VITA DI 610. DA PONTE
PITTOR FIORENTINO.
Giovanni tonfamiil patrimonio, le ere-dità, ed il guadagno,t nel medesimo tempofinì la vita .
Tu discepolo di Suf-falmatco - suoi lavo-ri .
In drtx.%0 fu trova-ta la testa d' Appiocieco .
A E bene non è vero il proverbio antico , nè da fidarsenemolto, che a goditore non manca mai roba , ma_.fibbene in contrario è verissimo , che chi non vive or-dinatamente nel grado suo , in ultimo stentando vive,e muore miseramente ; si vede nondimeno , che la for-tuna ajuta alcuna volta piuttosto coloro, che gettanosenza ritegno , che coloro , che sono in tutte le cose assegnati, e ratte-nuti. E quando manca il favore della fortuna j supplisce molte volte aldifetto di lei, e del mal governo degli uomini la morte » sopravvenen-do , quando appunto comincerebbono cotali uomini con infinita nojaa conoscerei quanto sia misera cosa avere sguazzato da giovane, e stentarein vecchiezza , poveramente vivendo , e faticando : come farebbe avve-nuto a Giovanni da santo Stefano a ponte di Fiorenza, se dopo avereconsumato il patrimonio, molti guadagni , che gli fece venire nellemani piuttosto la fortuna, che i meriti, e alcune eredità , che gli ven-nero da non pensato luogo ; non avesse finito in un medesimo tempo ilcorso della vita , e tutte le facilità . Costui dunque , che su discepolo diBonamico Buffdmacco 1 , e l’imitò più nel!' attendere alle comoditàdel Mondo, che nel cercare di farsi valente pittore ; essendo nato l’an-no x 307. e giovanetto stato discepolo di Buffdmacco , fece le sue primeopere nella pieve d’Empolia fresco nella cappella di s. Lorenzo , di-pignendovi molte storie della vita d’ esso Santo con tanta diligenza,che sperandosi dopo tanto principio miglior mezzo, su condotto 1’ an-no 1344- in Arezzo ; dove in r. Francesco lavorò in una cappella 1 ’ as-sunta di nostra Donna . E poco poi, estèndo in qualche credito in quel-la città , per carestia d’altri pittori, dipinse nella pieve la cappella disanto Onofrio, e quella di santo Antonio, che oggi dal!' umidità è gua-sta . Fece ancora alcune altre pitture , che erano in santa Justina, ed ins. Matteo, che con le dette chiese furono mandate per terra nel farfortificare il Duca Cosimo quella città , quando in quel luogo appuntofu trovato a pie della coscia d’un ponte antico, dove allato a detta san-ta Giustina entrava il fiume nella città, una testa d’Appio Cieco, ed unadel figliuolo, di marmo bellissime , con uno epitaffio antico , e similmen-te bellissimo, che oggi sono in guardaroba di detto signor Duca . Es-sendo poi tornato Giovanni a Firenze in quel tempo , che si finì di ser-rare 1 ’ arco di mezzo del ponte a santa Trinità, dipinse in una cappell afatta sopra una pila , e intitolata a s. Michelagnolo , dentro, e fuori moltefigure , e particolarmente tutta la facciata dinanzi : la qual cappella, in-sieme col ponte, dal diluvio dell’anno x 5 Z 7. su portava via . Mediante le
quali
1 Poco addietro a cari iitf. ha detto » che fu scolare di Giottino .