9 o Prima Parte.
campo rollò una croce bianca : e facendole porgere 1’ altra a una femmina»che sorgendo fra due monti, e toccando con 1' uno de’ piedi il mare , leporge amendue le mani in atto di raccomandarsi. La quale femmina figu-rata per Pisa, avendo in capo una corona d’ oro, e in dosso un drappopieno di tondi, e di aquile , chiede , essendo molto travagliata in ma-re , ajuto a quella Santa. Ma perché nel fare questa opera Bruno si dole-va } che le figure, che in està faceva , non avevano il vivo, come quelledi Buonamico; Buonamico» come burlevole, per insegnargli a fare le figu-re non pur vivaci, ma che savellastono » gli fece far alcune parole, cheuscivano di bocca a quella femmina , che fi raccomanda alla Santa : e larisposta della Santa a lei ; avendo ciò visto Buonamico nell’ opere , cheaveva siine nella medesima città Cimabue . La qual cosa , come piacquea Bruno , e a gli altri uomini sciocchi di que’ tempi ; così piace ancoroggi a certi goffi , che in ciò sono serviti da artefici plebei, come essi so-no - E di vero pare gran fatto, che da questo principio sia pallata in usouna cosà, che per burla , e non per altro fu fatta fare ; conciossiachè an-co una gran parte del Campo santo , fatta da lodati maestri, sia piena diquesta gosferia. L’opere dunque di Buonamico , estèndo molto piaciuteZavcra i» Campo a s Pisani, gli fu fatto fare dall’ operajo di Campo santo quattro storie in
fsfssrifritti* ** fresco, dal principio del Mondo insino alla fàbbrica dell’ arca di Noè ,
e intorno alle storie un ornamento , nel quale fece il suo ritratto di natu-rale , cioè in un fregio, nel mezzo del quale, e in fu le quadrature sonoalcune teste , fra le quali » come ho detto, si vede la sua con un cappuc-cio » come appunto sta quello, che di sopra si vede. E perché in questa
opera è un Dio, che con le braccia tiene i cieli, e gli elementi , anzi
Dichiara la sua [lo ^ "achilia tutta dell’ Universo ; Buonamico, per dichiarare la sua storiaria co» msonetto . con versi simili alle pitture di quell’ età , feriste a’ piedi di lettere maiu-scole di sua mano , come si può anco vedere , questo Sonetto ; il quale pe r1’ antichità sua, e per la semplicità del dire di que’ tempi » mi è parutodi mettere in questo luogo, comechè forse , per mio avviso , non sia permolto piacere , se non se forse come cosà, che fa sede di quanto sape-vano gli uomini di quel secolo .
Voi , che avvisate quella dipinturaDi Dio pietoso sommo creatore ,
Lo quale fi tutte cose con amore 9Tesate , numerate , ed in misura ,
1» nove gradi angelica natura
In elio empirlo ciel pien di splendoreColui , che non si muove , ed è motore ,
Ciascuna cosa fece buona , e pura .
Levategli occhi del vostro intelletto :
Considerate , quanto è ordinatoLo Mondo universale ; e con affetto
Lodate