lxxxviii Lettera
quella sua figura cotanto fi satisfece , che egli stello vi feriste sóttoquel celebrato motto : Troverassi , chi lo invidj sì, ma chi il rastèm-bri no - Videsi di lui un Giove nel suo trono sedente con grandissimamaestà con tutti li Dei intorno : uno Ercole nella zana, che con cia-scuna delle mani strangolava un serpente , presente Amfitrione, ed Al-men a madre , nella quale si scorgeva la paura stella . Parve nondime-no , che questo artefice faceste i capi delle site figure un poco grandet-ti . Fu contuttociò accurato molto ; tanto che dovendo fare a nomede’ Crotoniati una bella figura di femmina , dove pareva, che eglimolto valesse , la quale si doveva consacrare al tempio di Giunone ,che egli aveva adornato di molte altre nobili dipinture ; chiese diavere comodità di vedere alcune delle loro più belle , e meglio for-mate donzelle ; che in quel tempo si teneva, che Crotone terra diCalavria avesse la più bella gioventù dell’ uno , e dell’ altro sesto,che al Mondo si trovaste ; di che egli su tantosto compiaciuto ; dellequali egli efesie cinque le più belle , i nomi delle quali non furonopoi taciuti da’ poeti, come di tutte le altre bellissime , estèndo stategiudicate cotali da chi ne poteva, e sapeva meglio di tutti gli altriuomini giudicare ; e delle più belle membra di ciascuna ne formòElena ritratta dct-> una figura bellissima , la quale Elena volle che foste, togliendo dabellissime donzelle . ciascuna quello, che in lei giudicò perfettissimo. Dipinse inoltre dibianco solamente alcune altre figure molto celebrate . Alla medesimaetà, e con lui nell’arte concorrenti furono Timante, Androcide , Eu-Contesadl Panasi» pompo, e Parrafio, con cui ( Parrafio dico ) si dice Zeusi averecon Zeus . combattuto nell’ arte in questo modo ; che mettendo fuori Zeusi uve
dipinte con sì beli’ arte, che gli uccelli a quelle volavano ; Parrafiomesse innanzi un velo sì sottilmente in una tavola dipinto, come seegli ne coprisse una dipintura ; che credendolo Zeusi vero , non sen-za qualche temad’ estèr vinto , chiese, che, levato quel velo , una voltasi scoprisse la figura ; ed accorgendosi dello inganno, non senza risoalP avversario, si rese per vinto , confessando di buona consistenza la per-dita sua ; conciossiachè egli aveste ingannato gli uccelli, e Parrafio secosì buon maestro • Dicesi, il medesimo Zeusi aver dipinto un fanciullo ,il quale portava uve , alle quali volando gli augelli, seco stesso s’ addi-tava , parendogli non aver dato a cotale figura intera perfezione,dicendo : se il fanciullo così bene suste ritratto , come 1’ uve sono , gliaugelli dovrebbono pur temerne . Mantenne!! in Roma lungo temponella loggia di Filippo una Elena, e nel tempio della Concordia unParrafio . Marsia legato 5 di mano del medesimo Zeusi. Parnasio , come noi ab-
biamo detto, fiorì in questa medesima età , e su di Esoso città diSuo valore , Asia , il quale in molte cose accrebbe , e nobilitò la pittura . Egli pri-
mo diede intera proporzione alle figure : egli primo con nuova sotti-gliezza , e vivacità ritrasse i volti, e dette una certa leggiadria ai ca-pelli ; e grazia infinita , e mai non più vista alle sac$e , ed a giudizio
d’ ogni