di M. Gio. B. Adriani. xcvii
be da Mrusone principe degli Elatensi , per dodici dei dipintigli, tre-cento mine per ciascuno . Fra questi merita d’esser raccontato Ni-comaco , figliuolo , o discepolo di Aristodemo , il quale dipinse Pro-serpina rapita da Fiutone , la qual tavola era in Roma nel Campidogliosopra la cappella della Gioventù . E nel medesimo luogo un’altra purdi sua mano , dove si vedeva una Vittoria , la quale in alto ne portavaun carro insieme con i cavalli. Dipinse anco Apollo, e Diana , e Reamadre degli Dei , sedente sopra un leone. Medesimamente alcunegiovenche con alquanti satiri apprestò , in atto di volere involandoletrafugar via , ed una Scilla , che era a Roma nel tempio della Pace .Niuno di lui in questa arte fu più presto di mano ; e si dice , cheavendo tolto a dipignere un sepolcro , che faceva fare a Teleste poetaAristrato principe de’ Sicionj in termine di non molto tempo , edestendo venuto tardi ali' opera, e crucciandosene , e minacciandoloAristrato , egli in pochissimi giorni lo dette compito con prestezza »e destrezza maravigliose . Discepoli suoi furono Aristide fratello suo ,ed Aristocle figliuolo , e Filosseno d’ Eretria ; di cui si dice esterestata una tavola setta per Cassandra re, entravi ritratta la battagliad’ Alessandro con i Persi ; la qual fu tale, che non merita d’ esserelasciata indietro per alcun’ altra . Fece molte altre cose ancora , imitan-do la prestezza del maestro, e trovando nuove vie j e più brevi didipignere . A questi si aggiungano Nicofane , gentile , e pulito artefi-ce , e Perseci discepolo d’Apelle , il quale molto fu da meno del mae-stro . Furono al medesimo tempo alcuni altri, che partendosi da quel-la maniera grande di questi detti di sopra , esercitarono 1* ingegno , e1’ arte in cose molto più baste , ma che furono tenute in pregio assai,nè meno stimate delle altre . Tra i quali su Pireo , che dipigneva , eritraeva botteghe di barbieri, di calzolai, taverne , asini, lavorato-ri , e così fatte cose ; onde egli trasse anco il soprannome, che si chia-mava il dipintore delle cose baste , le quali nondimeno per estere la-vorate con bella arte , non erano stimate meno, che le magnifiche , e leonorate . Altri su , che dipinse molto bene le scene delle commedie , eda questo ebbe nome , e altri altre diverse cose , variando assai dalligravi , e celebrati pittori, non senza grande utile loro , e diletto al-trui. Fu anco poi ali' età d’Augusto un Ludio, il primo , che comin-ciasse a dipignere per le mura con piacevolissimo aspetto ville , log-ge , giardini, spalliere sronzute , selve , boschetti, vivai, laghi , ri-viere - lieti, e piacevoli imagini di viandanti, di naviganti , di vet-turali , ed altre simili cose in bella prospettiva : altri, che pescava-no , cacciavano , vendemmiavano, femmine, che correvano, e fraqueste molte piacevolezze, e cose da ridere mescolate • Ma e’ pare ,che non sieno stati celebrati di questi cotali alcuni tanto, quanto quelliantichi , i quali in tavole solamente dipinsero, e perciò è in grandis-sima riverenza 1’ antichità ; perciocché quei primi artefici non adope-Tom.I. n
incornato , tsttt ope-re.
fu presi* nill'eptr*.re .
Discepoli di esso
Opere di questi .
Uictsane iPerseo .
Pireo pittore di cosevili .
Ludio fu il prim # .che diptgnesse ne’ mu-
st .
ravano