di M. Gio. B. Adriani. crìi
lezza , e la perfezione delle quali non si potendo così bene da ciascuno di darpudici*
estimare, essendo ciascuna d’esse degna molto di estere commendata, giù- concorrente Ut'
dicarono quella dover essere la migliore , e la piò bella , che i più degli l*vort •artefici, che alcuna ne avellerò fatta , commendassero più dopo la sitapropria • E così toccò il primo vanto a quella di Policleto , il secondo a statua di Policletoquella di Fidia , il terzo a quella di Cresilla , e così di mano in mano , giudicata migliorasecondo quest’ ordine l'altre ebbero la propria loda, e questo giudizio fu tie ^’ aitre ‘riputato verissimo, ed a questo poi stette ciascuno , avendole per tali.
Fidia , oltre a quel Giove d’avorio , che noi dicemmo , la quale opera Diver r t i AVor i Ui Fì-sti di tanto eccessiva bellezza , che niuno si trovò, che con ella ardiste à.di gareggiare : ed oltre a una Minerva pur d’avorio , che si guardavain Atene nel tempio di quella dea , ed oltre a quella Amazzone , feceanco di bronzo una Minerva di bellissima forma ; la quale dalla bel-lezza fu la bella chiamata , ed un’ altra ancora , la quale da Paolo Emi-lio su al tempio della Fortuna consacrata , e due altre figure Grechecon il mantello, le quali QADatulo pose nel medesimo tempio . Fecedi più una figura di statura di col ostò, ed egli medesimo cominciò,e mostrò,come si dice , a lavorare con lo scarpello di bastò rilievo. Ven- inventor Ut' bufine dopo Fidia Policleto da bidone , della cui mano fu quel morbido , -
e delicato giovane di bronzo con la benda intorno al capo, e che daquella ha il nome , il quale sii stimato , e comperato cento talenti ,e del medesimo anco fu quel giovinetto fiero, e di corpo robusto , ilquale dalla asta , che ei teneva in mano , come suona la Greca favel-la , fu Doriforo nominato . Fece ancor egli quella nobil figura , la qualefu chiamata il Regolo dell’ arte , dalla quale gli artefici , come da leg- p ece ustatua dettage giustissima, solevano prendere le misere delle membra , e delle fiat- il Regolo.rezze , che essi intendevano di fare , estimando quella in tutte le partisue perfettissima • Fece ancora uno , che si stropicciava , ed uno ignu-do , che andava sopra un pie solo , e due fanciulletti nudi, che gio-cavano a’ dadi, i quali da questo ebbero il nome , i quali poi lungotempo si videro a Roma nel palazzo di Tito Imperadore ; della qualeopera non si vide mai la più compiuta . Fece medesimamente un Mer-curio , che si mostrava in Lisimachia , ed uno Ercole , che era in Ro-ma con Anteo insieme , il quale egli in aria sostenendolo , e strignen-dolo uccideva ; ed oltre a queste molte altre » le quali come òpere diòttimo maestro serono per tutto estimate perfettissime, onde si tiene Diede il compimentoper fermo , che egli desse ultimo compimento a quest’ arte . Fu prò- ali' arte .prio di questo nobile artefice temperare , e con tale arte sospendere lesee figure , che elle sopra un pie solo tutte si reggessero , o almeno cheparesse . Quasi alla medesima età fu anco celebrato infinitamente Mi- Airone . e suoi Ai-rone per quella bella giovenca , che egli formò di bronzò ; la quale fu vori .in versi lodati molto commendata . Fece anco un cane di maravigliosabellezza, e uno giovane, che scagliava in aria il disco, ed un sàti-ro , il quale pareva , Che stupisse al seono della sampogna, ed una
o 2 Miner-