-
te Etna, cadendo queſta tutta a un tratto,precipitò il reo tra le gabbie delle Fiere,
che parea covaſſero in quella montagna, e
ne fu lacerato. Modi ſomiglianti ſi tenneronelb Anſiteatro con Orfeo, Laureolo, De-dalo, e Leandro, mentovati da Marziale.Queſte alluſioni degli antichi negli ſpettaco-
I corriſpondeano al loro operar ne' lavorimaanuali, dove per lo pid anche gli utenſi-
li, e gli uſuali ſtrumenti ſi faceano rappre-ſentar qualche coſa. Rendeaſi neceſſaria ne-
gli ſpettacoli fatta quaſi mutazion di ſce-
na, poichè duravano tutto il giorno. V.eran Gladiatori, che combatteano a caval-
10, de' quali accaderà di parlare altrove.
Ve mera, che pugnavano da i carri, dettiperò Eſſedarii, quali o imitavano il com-batter degli antichi Orientali, o quel de! B.. Gal.Britanni, de quali che tal foſſe l' uſo, inſe- 4. 4.gna Ceſare: però in forza d' augurio diceaſcherzando il Satirico a colui, che avrebbe 5
8 8 Iv. Sat
preſo in guerra qualche Re ſtraniero, e ſa- 4. 4. di
rebbe innanzi a lui da Britanno cocchio cadu- Be,7 0
to il Re Arvirago. Se ne ſtiamoa Giornande, Ine. 2.
Anglieo era anche il vocabolo d Eſſdo, ma g.
ſi vede uſato ſin da Cicerone pid d una vol v ede,
ta. Giunio Filargiro all' incontro e, 1
marſi Eſſedo certo veicolo, da ul 40 cano 255
combattere i Galli. Giovinetti da carri fe. Di. 43.
ce combatter Ceſare negli ſpettacoli Ealeio
le ſelve, le caverne, le navi, che nell An-
liteatro ſi faccano veder talvolta; laſcio il
lafſo, e la pompa, per cui ſin nella fine
. ö d S. Ambrogio la de 0
del quarto ſecolo accusd S. A gi la 1 5
prodigalita del diſſipare i patrimogj negli 4.621.
Spettacoli; e ſino nella fin del quinto il
Conſole Turcio Aſterio nell Epigramma da
lui ſeritto ſul Virgilio Mediceo, e publica-
to dal Cardinal Noris ne Cenotafi Piſani, p. 444. Igran uc tum
420.