Riesce mirabile , ointendente nell’ arte.
Dipinge con molto di-segno in Virente nelchiostro di s. Spirito .
bianda alcuni lavo-ri ad Ernpoli .Dipinge in s. MariaHovclla la tavoladella Madonna.
Il re Carlo d'Anetovisita Ctmabue-t .
4 Prima Parte.
guitando le cose più notabili - E nello spazio , che è intorno alle finestreinfino a eh’ elle terminano in sul corridore , che gira intorno dentro almuro della chiesa 5 dipinse il rimanente del Testamento vecchio in al-tre otto storie. E dirimpetto a questa opera in altre sedici storie, ri-battendo quelle, dipinse i fatti di nostra Donna , e di Gesù Cristo. Enella facciata da pie sopra la porta principale , e d'intorno ali’ occhiodella chieià, fece l’ascendere di lei in cielo, e lo Spirito tanto, chediscende sopra gli Apostoli. La qual opera veramente grandissima, ericca, e benissimo condotta dovette , per mio giudicio, fare in queitempi stupire il Mondo, estèndo massimamente stata la pittura tanto tem-po in tanta cecità ; ed a me , che 1’ anno 1563. la rividi, parve bellissima,pensando come in tante tenebre poteste veder Cimabue tanto lume . Madi tutte queste pitture (al che si dee aver considerazione ) quelle del-le volte, come meno dalla polvere, e da gli altri accidenti offese , sisono molto meglio , che s altre conservate . Finite queste opere , misemano Giovanni a dipignere le facciate disotto, cioè quelle , che sonodalle finestre in giù , e vi fece alcune cose. Ma essendo a Firenze da al-cune sue bisogne chiamato , non seguitò altramente il lavoro ; ma lo finì,come al suo luogo si dirà, Gioito molti anni dopo. Tornato dunqueCimabue a Firenze, dipinse nel chiostro di s. Spirito , dov’ è dipintoalla Greca da astri maestri, tutta la banda di verso la chiesa, tre archettidi sita mano, della vita di Cristo, e certo con molto disegno i . E nel me-desimo tempo mandò alcune cose da se lavorate in Firenze ad Ernpoli,le quali ancor oggi sono nella pieve di quel castello tenute in gran ve-nerazione . Fece poi per la chiesi di s. Maria Novella la tavola di nostraDonna , che è posta in alto fra la cappella de’ Rucellai, e quella de’ Bar-di da Verista ; la qual opera fu di maggior grandezza , che figura , chesuste stata fatta in sin a quel tempo . Ed alcuni Angeli, che le sono in-torno , mostrano , ancor eh’egli aveste la maniera Greca , che s'andò ac-costando in parte al lineamento , e modo della moderna 2 . Onde fu que-sta opera di tanta maraviglia ne’popoli di quell’età, per non si estereveduto insino allora meglio , che di casa di Cimabue fu con molta festa, econ le trombe alla chiesa portata con solennissima processione, ed egliperciò molto premiato, ed onorato. Ditesi, ed in certi ricordi di vecchjpittori si legge, che mentre Cimabue la detta tavola dipigneva incertiorti appresto porta s. Pietro ; passò il re Carlo il vecchio d’Angiò 3 perFirenze, e che fra le molte accoglienze fattegli da gli uomini di questacittà , lo condustèro a vedere la tavola di Cimabue. E che per non este-re ancora stata veduta da nessuno , nel mostrarsi al re vi concorsero tuttigli uomini, e tutte le donne di Firenze con grandissima sesta, e con la
mag-
1 Son perite le pitture tanto Greche > che di nello stesso luogo .
Cimabue . j Fratello di » Luigi > c coronato re di Si-
2 Questa Madonna e ben conservata , ed e «ilia da Clemente IV.