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Tomo primo.
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LXIX
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delle Vite. lxix

li , e rozzamente allevati ne' boschi , in sull' esempio solo di queste bellepitture , e sculture della Natura -, con la vivacità del loro ingegno da perse sessi hanno cominciato a disegnare ; quanto più fi può , e debbe verisimilemente pensare , que’ primi uomini , i quali , quanto manco erano lontanidal suo principio , e divina generazione , tanto erano più perfetti , e di miegliore ingegno ; essi da per loro , avendo per guida la Natura : per maestroF intellettopurgatissimo ; per esempio si vago modello del Mondo ; aver datoorigine a quelle nobilissime arti ; e da picciol principio a poco a poco miglio-randole , condottele finalmente a perfezione ? Non voglio già negare , chee' non sia flato un primo , che cominciasse ; che io so molto bene , che e' biso-gnò , che qualche volta , e da qualcuno venisse il principio . Nè anche neghe-rò 5 essere flato possibile , che V uno aj ut asse F altro , ed insegnasse , edaprijsèla via al disegno , al colore , e rilievo ; perché io so , che F arte nostra ètutta imitazione della Natura principalmente , e poi, perché da se non può salir Le dette arti imit».tanto alto ad arrivare le cose , che da quelli , che miglior maestri di se giudica, tr ’ c * Natura >sono condotte . Ma dico bene , che il volere determinatamente affermare chicostui , o costoro fissero , è cosa molto pericolosa a giudicare , e forse poco neces-saria a sapere , poiché veggiamo la vera radice , ed origine, donde ella nasce .

Perché, poiché delle opere , che sono la vita, e la fama delli artefici, leprime , e di mano in mano le seconde, e le terze , per il tempo , che consumaogni cosa, venner manco ; e non essendo allora chi scrivesse, nonpotè stono es-sere, almanco per quella via, conosciute da' posteri ; vennero ancora a estere in-cogniti gli artefici di quelle . Ma da che gli Scrittori cominciarono a far me-moria delle cose state innanzi a loro , nonpotettono già parlare di quelli , de *quali non avevano potuto aver notizia , in modo che primi appo loro ven-gono a esser quelli , de' quali era stata ultima a perderfi la memoria . Siccomeil primo de'poeti , per consenso comune fi dice esser Omero ; non perchéinnanzi a lui non ne fuse qualcuno , che ne furono , sebbene non tanto eccel-lenti , e nelle cose sue istesse fi vede chiaro ; ma perché di quei primi tali,quali essi furono , era persa già due mille anni fa ogni cognizione . Peròlasciando questa parte indietro , troppo per F antichità sua incerta , vegliamoalle cose più chiare della loro perfezione , e rovina, e restaurazione , e perdir meglio rinascita , delle quali con molti migliori fondamenti potremo ra-gionare .

Dico adunque , estèndo perì vero , che elle cominciassero in Roma p; ttUra - ( . ^tardi ; se le prime figure furono , come sì dice, ilsimulacro di Cerere fatto di cominciarono in R*metallo de’ beni di Spurio Caffo , il quale perché macchinava di farsi re , ma tarili .fu morto dal proprio padre senza rispetto alcuno ; che sebbene continuaronoF arti della scultura, e della pittura insino alla consumazione de’ dodiciCesari , non però continuarono in quella perfezione , e bontà , che avevanoavuto innanzi ; perché fi vede negli edifizj, che fecero , succedendo F unoali' altro ,gl' Imperatori, che ogni giorno queste arti declinando , venivanoa poco a poco perdendo F intera perfezione del disegno . E di ciò postino renderechiara testimonianza F opere di scultura, ed’ architettura , che furato fatte Diversità di maniera

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