Vita di Taddeo Gaddi. 109
puccio avvolto sopra il capo , ed a’ piedi di quella storia sono scritte que- Rltra(t0 $ T*ddct><Ite parole: Magìjìer Tuddeus Gaddus de Florentia pinxit hanc historiamsanBiFrmcisci , & santii Andrete, santii Nìcolai anno Domini MCCCXLII. de
mense A ugusìi .
Fece ancora nel chiostro pure di quel convento in fresco una-»nostra Donna col suo figliuolo in collo molto ben colorita « E nel mez-zo della chiesa, quando s’entra, a man manca un s. Lodovico vescovoa ledere , al quale s. Gherardo da Villa Magna stato frate di quel!' Or-dine , raccomanda un fra Bartolomeo allora guardiano di detto conven-to . Nelle figure della quale opera, perché furono ritratte dal naturale, sivede vivezza ? e grazia infinita in quella maniera semplice > che fu inalcune cose meglio, che quella di Giotto 3 e massimamente nell’ espri-mere il raccomandarsi , l’allegrezza 3 il dolore 5 e altri somiglianti af-fetti 3 che bene espressi sonno sempre onore grandissimo al pittore. Tor- impiego di Taddeo innato poi a Fiorenza Taddeo 3 seguitò per lo Comune l’opera d’ Orson- Q t ,r *d'arthnettur».michele , c rifondò i pilastri delle logge } murandogli di pietre conce 3e ben foggiate 3 laddove erano prima state fatte di mattoni 3 senza alte-rar però il disegno, che lasciò Arnolfo 3 con ordine , che sopra la log-gia si facesse un palazzo con due volte per conserva deste previsioni delgrano 9 che faceva il popolo , e Comune di Firenze . La quale opera ,perché si finiste 3 l’Arte di porta santa Maria 3 a cui era stato dato curadella fabbrica 3 ordinò 3 che si pagaste la gabella della piazza , e mercatodel grano 3 e alcune altre gravezze di piccolissima importanza . Ma ilche importò molto più 3 fu bene ordinato con ottimo consiglio 3 che cia-scuna dell’Arti di Firenze facesse da per se un pilastro , ed in quello ilSanto avvocato dell' arte 5 in una nicchia : e che ogni anno per la festadi quello 3 i consoli di quell’ arte andassino a ostòrta S e vi tenessimo tuttoquel dì lo stendardo con la loro insegna ; ma che T offèrta nondimenofosse della Madonna per sovvenimento de’ poveri bisognosi . E perchéTanno 1333. per lo gran diluvio 1 Tacque avevano divorato le spondedel ponte Rubaconte 3 messo in terra il castello Altafronte 3 e delponte vecchio non lasciato altro 3 che le due pile del mezzo 3 ed ilponte a sonta Trinità rovinato del tutto 5 eccetto una pila 3 che rimasetutta fracassata , e mezzo il ponte alla Carraja 5 rompendo la pescajad’ Ognissanti; deliberarono quei, che allora la città reggevano 3 nonvolere , che più quegli d’oltr’Arno avessero so tornata alle case loro contanto scomodo 3 quanto quello era d'avere a passar per barche ; perchéchiamato Taddeo Gaddi 2 , per essere Giotto sito maestro andato a Mila- Taddeo sete il dise-llo 3 gli fecero fare il modello 3 e disegno del ponte Vecchio 3 dandogli gn° , e modello delcura 3 che lo socesse condurre a fine più gagliardo 3 e più bello , che po {.P 01 * 1 ' vteehto.libile fosse ; ed egli non perdonando né a speso , né a fatica 3 lo fececon quella gagliardezza di spalle 3 e con quella magnificenza di voltetutte di pietre riquadrate con lo scarpello 3 che sostiene oggi ventidue
botte-
: V. la nota ultima .
1 Gio.VilIani lidi. ai, cap.l. descrive guasto diluì io ,