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Tomo primo.
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CVIII
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Tfu superato da Pitta-Sera Italiano .

Medesimamente da-,Leonr.it) - e da Polpo.

Polpo su il primo ascolpir vene, e ner vine' corpi .

Pittavan da Samopittore , e scultore .

Lifippo lavorò grannumero di figure .

figura del suddettolevata daTiberio daun luogo pubblico .

cviii Lettera

Minerva s ed alcuni vincitori degiuochi Delfici» i quali per avervinto a due » o a tutti» Pentadi » o Pancrazisti si solevano chiamare . Fe-ce anco quel bello Ercole » che era in Roma dal Circo matîìmo in casaPompeo Magno . Fece i sepolcri della cicala » e del grillo come ne suoiversi lasciò scritto Erinna poetessa Fece quello Apollo » il quale aven-dolo involato Antonio triunuiro a quelli di Esose, su loro da Augusiorenduto»essendogli ciò in sogno stato ricordato. Fu tenuto,che costui perla varietà delle maniere delle figure , e per il maggior numero , che egline fece , e per le proporzioni di tutte le sue opere, suste più diligente »e più accorto di quei di prima ; ma par bene , che nel fare i corpi pones-se maggiore studio » che nel ritrarre 1 animo , e nel dare spirito allefigure » e che ne' capelli, e nelle barbe non fosse più lodato , che sifosse stata P antica rozzezza degli altri. Fu vinto da Pittagora Italianoda Reggio in una figura fatta da lui, e posta nel tempio di Apollo a Del-io , la quale rassembrava uno di quei campioni, che alla lotta , edalle pugna insiememente combattevano, e che si chiamavano Pan-crazisti . Vintelo anche Leonzio ; il quale a Desso a concorrenza posealcune figure di giucatori olimpici. Jolpo similmente il vinse in unabella figura d un fanciullo , che teneva un libro , e dun altro , cheportava frutte , le quali figure ad Olimpia poi fi vedevano , dove lepiù nobili » e le più ragguardevoli di tutta la Grecia si consacravanoDi questo medesimo artefice era a Siracuse un zoppo , il quale dolen-dosi nello andare pareva , che a chi il mirava parimente porgeste dolo-re ; fece ancora uno Apollo » il quale con 1 arco uccideva il serpente .Questi il primo molto più artificiosamente, e con maggior sottigliezzaritrasse ne' corpi le vene , e i nervi, ed i capelli, e ne fu molto com-mendato . Fu un altro Pittagora da Samo, il quale primieramente siesercitò nella pittura » e poi si diede a ritrarre nel bronzo , e di vol-to , e di statura si dice , che era molto somigliante a quel detto poco fa,che fu da Reggio » e nipote di sorella, e parimente discepolo ; di manodi cui a Roma si videro alcune immagini di Fortuna nel tempio dellaistessa dea molto belle, mezzo ignude ; e perciò commendate , emolto volentieri vedute. Dopo costoro fiorì Lifippo , il quale lavoròun gran numero di figure , e più molto , che alcuno altro ; il che si con-fermò alla morte sua, perciocché del pregio di ciaseuna, soleva serbarsiuna moneta doro , e quella in sicuro luogo tener guardata, e si di-ce , che gli eredi suoi ne trovarono secento dieci, ed a tal numero sitiene , che arri valsero le figure da lui fatte , e lavorate , la qual co-sa appena par , che si posse credere : ma nel vero che egli in questo ognialtro artefice vincesse , non si può dubitare, e fra le opere lodate dilui sommamente piacque in quella figura , la quale pose Agrippa alloentrare delle sue stufe, della quale invaghì cotanto Tiberio Impera-dore , che benché in molte cose solesse vincere il suo appetito , e massi-mamente. nel principio del suo imperio, in questo nondimeno non si

potet-