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Tomo primo.
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VITA DI BU ON AMICO

BUFFALMACCO

PITTORE FIORENTINO.

Buonamico uomoburlevole fu allievo4i Andrea Tasi .

Uonamico di Cristofano detto Bustàlmacco , pittoreFiorentino , il qual fu discepolo d’Andrea Tasi, ecome uomo burlevole , celebrato da Messer GiovanniBoccaccio 1 nel suo Decamerone ,su, come si fa, carissi-mo compagno di Bruno ,e di Calandrino , pittori ancoressi faceti, e piacevoli : e come si può vedere nell’ ope-

re sue , sparse per tutta Toscana , di assai buon giudizio nell’ arte suadel dipignere. Racconta Franco Sacchetti nelle sue trecento Novelle ,Novella di lui riferì* per cominciarmi dalle cose, che costui fece, essendo ancor giovinetto;tadaFranco sacfhet- c hQ fl an do Bdstàlmacco , mentre era garzone, con Andrea 2 , avevau ’ per costume il detto suo maestro, quando erano le notti grandi, levarsi

innanzi giorno a lavorare, e chiamare i garzoni alla vegghia ; la qualcosa rincrescendo a Buonamico , che era fatto levar in sul buon del dor-erie fatte al suo mire , andò pensando di trovar modo , che Andrea si rimanesse di le-matfiro . varsi tanto innanzi giorno a lavorare ; e gli venne fatto. Perché avendo

trovato in una volta, male spazzata, trenta gran scarafàggi, ovvero piat-tole ; con certe agora sottili e corte appiccò a ciascuno di detti sca-rafaggi una candeluzza in sul dosilo ; e venuta l’ora , che soleva Andrealevarsi , per una fessura dell’uscio gli mise tutti a uno a uno, avendoaccese le candele, in camera d’Andrea ; il quale svegliatosi, essendoappunto sora, che soleva chiamare Bustàlmacco , e veduto que’lumi-cini , tutto pien di paura cominciò a tremare ; e come vecchio, cheera , tutto pauroso a raccomandarsi pianamente a Dio, e dir sue ora-zioni , e salmi ; e finalmente messo il capo sotto i panni, non chiamòper quella notte altrimenti Bustàlmacco, ma si stette a quel modo, sem-pre tremando di paura , insino a giorno. La mattina poi levatosi , di-mandò Buonamico , se aveva veduto , come aveva fatto egli, più dimille demonj. A cui disse Buonamico di no , perché aveva tenutogliocchi serrati, e si maravigliava , non essere stato chiamato a vegghia .Come a vegghia ? disse Taso : Io ho avuto altro pensiero , che dipignere ,e sono risoluto per ogni modo d’andare a stare in un’ altra casa. Lanotte seguente , sebbene ne mise Buonamico tre soli nella detta came-ra di Taso, egli nondimeno, tra per la paura della notte pallata, eque' pochi diavoli, che vide , non dormì punto : anzi non fu sì tostogiorno , che useì di case per non tornarvi mai più ; e vi bisognò del

buono

I Vedi il Decamerone g. D. n. }. e 6 . eE £, ?. n. J. c Tedi 1» flov. itfi. iff. i j i*

e 1 9 ». di Franco Sacchetti .

X Questa è la nuv.i?i. del Sacchetti«