109 LIBRO SEGON D O. 110
Nel terzo piano le tre faſce da piedeſon' alte piedi cinque; la fronte de pilaſtri& larga p. 8. 8. il fianco p. 2. in queſto è ſe-gno d' incavo del poggiuolo o la balauſtra-ta, che ſerviva di ſponda. L' arco alto p.
12. 8. la pilaſtrata è alta p. 8. l impoſta&
di p. 1. 2. Le colonne piane, ſe per talivogliam conſiderarle, benchè veramentenon ſono, ſon larghe piedi 4. on. 4. ma que-ſte& da avvertire, che dal capitello delle pi-laſtrate in ſu ſi perdono, reſtando tuttaparete uguale, di che non s avvede chiſta gin, si per la diſtanza, e sI per laragion del capitello di piedi 1. 9. che cidnon oſtante è di ſopra. Larghezza del va-no& p. 9. 6. gli archi in facciata ſon fat-ti a guſcio, e con aperture si proporziona-te, ſemicerchj s ben girati, pietre incava-te con tanta maeſtria, e con accordo ditale ornamento s grato in tal' Ordine all-occhio, che chi gli mira in ragionevol di-ſtanza, e pin d' alto che ſia pollſibile, nonpud ſaziarſi di riguardargli. Se ne ha lamoſtra nella ſeſta Tavola, dove ſi vedeanche il Sopraornato di queſto piano, chemonta in tutto piedi quattro once ſei, madi queſto nel ſeguente Capo.
C APO QUARTO.
Copraornato Toſcano non oſſervato fino.
ra da Macſtri in Architetturà.
P. notizia intera e perfetta delle partiarchitettoniche conſervate nel primorecinto, non reſta che di oſſervarle in gran-de con la miſura de membri, e co lorabachi, liſtelli, e gole, quali nella ſetti-ma Tavola ſi ſono eſpreſſe. Ma rifleſſion
articolare merita il Sopraornato del terzo
iano co capitelli, ſopra cui poſa, eſſendoche nuova, e importante ſcoperta puòtrarſene, per ſupplire una lacuna, per dircosl, che ſi ha finora nell arte. Allora che
nel fecolo del 1400 cominciò in Italia a ri-
ſcaldarſi lo ſtudio delle ſcienze, e delbarti,comincidò altresl a riflorire la ſana Archi-tettura pel gufſto d' antichità, che andònelb'iſteſſo tempo ſorgendo, e per la noto-mia delle Romane fabriche, che preſe afarſi. I principali Maeſtri raccolſero a co-mun benefizio da eſſe, e publicarono in va-rj tempi le regole degli Ordini, e ſingolar-mente negli ornamenti, non mancando e-difizj, che gli abbiano conſervati, e da cuipoteſſero apprendergli. Impararono adua-que il Dorico principalmente dal Teatro diMarcello, I Ionico dal Tempio della For-tuna virile, come è ſtato chiamato, il Co-rintio dal Pant eon d Agrippa, il Compo-ſto dall: Arco di Tito, e tutti da piu altri
avanzi qua e la. L' Ordine Toſcano ſola-
mente rimaſe all' oſcuro, per non eſſerſitrovato in Roma edifizio antico, che mab-
bia conſervato l' ornamento; per lo chenon& mancato poi chi abbia creduto foſſe
tal: Ordine, come pid maſſiccio degli al-
tri, cosl affatto rozo, e privo delle graziedelb' arte; eſſendo anche fermato da i pid,
che nel Toſcano gli architravi foſser dilegno, quaſi fabriche nobili in tal' ordine
non ſi poteſser fare. Meritava per altroqueſt Ordine d; eſsere inveſtigato con pidcura de gli aleri; sl per eſsere proprio noſtro,
e nativo d' Italia, come per eſſere il primo,
il pid antico. Nativo d'Italia fu I' ultimoancora, cioè il Compoſto, onde de cinqueOrdini tre n inventò la Grecia, e I'Italiadue, il pid robuſto, ed il pid ornato; Pu-
no, che fece agli altri la ſtrada, l'altro,
che impoſe termine all' arte. Meritava an-
cora d eſser pid degli altri ſtudiato il To-ſcano, perchè abbracciò già pi che nonvien creduto, e non fu una ſola la ſua ma- J. 4. c. 5. 4.niera: lo raccolgo da Vitruvio, ove fa Tale,men ione de i gener Toſcan, e dice, come ii.Wera chi ne traſportava le diſpoſizioni del-
le colonne nell' Ionico, e nel Corintio.
Egli con tutto cid parve bens] metteſse incerto oonfronto' opere GAreche„e le Toſca- lib. 4. c. 3.ne, ove parlò d'un modo d' Antitempio,
che accomunava h una, e b'altra maniera,
ma veramente non accoppiò il Toſcano
co tre ordini Greci, e non parlò delle To-ſcane ove dell' altre colonne; anzi dove
ne parlò trattando della diſtribuzion de-Toſcani ne Tempi, non entrò punto nelSopraornato nobile, e competente a colon-
ne di pietra, ma ſolamente nel ruſtica- bimno, e di legno, dicendo, ſopra le colon-
ne doverſi impor le travi in modo, che non
ſi poſsano putrefare, e ſopra le travi, epareti deverſi porre le teſte de' travicelli,
che ſervivano di menſole. Cornice poi,ch'è il principal degli ornati, e ch-è la pid q;operoſa parte del ſopraornato, ei non no-
mina quivi di ſorte alcuna: e quando viene
a nominare Architrave, e Fregio, entra inaltri generi come il Barbaro ben conopb e:e però ſi riporta a ciò che ha detto dove di
Toſcano non parlꝰ punto. 5 8
Leon Battiſta Alberti Fiorentino, primodopo le antiche eta che d' Architetturapieno, e dotto Trattato deſse fuori, de.ſcriſse nel ſettimo libro I' or nato degli altriquattr Ordini, ma non parlò del Joſcano,anzi nol computò tra gli Ordini: ne facciainganno la traduzione del ſuo Hibro, che di-videndo in capi, nell argomento prefiſsoall'ottavo del libro ſettimo dice trattarſiin eſso del capitello Toſcano; mentre vi ſi
trat ta