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Tomo primo.
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XLIII
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della Pittura. xliti

mezzi, e gli abbagliati demezzi, e delumi; che sono quelle tinte me-scolate de tre primi , chiaro , mezzano , e scuro ; i quali chiari , e mez-zani , e scuri , ed abbagliati si cavano dal cartone , ovvero altro disegno,che per tal cosa è fatto per porlo in opera ; il qual è necessario , che sia con-dotto con buona collocazione , e disegno fondato , e con giudizio, ed inven-zione , attesoché la collocazione non é altro nella pittura, che avere spartitoin quel luogo , dove si fa una figura , in guisa che gli spazj siano concordial giudizio dell occhio , e non siano disformi ; che il campo sia in un luo-go pieno , e nell' altro voto, la quel cosa nasce dal disegno , e dall ave-re ritratto o figure di naturale vive, odamodelli di figure fatte per quel-lo, che si voglia fare ; il qual disegno non può avere buonorigine , se Dacie Mìa originenon s ha dato continuamente opera a ritrarre cose naturali, e studiato pit- bum disegno .ture deccellenti maestri, e di statue antiche di rilievo, come sé tantevolte detto . Ma sopra tutto il meglio éignudi degli uomini vivi, efemmine , e da quelli avere preso in memoria, per lo continuo uso, i muscolidel torso , delle schiene, delle gambe , braccia, delle ginocchia , e Tos-sa di sotto , e poi avere sicurtà , per lo molto studio , che senza avere inaturali innanzi , si possa formare di fantasia da se attitudini per ogniverso, cosi aver veduto degli uomini scorticati , per sapere come stannolossa sotto , ed i muscoli, ed i nervi, con tutti gli ordini , e termini del-la notomìa ; per potere con maggior sicurtà , e più rottamente situare lemembra nelluomo , e porre i muscoli nelle figure . E coloro , che ciò san-no , forza è, che taccino perfettamente i contorni delle figure, le qualidintornate come elle debbono , mostrano buona grazia , e bella maniera .

Perché chi studia le pitture, e sculture buone , fatte con simil modo , ve-dendo , ed intendendo il vivo , é necessario , che abbia fatto buona manie-ra nell'arte. E da ciò nasce T invenzione , la quale fa mettere insieme in Da che nasce lin,istoria le figure a quattro, a sei, a dieci, a venti, talmente , che si vie» venitene .ne a formare le battaglie , e T altre cose grandi dell arte . Questa inven-zione vuol in se una convenevolezza formata di concordanza , ed obe-dienza ; che s una figura si muove per salutare un altra , non si faccia lasalutata voltarsi indietro , avendo a rispondere , e con questa similitudinetutto il resto.

La istoria sia piena di cose variate , e differenti T una dall altra , ma vijltibuzione detti-li proposito sempre di quello, che si sa , e che di mano in mano figura lo fiori ».artefice ; il quale debbe distinguere i gesti, e lattitudini , facendo le femmi-ne con aria dolce , e bella , e similmente i giovani ; ma i vecchi , gravisempre di aspetto , ed i sacerdoti massimamente , e le persone di autorità .

Avvertendo però sempremai , che ogni cosa corrisponda ad un tutto dellaopera di maniera , che quando la pittura si guarda , vi si conosca una con-cordanza unita , che dia terrore nelle furie , e dolcezza negli effetti piace-voli , e rappresenti in un tratto la intenzione del pittore , e non le cose ,che enon pensava . Conviene adunque per questo , che e formi le figure,che hanno ad esser fiere , con movenza , e con gagliardia ; e sfugga quelle,che fono lontane dalle prime , con T ombre , e con i colori a poco a pocodolcemente oscuri ; di maniera, che T arte sia accompagnata sempre con Accompagnamento diuna grazia di facilità , e di pulita leggiadria di colori. E condotta T opera buon giudizio nellea perfezione , non con uno stento di passione crudele , che gli uomini, che H urc 'ciò guardano , abbiano a patire pena della passione , che in tal opera veg-gono sopportata dallo artefice ; ma da rallegrarsi della felicità , che la suamano abbia avuto dal cielo quella agilità, che renda le cose finite conistudio , e fatica si , ma non con istento ; tanto, che dove elle fono poste ,

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