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Tomo primo.
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Imita il naturale .

invenzione , edattitudine .

2 Prima Parti,

ta ; con non sua piccola soddisfazione fu da detto suo padre acconcio coneslo loro; laddove di continuo esercitandosi jl’ajutò in poco tempo tal-mente la natura, che passò di gran lunga, sì nel disegno , come nel co-lorire , la maniera de’ maestri, che gì’ insegnavano , i quali non si curan-do passar più innanzi, avevano fatto quelle opre nel modo, che elle siveggono oggi ; cioè non nella buona maniera Greca antica , ma in quellagostà moderna di que’tempi ; e perché , sebbene imitò que’ Greci, ag-giunse molta perfezione ali’ arre , levandole gran parte della manieraloro goffa, onorò la sua patria col nome, e con 1’ opre , che fece ; diche fanno fede in Firenze le pitture , che egli lavorò , come il dossaledell’altare di s. Cecilia, ed in s. Croce una tavola dentrovi una nostraDonna, la quale fu , ed è ancora appoggiata in un pilastro a man de-stra intorno al coro. Dopo la quale fece in una tavoletta in campo d’oroun s. Francesco, e lo ritrasse *, il che fu cosa nuova in que’ tempi, di na-turale , come seppe il meglio, ed intorno ad esse tutte l’istorie dellavita sua in venti quadretti pieni di figure picciole in campo d’oro . Aven-D iligent,» nel Uvo~ (lo poi preso a fare per li monaci di Vali’ Ombrosa nella Badìa di s. Tri-nità di Firenze una gran tavola , mostrò in quell’ opera , usandovi grandiligenza per rispondere alla fama , che già era conceputa di lui, mi-gliore invenzione , e bel modo nel!’ attitudini d’una nostra Donna,che fece col figliuolo in taccio , e con mosti Angeli intorno, che l’ado-ravano in campo d’oro ; la qual tavola finitasi posta da que’monaci insiili’altar maggiore di detta chiesa ; donde essendo poi levata > per darquel luogo alla tavola , che v’ è oggi di Alessio Baldovinetti 2 , fu posta inuna cappella minore della navata sinistra di detta chiesa . 1 avocandopoi in fresco allo spedale del Porcellana, sul canto della via nuova , chevain borgo Ognissanti, nella facciata dinanzi, che ha in mezzo la portaprincipale , da un lato la Vergine annunziata dali’ Angelo, e dal!’ altraGesù Cristo con Cleofis, e Luca , figure grandi quanto il naturale ; le-vò via quella vecchiaja , facendo in quest’opera i panni, le vesti, e l’altrecose un poco più vive , naturali, e più morbide, che la maniera di que’Greci tutta piena di linee, e di profili, così nel musaico, come nellepitture ; la qual maniera scabrosa , gostà , ed ordinaria avevano , nonmediante lo studio, ma per una cotale usanza , insegnata l’uno ali’altro,per molti, e molti anni, i pittori di quei tempi, senza pensar mai a mi-gliorare il disegno , a bellezza di colorito, o invenzione alcuna, chebuona suste. Essendo dopo quest’opra richiamato Cimabue dallo stessi»Crocifisso di Crmabut Guardiano 3 , che gli aveva fatto fare l’opere di senta Croce , gli fece unmandato in t.Fran - Crocifissi) grande in legno 4 , che ancora oggi si vede in chiesa ; la qualeetjco di Fisa . opera

lavora a fresco .

, Questo ritratto è anche 0251 ben conser-vato , ed è posto sui!' altare dell., cappelladi ». Francesco.

a Anche ta tavola del laldovinetti è stata le-vata , e postavene una di Piero Dandinìrappresentante la Trinità , e quella di Ci-

mabue è nella sala dell’ infermeria.

} De’Minori Conventuali .

4 Questo Crociano più grande del naturaleappeso pendente sopra la porta interioredelia chiesa par dipinto pochi anni fa »