di M. Gì o. B. Adriani. cv
lisi, ed in Toscana fiorì molto , e molto tempo . Il primo poi, cheritraesse le immagini de gli uomini col geflò stemperato, e del cavo poifacesse le figure di cera riformandole meglio,!! dice essere stato Lisistrato Lisistrato fece le fir-Sicionio fratello di Lisippo - E questi fu il primo , che ritraesse dal vivo , me ^essendosi sforzati innanzi a lui gli altri maestri di far le statue loro piùbelle, che essi potessero . E fu questo modo di formare di terra tanto tarmar di terra {ri-camane , che niuno per buon maestro eh' ei suste , si mise a fare statue di lavorar didi bronzo , fondendolo , o di marmo , o di altra nobile materia levan- .
done , che prima non ne facesse di terra i modelli. Onde si può crede-re , che quest’ arte , come più semplice , e molto utile fusse molto pri-ma , che quella, la quale cominciò in bronzo a ritrarre . Furono in que-sta maniera di figure di terra cotta molto lodati Dimessilo , e Gorgafo , vimofilo . e Garosai quali parimente furono dipintori , e a Roma dell’ una, e dell' altra maestro di lavorareloro arte adornarono il tempio di Cerere , lasciandovi versi scritti sigisi- Ai ter ™-ficanti, che la destra parte del tempio era opera di Dimessilo , e la sini-stra di Gorgafo . E Marco Varrone scrive, che innanzi a costoro tutte To e a9Ì mM n r iopere cotali, che ne’ templi a Roma si vedevano , erano state fatte da’ tal lavoro . 1 *Toscani ; e che quando si rifece il tempio di Cerere , molte di quelleimmagini Greche erano state del muro da alcuni levate , i quali rinchiu-dendole dentro a tavolette d’asse le portarono via . Calcostene fece ancoin Atene molte immagini di terra ; e dalla sua bottega quel luogo , chein Atene su poi cotanto celebrato , e dove furono poste tante statue , n ceramico d'Atene.da cotale arte fu chiamato Ceramico . Il medesimo Marco Varrone la-sciò scritto , che a suo tempo in Roma fu un buon maestro di cotale ar-te , il quale egli molto ben conosceva , ed era chiamato Posi , il p 0 s , e inailaquale oltre a molte opere egregie ritrasse di terra alcuni pesci sì belli, celienti .e sì somiglianti, che non gli areste saputo discernere da’ veri, e da ivivi . Loda il medesimo Varrone molto uno amico di Lucullo , i mo-delli del quale si solevano vendere più cari , che alcun’altra opera diqualunque artefice, e che di mano di costui fu quella bella Venere , chesi chiamò Genitrice , la quale, innanzi che fusse interamente compiuta ,avendone fretta Cesare, fu dedicata, e consacrata nel foro ■ Di mano diquesto medesimo un modello di gessò d’un vaso grande da vino, che vo,-leva far lavorare Ottavio cavalier Romano, fi vendè un talento . Lo-da molto Varrone il detto di straditele , il quale disse, che quest’arte vette di brasitele.di far di terra era madre di ogni altra , che in marmo, o in bronzo sac -eia figure di rilievo , o in quale altra si voglia materia : e che quel nobilemaestro non si mise mai a fare opera alcuna cotale , che prima di terranon ne facesse il modello . Dice il medesimo autore, che quest’ arte fumolto onorata in Italia , e spezialmente in Toscana. Onde TarquinioPrisco re de’ Romani chiamò un Turiano , maestro molto celebrato , acui egli dette a fare quel Giove di terra cotta, che si doveva adorare ,e consacrare nel Campidoglio , e similmente i quattro cavalli aggiogati,i quali si vedevano sopra il tempio; e si credeva ancora, che del medesimoTom-I. o mae-