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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Monty.Diar. It.

5. 22.

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ta, come l' Antichità avrebbe biſogno d'eſ-ſer rifatta tutta; ma da queſto breve Trat-tato ſe ne potrà forſe prendere alcun ſag-gio. Siami lecito dire, ſenza dipartirmipunto da quell umiltà, in cui per ogni con.to contener mi debbo, che correndo già il

uarto ſecolo, anzi per l'Italia il quinto,dal rivivere delle buone lettere, ſarebbeoramai tempo in certi ſtudj diandare in-nanzi; e dovrebbe una volta aver termi-ne il ricopiare, e il deſumer la riputazio-ne, e il merito de' libri, non dalb eſameintimo delle coſe, nè dal condurre al vero,ma dal coſto, dal venir di lontano, e ſo-pra tutto call'eſtenſione„ allor ſolamenteapprezzapdogli, che poſſono far figura diricchi addobbi; del qual coſtume niun al-tro è ſteto pid mortale alle lettere.

Gli Anfiteatri di tutta pietra non furonvarli nella coſtruzione come i Tempj, matanto uniformi, che ſe un ſolo n' aveſſi-mo intero, ſi potrebbe render ragion ditutti. Poichè però non ſiam i felici, bi-ſogna rintracciarne la notizia dalle diver-ſe reliquie, e ſingolarmente del Roma-no, e del Veroneſe per eſſer queſti duei pid magnifici, e i pid conſervati, men-tre da uno ſi ha la faccia, e dall' altrole viſcere, per dir cos, di tal corpo.Gran coſe ſono ſtate ſcritte della ſontuo-ſità del Capuano, alla quale peròd malconverrebbè ciò, che in uno deꝰ ſuoi mag-gior celebratori Ii legge, cioè che' inte.rior di eſſo non foſſe di pietra, ma late-rizio. Comunque ſia però, s poco& quan-to ne rimane, che al noſtro intento nonſerve. Vedeſi veramente intero in pidſtampe, ma ſecondo b uſo per mero lavo-ro d immaginazione. Conſervatiſſimo ſipredica quel di Nimes, ma ſi confeſſanell iſteſso tempo che niente ha delle par-

ti interne; anzi come accennai, non ſi

pud per anco aver' intera certezza, cheAnfiteatro foſſe. Al Romano dunque for-za è ridurſi, ed al Veroneſe ma al Veroneſe ſingolarmentèe: perchè la difficolticonſiſte nell intendere la ſtruttura ſegre-.ta, per dir col, e i rigiri delle ſcale, edelle vie, che fecero ne mezani ſecoli cha-mar gli Anfiteatri Laberinti; al che pœoſuſſidio preſta il Romano, in cui quelleparti non ſuſſiſtono. Si arguiſca da queſto,quanto poteſſero accertar coloro, che dellAnfiteatro pid diffuſamente hanno ſeritto,non eſſendo venuti a ſtudiar ſul noſtro,che unicamente potea dar lume. Dili-genza ancora aſſolutamente neceſsaria eraJo ſcavare a Roma interiormente, e ſco-prire il piè delle interne porte, e de' piubaſſi ingreſſi; de quali ognuno ha parlatoa

caſo: nè in altro modo poteaſi acquiſtarnot iz ia del ſotterraneo, nè del piano antico,nè delle prigioni ora interrate, nè di pid.altre parti In vece di tutto queſto ognu-no ha preſo a traſcriver gli anteriori, edha poſto lo ſtudio maggiore nel mettere indiſegno quelle parti, che pid non ſono, eche niun ſa come veramente foſſero. Ab-bracciato fu ſingolarmente da tutti il di-ſegno di Gluſto Lipſio, con cui rappreſen-td il Coliſeo nella forma, ch'egli giudicdaveſſe internamente, quand era in eſſere.E pure molto poco fortunatamente penſatoſi conoſcerà qui tutto ciò, ch'egli vi poſedi ſuo, cioè a dire quanto in eſſo diſegnoſi moſtra, a riſerva de' portici, o corrido-ri circolari, additati già nella ſua piantadal Serlio. 3 5

Non mancherà chi ſi maravigli del cre-der io, che reſti ancora alcuna coſa a direin queſta materia, dopo il libro ſtampato

di freſco di là da- mont i con venti ſontuo-

ſiſſime tavole, da Romane Architetto la-vorate, per metter dinanzi a gli occhi ilColiſeo a parte a parte, nè ſaprà intende-re qual rifleſſione meritar mai poſſa queſtoperetta con le ſue tronche figure, à fron-te di quel grandiſſimo volume, dove tut-to ſi rappreſenta perfetto. Di quel degno uo-mo altro non dirò per ora, ſe non chemolto commendabile fu il genio ſuo, e laſua fatica, laſeiando il difetto a- libri di talprofeſſione aſſai frequente, di voler'entra-re dove non appartiene, buone coſe ha, edaſſai utile potea riuſcire in alcune parti:ma non ebbe da lui' ultima mano, anzirimaſe imperfetta; e quel ch è peggio, invece d' eſſer riveduta in Roma, e condottaa termine da qualche ſue diſcepolo, com-perato da perſone oltramontanè I' originalefu data fuori non ſi ſa da cui; e in oltre,come in pi luoghi dal dettato appare, ri-toccata, e ſuꝑplita da ſtraniera mano; perlo che oltre a i molti errori, che trasfor.mano d' una in altra le parole, e mutano ilſenſo, oltre al linguaggio che talvolta mals' ũintende, oltre alb erronee citazionl,&malamente eſpreſſe, oltre a ſemplicita in-finite, e mirabili, come dove leggeſi, che

II Teatro di Pompeo s'incendiò ſorto Filip. bas.. 8

r 28.

po Maccdlonç, e che dietro a' Senatori ſeds.vano li quatt ordleci Ordini de Cavalieri 5 Ol-tre dico a tutte queſte coſe, in materia ar-chitettonica ancora errori ci ſi trovano, chenon poſſon mai crederſi dun profeſſore:perchè inſegnando a cagion d'eſempio Vi-truvio di fare i gradi, ſopra i quali ſi ſe-

dea ne Teatri, alti non meno d' un palmo- vn. ,. 5.

piede; leggeli in queſto libro, voler lui, che 25,

ſi facciano alti un palmo, e tanto ſignificar. 93.5 1 7.8. g

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