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Tomo primo.
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CXV
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di M. Gio. B. Adriani. cxv

rone , e per lui fi mise a fare una immagine in forma di colofiò 120.piedi alra ; la quale morto Nerone fu dedicata al Sole , non consen-tendo i Romani, che di lui, per le sue scelleratezze, rimanesse memoriatanto onorata , nel qual tempo si conobbe , che l'arte del ben legare ,e ben temperare il metallo era perduta ; essendo disposto Nerone a nonperdonare a somma alcuna di denari, purché quella statua avesse-#d'ogni parte la sua perfezione ; nella quale quanto fu maggiore il ma-gistero, tanto più a rispetto degli antichi vi parve il difetto nel metallo .Ora lo avere degli infiniti, che ritrassero in bronzo, i più nobili insinoa qui raccontato, vogliamo , che al presente ci basti ; passeremo a quelli,i quali in marmo scolpirono , e di questi anche sceglieremo le cime ,secondo che noi abbiamo trovato scritto nelle memorie degli antichi, se-guendo l’ordine incominciato. Dicesi adunque , che i primi maestridi quest’ arte , di cui ci sia memoria , furono Dipeno , e Scisti, i qualinacquero nell’ isola di Greti, ai tempo che i Persi regnarono , che se-condo il conto degli anni de’ Greci viene a essere intorno ali’ olim-piade cinquantesima , cioè dopo alla fondazione di Roma anni 137. Co-storo se ne andarono in Sicione, la quale fu gran tempo madre , e_#nutrice di tutte quante quest’ arti nobili, e dove esse più che altrovesi esercitarono ; e perciocché essi erano tenuti buon maestri, su datoloro dal Comune di quella città a fare di marmo alcune figure de’lo-ro Dei ; ma innanzi che essi l’avessero compiute , per ingiurie, cheloro pareva ricevere da quel Comune , quindi si partirono ; onde a _,quella città sopravvenne una gran fame , ed una gran carestia. La-onde domandando quel popolo a gli Dei misericordia , fu loro dall’ ora-colo d’Apollo risposto , che la troverebbero ogni volta , che quegli ar-tefici suste io fatti tornare a finire le incominciate figure ; la qual cosa iSicionj, con molto spendio , e preghiere , finalmente ottennero , e fu-rono queste immagini Apollo , Diana , Ercole , e Minerva . Non mol-to dopo costoro in Chio isola dell’Arcipelago furono medesimamente al-tri nobili artefici di ritrarre in marmo , uno chiamato Mala , ed un suofigliuolo Micciade , ed un nipote Antenne, i quali fiorirono al tempod’ Ipponatte poeta, che si sa chiaro, essere stato nell’ olimpiade sessante-sima .Efesi andasse cercando favolo e ’l bisàvolo di costoro, si trovereb-be certo, quest’arte avere avuto origine con le olimpiadi stesse ; e fuquello Ipponatte poeta molto brutto uomo, e molto contraffatto nel viso.Onde questi artefici per beffarlo con 1 ’ arte loro, lo ritrassero, e per farridere il popolo lo misero in pubblico ; di che egli sdegnandosi, che stiz-zosissimo era, con i suoi versi , i quali erano molto velenosi, gli trafissernel vivo , ed in maniera gli abominò , che si disse , che alcuni di loroper dolore della ricevuta ingiuria se stessi impiccarono. Il che non fuvero , perciocché poi per f isole vicine fecero molte figure , e in Delomassimamente, sotto le quali scolpirono versi , che dicevano , che Delotra l’isole della Grecia era in buon nome non solo per l’eccellenza del

p 2 vino,

Maestri che scolpiro-no in marmo .

Dipeno, e Sciiti primimaestri .

decidente sopravve-nuto alla città di Si-cione per la partitadi quei maestri .

Piala, Micciade , An-ttrmoscu'tori .

Scherno fatta da essiad un poeta .

Memorie sotto diver-se statue .