Band 
Tomo primo.
Seite
42
JPEG-Download
 

Cìmabue domande*—'U::to per insegnarli*

Teee il ritratta diDante alighieri .

Atri ritratti .

Diverse opere dipin-te.

42 Prima Parte.

seco. Rispose il fanciullo , che contentandosene il padre , anderebbe_,volentieri. Dimandandolo dunque Cimabuea Bordone, egli amore-volmente glielo concedette , e si contentò , che seco lo menaste a Firen-ze ; là dove venuto, in poco tempo ajutato dalla natura, ed ammae-strato daCimabue , non solo pareggiò il fanciullo la maniera del mae-stro suo , ma divenne così buono imitatore della Natura, che sbandìaffitto quella goffi maniera Greca, e risuscitò la moderna , e buonaarte della pittura , introducendo il ritrarre bene di naturale le personevive , il che più di dugento anni non s’eraulàto : e se pure si era pro-vato qualcuno , come si è detto di sopra, non gli era ciò riuscito moltofelicemente , nè così bene a un pezzo , come a Giotto ; il quale fra glialtri ritrasse , come ancor oggi si vede , nella cappella del palagio delpodestà di Firenze Dante Alighieri, coetaneo, ed amico suo gran-dissimo 3 e non meno famoso poeta, che si suste ne’medesimi tempiGiotto pittore , tanto lodato da M. Giovanni Boccaccio nel proemiodella novella di M. Forese da Rabatta, e di eslo Giotto dipintore 1 .Nella medesima cappella è il ritratto, similmente di mano del medesimo,di Ser Brunetto Latini maestro di Dante, e di M- Corso Donati grancittadino di que’ tempi. Furono le prime pitture di Giotto nella cap-pella dell’ altar maggiore della badìa di Firenze z , nella quale sece_.molte cose tenute belle , ma particolarmente ur.a nostra Donna , quan-do è annunziata ; perché in està espreffe vivamente la paura , e lo spa-vento , che nel salutarla Gabrielle mise in Maria Vergine ; la qual pare,che, tutta piena di grandissimo timore, voglia quasi mettersi in suga - E’di mano di Giotto parimente la tavola dell’altar maggiore di detta-,cappella, la quale vi si è tenuta insino a oggi, ed anco vi si tiene , piùper una certa reverenza , che s’ ha ali’opera di tanto uomo, che peraltro. Ed in s. Croce sono quattro cappelle i di mano del medesimo;tre fra la sagrestia, e la cappella grande, ed una dall’altra banda.Nella prima delle tre , la quale è di M. Ridosso de’ Bardi, che è quelladove sono le funi delle campane , è la vita di s. Francesco ; nella mortedel quale un buon numero di frati mostrano aflài acconciamente s effettodel piangere . Nell’altra, che è della famiglia de’Peruzzi, sono due istoriedella vita di s. Gio. Batista, al quale è dedicata la cappella ; dove sivede molto vivamente il ballare, e saltare d’ Erodiade , e la pron-tezza d’ alcuni serventi, presti a i servigi della mensa. Nella medesimasono due storie di s. Gio. Evangelista maravigliose , cioè quando risuscitaDrusiana, e quando è rapito in cielo. Nella terza , eh’è de’Giugni,intitolata a gli Apostoli, sono di mano di Giotto dipinte le storie-,del martirio di molti di loro. Nella quarta, che è dall’ altra parte

della

1 Eocc. nov. 5/. ,} Qgeste pitture sono tanto scolorite, e

a Queste pitture perirono nella fabbrica coperte di polvere , che appena ft scorge ildella nuova chiesa . La tavola però fa traspor- contorno delle figure .tata aranti al refettorio .

N