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Tomo primo.
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XVI
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Cipollini .

Salieni .

Catnpaninì, ed Altri

xvi dell’ Architettura .

servonsene per pavimenti, e per incrostatura nelle lor fabbriche , e gli ado-perano a diverse sorti di cose , similmente sanno di tutti i marmi mischiati -I marmi Cipollini sono un’ altra specie di grana , e colore differen-te , e di questa sorte n’ é ancora altrove , che a Carrara : e questi il piùpendono in verdiccio, e fon pieni di vene , che servono per d i verse cose ,e non per figure . Quelli che gli scultori chiamano Saligni, che tengonodi congelazione di pietra , per esservi que’lustri eh’appariscono nel sale,e traspaiono alquanto, é fatica assai a farne le figure: perché hanno lagrana della pietra ruvida, e grossa: e perché ne' tempi umidi goccianoacqua di continuo , ovvero sudano . Quelli, che si dimandano Campanini,son quella sorte di marmi , che suonano quando si lavorano , ed hanno uncerto suono più acuto degli altri ; questi son duri , e si schiantano più facil-mente , che T altre sorti suddette , e si cavano a Pietrasanta . A Serra verràancora in più luoghi , ed a Canapiglia si cavano alcuni marmi , che sonoper la maggior parte buonissimi per lavoro di quadro , e ragionevoli ancoraalcuna volta per statue; ed in quel di Pisa, al monte a s. Giuliano , sicava similmente una forte di marmo bianco , che tiene d’alberese, e diquesti é incrostato di fuori il duomo , ed il camposanto di Pisa ; oltre amolti altri ornamenti, che si veggono in quella città fatti del medesimo .E perché già ti conducevano i detti marmi del monte a s. Giuliano in Pisacon qualche incomodo, e spesa: oggi avendo il Duca Cosimo, così persanare il paese, come per agevolare il condurre i detti marmi, ed altrepietre , che si cavano di que' monti, messo in canale diritto il fiume d’Gio-ii , ed altre molte acque , che sorgeano in que' piani con danno del paese :si potranno agevolmente per lo detto canale condurre i marmi, o lavorati,o in altro modo con piccolissima spesa, e con grandissimo utile di quellacittà , che é poco meno , che tornata nella pristina grandezza , mercé

lo

Trtvertine ,

Deve ,

il quale serveche per Italiaed a Pisa , ede le migliori

del detto signor Duca Cosimo , che non ha cura , che maggiormenteprema , che d’ aggrandire , e rifar quella città , eh’ era assai mal condottainnanzi , che ne suste sua Eccellenza signore .

Cavasi un'altra sorte di pietra chiamata Trevertino ,molto per edificare , e fare ancora intagli di diverse ragioni,

, e come nasca . in molti luoghi se ne và cavando , come in quel di Lucca ,in quel di Siena da diverse bande , ma le maggiori saldezzepietre, cioè quelle che son più gentili, si cavano in sul fiume del Teveronea Tivoli , eh’é tutta specie di congelazione d’acque , e di terra, che perla crudezza , e freddezza sua non solo congela , e petrifica la terra, maiceppi, i rami, e le fronde de gli alberi. E per 1’ acqua , che riman dentro,non si potendo finire di asciugare , quando elle son sotto l’acqua , vi riman-gono i pori della pietra cavati , che pare spugnosa , e bucheraticcia egual-op're antiche fatte mente di dentro , e di fuori . Gli antichi di questa sorte pietra fecero le più

dieso. mirabili fabbriche , ed edirie; che facessero , come sono i culisei, l'erario

da ss. Cosmo e Damiano , e molti altri edificj , e ne mettevano ne’ fonda-menti delle lor fabbriche infinito nummo , e lavorandoli non furon moltocuriosi di farli finire, ma sene servivano rusticamente. E questo sorse

opere moderne . facevano perché hanno in se una certa grandezza , e superbia . Ma ne’ gior-

ni nostri s’ é trovato chi gli ha lavorati sottilissimamente , come si vide giàin quel tempio tondo , che cominciarono, e non finirono salvo che tutto ilbasamento , in sulla piazza di s. Luigi i Francesi in Roma , il quale fu con-Maefiro Gian Tran. dotto da un Francese chiamato maestro Gian : che studiò 1’ arte dell’ inta-cese , e sue opere in glio in Roma , e divenne tanto raro , che fece il princinio di questa opera ;n*ma. la quale poteva stare al paragone di quante cose eccellenti antiche, e mo-

derne ,