* U 0 5 N 0 0elaltra d argento che ſiano del medeſimo peſo, e che quella d argento ſia di grandezza maggiore, qu,do da quella maſſa d oro ſi fabricaſſe vna sferetta, globo, ò palla vuota però di dentro e ben ſigillata-
8tuſſe di grandezza maggiore della maſſa deargento, non ne farebbe vſcire pid acqua dal vaſo di qu
farebbe fargento rimaſto cosi in maſſa di grandezza minore ꝭ e potrebbeſi perciò dire, che loro 0falſificato ꝭ e cosi inferiuano, che haueſſe potuto eſſere vero ancora, che la Corona di Ierone fuſſe 1lauorata fedelmente doro buono ſena alcun meſcolamento deargento, quando fra leornamenti di 4come ſi ſuole fare di preſente) fuſſero ſtate fatte dall Orefice ſimili figure sferiali, ò ouali. Si che alf,mentauano dellẽoperatione de Archimede come di coſa poca ſicura da eſperimentarſi, e da ſcuoprite 0ne il moſcolamento delleargento con lꝰoro, eſsendo loro ridotto in ſimil opere, ſe non con ridurre l 5ſa opera deoro di nuouo in maſſa tanto più, che d Archimede non era ſtata deſcritta la forma della Crona di lerone, alla quale pareua a loro ſi hauerebbe douuto hauere primos e principal riguardo 5Altri diccuano, cheeſſendo tutte le coſe compoſte de glelementi douerſi in ſimili eſperienze riflett 0n on ſolo alla quantità pel peſo, ma anche alla ſpecie della grauità: mentre tutti li corpi hanno duchgrauez za, che loro da quellẽelemento, che preuale nella compoſitione. Si come che vn corpo bebemaggiore in quantità di peſo di vn altro puolleſlere(poſta nelleacqua) in quanto alla ſpecie di grauit,leggiero: onde pretendeuano tirare diuerſe conſeguenze. Ma laſciate queſte in diſparte, parmi che 14uentione trouata d Archimede puole ſolam ente feruire per fare elperienze di maſſe doro, daargentodealtri metalli di conſiderabile grandezza, e non per conoſcere ſe vna, due, tre, ò quattro monete 44d deargento ſiano falſificate; e queſto ſi proua nel leguente modo. Prendaſi vn vaſo,& infuſa in 4590Io quant acqua puolẽ contenere ſino alla maggior ſua colmezꝛa, laſcianſi poi infondere in quelltacqua 1ò quattro monete deoroi ò deargento della grandezza dꝰ vn teſtone, e vedraſſi, che non trauaſarà ne anc 0vna minima goccia deacqua dal vaſo. Si che con Linuento d Archimede non ſi, poſſono fare prouequeſto genere. N aQueſb eſperienꝛa dunque, e li ſudetti diſcorſi mi diedero occaſione di volgere il penſiero a conſidens,le quando ſi haueſſe potuto fabricare Vna palla di vetro, che galleggiaſſe nell acque, ſi hauerebbe 75to calcolare dalla quantità del peſo, che a detta palla fuſſe ſtato appoſto per farla andare al fondo 110vaſo, quanta lega vi fuſſe in vna, benche picciola moneta ſenza alterarla, ò guaſtarla, il che mi riucome ſta deſcritto nella figura prima; la quale per maggior chiarezza ſpiego nel ſeguente modo 7A. Palla di vetro con il collo lungo; nel quale s infilano annelli pieccioli d ottone, di rame, ò d s t
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