lxxx Proemio delle Vite.
fortuna ) per le cose discorse innanzi , e per quelle , che hanno da dirsi ,mantenerla in vita ; o almeno dare animo ai più elevati ingegni di provve-derle di migliori ajuti ; tanto che con la buona 'volontà mia , e con le opere diquesti tali, ella abbondi di quelli ajuti , ed ornamenti , de' quali (stamilecito liberamente dire il vero ) ha mancato fino a quefi' ora . Ma tempoè di venire oggimai alla vita di Giovanni Cimabue ; il quale siccome detteprincipio al nuovo modo di disegnare , e dipingere , così è giusto , e con-veniente , che e' lo dia ancora alle Vite , nelle quali mi sforzerò di osser-vare , il più che si posa , /’ ordine delle maniere loro più che del tempo .
Sd descriver U vite Enel descrivere le forme , e le fattezze degli artefici sari breve, perché
vuole osservare l’or- z- strutti loro , i quali sono da me stati mesi insieme con non minore spe-
sa ■> e fatica , che diligenza , meglio dimostreranno , quali essi artefici fuse-ro , quarto ali' effigie , che il raccontarlo non sarebbe giammai ; e se cT alcu-ne mancaste il ritratto , ciò non è per colpa mia , ma per non estòrsi in alcunoluogo trovato . E se i detti ritratti non parestero a qualcuno peravventurasimili affatto ad altri , che si trovassimo ; voglio , che si consideri , che il ri-tratto fatto d' uno , quando era di diciotto , o venti anni, non sarà mai si-mile al ritratto , che sarà stato fatto quindici , o venti anni poi . A questolì aggiugne , che i ritratti disegnati non somigliano mai tanto bene , quan-to fanno i coloriti ; senza , che gì’ intagliatori , che non hanno disegno , tol-gono sempre alle figure per non potere , uè sapere fare appunto quelle mi-nuzie , che le fanno ester buone 3 e somigliare 3 quella perfezione , che radevolte , o non mai hanno i ritratti intagliati in legno . Insamma quanta siastata in ciò la fatica , spesa , e diligenza mia , coloro il sapranno , che leg-gendo vedranno ^ onde io gli abbia , quanto ho potuto il meglio , ricavati C5c-
tiine delle maniere ,pin ci.<e dei tempo .
Avvertimento circai ritraiti de gli arte-fici .
avviso per la presente ristampa
G Io. Battili Adriani fu figlinolo di quel Nla'cello Virgilio segretario delia repubblica Fio-rentini , famoso per aver tradotto Dioscoride , e per altre sue opere • Da un padre tantocelebt e Gio. Batista .fu soprannominato Martellino . Era celebre legista, istorico , oratore,c ornacistìino di lettere Grecite . Latine, e Toscane. Essendo amico di Giorgio Vasari , gliferiste la seguente lettera , perché dando Giorgio notizia degli artefici , eh’erano fioriti daCimabue infitto a' suoi tempi , volle > cbe poteste dar notixia anche di quelli » che erano fio-riti in più antichi tempi in Grecia . e àn Roma » Il Vasari, che aveva impiegato qualche stu-dio nelle antichità tanto da noi remote . c aveva Tatto, o si era fatto fare 1’ antecedenteProemio sopra lo stesso argomento di questa lettera , trattato per altro più scarsamente »stimò bene di aggiungere questaletcera cosi come P aveva scritta l* Adriani . E non 1’ avendoperavventura avuta in tempo per porla in principio della sua «pera, dove veramente era ilsuo luogo , la messe in principio del tomo j. della seconda edizione fatti da'Giunti nel I ;S8»Noi dunque considerando » che non era proprio nel bel mezzo delle notizie degli artefici mo-derni tramischiare quelle degli antichissimi, abbiamo reputato esser più convenevole il por-la qui al cominciamento di questo primo volume; tanto più , .che connette cosi bene , e pro-priamente coll’ antecedente Proemio > come si è detto . Ella è scritta ali* uso di quella stagio-ne , cioè senza citare gli autori , donde 1’ Adriani avea ricavata tanta erudizione , nè no!ve gli abbiamo aggiunti; benché era agevole ricorrendo a gli antichi originali scritto-ri Greci. e Latini , perché ora la letteratura noni priva d’ infiniti soccorsi « come era altempo dell' Adriani ; onde si possono ricavare da Carlo Dati, e da Francesco Giunio , e da al-tri moderni autori, che hanno scritto della pittura, e de’pittori , e degli altri professoridelle belle arti ne’ secoli antichi : e chi volesse vedere gli originali in fonte ricorra a Dio-dora Siculo, a Pausanti , » Strabene, a Plinto £cc>