si M. Gio. B. Adriani. xcix
agli anni della olimpiade 124. che batte intorno ali’anno di Roma 430. togli *>mi diRomsavvengachè egli lavorasse anco in marmo , in metallo, ed in argento'** 9 'colossi, ed altre figura , che su molto agevole ad imprendere qualun-que si susse di queste arti, ma bene le esercitava con molta fatica , edin tutte fu ugualmente lodato- Ebbe vanto ss* esière il primo, che suture iodate,alle immagini degli eroi tiesse tale maestà , quale a quelli si convie-ne : e die nelle sue figure usasse ottimamente le proporzioni, comeche nel fare i corpi alle sue figure paresse un poco lottile , e ne’ capi,e nelle mani maggior del dovere . L'opere di lui più lodate fono unabattaglia di cavalieri, dodici Dei, un Tesèo, sopra il quale solevadire , il sito essere pasciuto di carne , e quel di Parrasio di rose . Vede-vasi del medesimo a Efesi» una tavola molto nobile, dove era Ulisse,il quale fingendosi stolto metteva a giogo un bue , ed un cavallo : e Pa«lamede , che nascondeva la spada in un fascio di legne . Al medesimotempo su Ciclia , una tavola di cui contenente gli Argonauti comperò delia.
Ortensie oratore , credo quarantaquattro talenti, ed a questa sola asuicido sua villa fabbricò una cappelleria . Di Eufranore fu discepoloAntidoto, di cui si diceva essere in Atene uno con lo scudo in atto Antidoti» fu* «pera.di combattere , uno che giocava alla lotta , uno che sonava il flauto, Io-dati eccessivamente . Fu costui per se chiaro assai, ma molto più peressere stato suo discepolo Nicia Ateniese , quelli, che cosi bene dipin- ^ lcia tse le femmine , ed il chiaro, e 1’ oscuro nelle sue opere così bene rasisembrò, di maniera che le opere di lui tutte parevano nel pianori! Q-tu*mmi<r*,<edt>pt,vate, nel che egli si sforzò, e valse molto . L’ opere di costui molto re,chiare furono una Nemea , la quale a Roma da Listano su portata^,d’ Asia : medesimamente un Bacco , il quale era nel tempio desta Con-cordia : uno Jacinto , il quale Cesare Augusto , piacendogli oltre modo,portò seco a Roma d’Alessandria , poiché esso 1 ’ ebbe presa ; e perciòfi ber io Celare nel tempio di lui lo consacrò a Diana . A Esoso dipinse ilsepolcro molto celebrato di Megalisia sacerdotessa di Diana . In Ate-ne , l’inferno d’Omero, che nella Greca lingua si chiama Necia , ilquale egli dipinse con tanta attenzione d’animo , e con tanto affètto ,che bene spesso dimandava i suoi famigliari, se egli quella mattinaaveva desinato o no; la qual pittura, potendola vendere alcuni dico-no a Aitalo re , e altri a Tolommeo 60. talenti, volle piuttosto farnedono asta patria sua - Dipinse inoltre figure molto maggiori del natu-rale , ciò furono Calipso , Io, Andromeda, Alessandro, che a Romafi vedeva nella loggia di Pompeo , ed un' altra Calipso a sedere . Funel ritrarre le bestie maraviglioso, e i cani principalmente . Questiè quel Nicia , di cui soleva dire P tassitele , domandato qual deste sue Lodato d* Truffitele.figure di marmo egli aveste per migliore : queste , a cui Nicia aveva po-sto s ultima mano ; tanto dava egli a questa ultima politura , con laquale si finiscono le statue. Fu giudicato pari a questo Nicia , e sorsemaggiore uno Atenione Maronite discepolo di Glaucone daCorinto, Atemone^
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