di M. Gio. B. Adriani. cxi
quest’ artefice , che ritraeste una leona » ed acciocché în questa figurafi riconoscesse il fatto, ed il valor di lei, vollono , eh’ esso la faceslè_,lènza lingua . Bi iaxi fece uno A polline, un Seleuco re , ed un Batto, Sriaxt -che adorava , ed una Junone , i quali si videro a Roma nel tempio del-la Concordia. Cresila ritraile un ferito a morte, nella qual figura si cono- enfila , Perule c*rsceva quanto ancora restasse di vita, e quel Pericle Ateniese, il quale fisodoro.per soprannome fu chiamato il Celeste. Cefisodoro fece nel porto degliAteniesi una Minerva maravigliosa , ed un altare nel tempio di Giovenel medesimo porto. Canaco fece uno Apollo, che si chiamò Filesio, Canato.ed un cervio con tant' arte sopra i piedi sospeso, che sotto or da una ,or da un’ altra parte si poteva tirare un sottilissimo filo . Fece medesi-mamente alcuni fanciulli a cavallo come se al palio a tutta briglia correscsero • Un Cherea ritrasse Alessandro Magno, e Filippo sito padre, e Cherea j defila .desila uno armato di asta , ed una Amazzone ferita . Un Demetrio ri- Demetrio.traile Lisimaca, la quale era stata sacerdotesse di Minerva ben 64. anni, statua di Minervaed una Minerva che si chiam ò Musica, perocché i draghi , i quali erano perche detta mafie» .ritratti nello scudo di quella Dea, erano talmente fatti, che quando era-no percossi , al suono della celerà rispondeano. Il medesimo un Sarmonea cavallo , il quale aveva scritto dell’ arte del cavalcare . Un Dedalo fra Dedalo , ed Enfi*.questi fu molto celebrato, il quale fece due fanciulletti, i quali l’uiu. n,1t •l’altro nel bagno stropicciavano • Di Eufranore su un Paride, il qualefu molto lodato , che in un subjetto medesimo si riconosceva il giudicedelle Dee , l’amante di Elena , e l’ucciditore d’Achille. Del medesi-mo era a Roma una Minerva di sotto al Campidoglio, che si chiamavaCatulejana, perocché ve 1 ’ aveva consegrata Luttazio Cattilo , ed unafigura della Buonaventura , la quale con l’una delle mani teneva unatazza, e con l’altra spighe di grano , e di papaveri . Il medesimofece una Latona, che di poco pareva, che suste uscita di parto, efi vedeva a Roma nel tempio della Concordia, la quale teneva in_,braccio i suoi figliuolini Apollo, e Diana. Fece inoltre due figurein forma di colo sto , l’una era la Virtute , e l’altra Clito di maravi-gliosa bellezza, ed inoltre una donna, che adorava, ed al sacrificioministrava, e Filippo, ed Alessandro sopra carri di cavalli in gui-sa di trionfanti. Butieo discepolo di Mirone fece un fanciullo , che Eutiee, ed Antolice .soffiava nel fuoco sì bello, che farebbe stato degno del maestro, egliArgonauti, ed un’ aquila , la quale avendo rapito Ganimede nelportava in aria sì destramente , che ella con gli artigli non gli nocevain parte alcuna ; ritraile anco Autolico quel bel giovane vincitore allalotta, a nome di cui Xenofonte scrisse il libro del suo Simposio, equel Giove tonante , che fra le statue di Campidoglio fu tenuto mara-viglioso , uno Apollo medesimamente con la diadema. Io trapasseròqui molti, de’ quali essendosi perdute l’opere, i nomi appena si ritro-vano ; pure ne aggiugneremo alcuni degli infiniti ; fra i quali fu unoNicerato, di cui mano a Roma nel tempio della Concordia si vedeva n iterato, Pi remato.
Efcu-