Vita d* Arnolfo. iz
che la mettono in mezzo 5 della badìa di Firenze , rinnovando la chiesa 1 ,
-ed il coro , che prima molto minore aveva fatto fare il conte Ugo son-datore di quella badìa: e facendo perso cardinale Giovanni degliOrsi->ni , Legato del Papa in Toscana, il campanile di detta chiesa, che susecondo l’opere di que' tempi, lodato aliai, come che non avelie il suofinimento di macigni, se non poi Panno 1330. Dopo ciò su fondata colsuo disegno Panno 1294. chiela di s. Croce , dove stanno i frati Mi-nori ; la quale condusse Arnolfo tanto grande nella navata del mezzo,e nelle due minori, che con molto giudicio, non potendo fare sotto ’l tet-to le volte, per so troppo gran spazio, fece fare archi da pilastro a pi-lastro , e sopra a quelli i tetti a frontespizio per mandar via P acque-,piovane con docce di pietra murata sopra detti archi, dando loro tantopendio, che solferò sicuri , come sono i tetti, dal pericolo dell’infraci-dare . La qual colà, quanto so nuova , ed ingegnosa , tanto su utile, edegna d’estere oggi considerata. Diede poi il disegno de’primi chiostridel convento vecchio di quella chiesa; e poco appresto fece levare «sin-tomo al tempio di s Giovanni 2 , dalla banda di fuori, tutte Parche, e se-polture, che vi erano di marmo, e di macigno, e metterne parte die-tro al campanile nella facciata della calonaca , allato alla compagnia dis. Zanobi : e rincrostar poi di marmi neri di Prato tutte le otto facciatedi fuori di detto s. Giovanni, levandone i macigni, che prima erano fraque’ marmi antichi. Volendo in questo mentre i Fiorentini murare, inValdarno disopra, il castello di s.Giovanni, eCastelfranco, per como-do della città , e delle vettovaglie , mediante i mercati , ne fece Ar-nolfo il disegno Panno 1295. E soddisfece di maniera così in questa, co-me aveva fatto nell’ altre cose, che fu fatto cittadino Fiorentino.
Dopo queste cose deliberando i Fiorentini,come racconta Gio: Villani*nelle lue Istorie , di fare una chiesa principale nella loro città, e farla ta-le , che per grandezza, e magnificenza non si poteste desiderare nè mag-giore, ne più bella dall industria , e potere de gli uomini, fece Arnol- , del fiore .so il disegno , ed il modello del non mai abbastanza sodato tempio dis. Maria del Fiore, ordinando, che s’incrostaste di fuori tutto di mar-mi lavorati con tante cornici , pilastri , colonne , intagli di fogliami,figure, ed altre cose, con quante egli oggi si vede condotto, se non in-teramente, a una gran parte almeno della sua perfezione. E quello, chein ciò su sopra tutte P altre cose maraviglioso , su questo , che incorpo-rando, oltre santa Reparata, altre piccole chiese, e case, che gli erano in-torno ; nel fare la pianta, che è bellissima, fece con tanta diligenza, egiudizio fare i fondamenti di sì gran fabbrica larghi, e profondi, riem-pendogli di buona materia, cioè di ghiaia, e calcina, e di pietre grossein fondo , laddove ancora la piazza si chiama lungo i fondamenti , che
eglino
1 La chiesa vecchia sa demolita > e rifab* a Di quelle arche sa mencionc il Boccac-bricato nel 1625. quella , che di presente si ciò giorn. 6 . nor. f.vede di croce Greca. 3 G. V. libr, ?, cap. 7.