Band 
Tomo primo.
Seite
138
JPEG-Download
 

I 3 S

VITA DI DUCCIO

PITTORE SANESE.

Enza dubbio coloro , die sono inventori d' alcunacosa notabile , hanno grandissima parte nelle pennedi chi scrive l'istorie ; e ciò avviene , perché sono piùosservate, e con maggiore maraviglia tenute le primeinvenzioni per lo diletto, che seco porta la novitàdella cosa, che quanti miglioramenti si fanno poi, daqualunque si sia, nelle cose , che si riducono alPultima perfezione . Atte-soché se mai a niuna cosa non si desse principio , non crescerebbono dimiglioramento le parti di mezzo , e non verrebbe il fine ottimo , e diV uccio fu il primo . bellezza maravigliosa. Meritò dunque Duccio pittore Sanefe , e moltoibi stimato , portare il vanto di quelli , che dopo lui sono stati molti anni,tidimlrmo^figure^di avendo ne i pavimenti del duomo di Siena dato principio di marmo achiaro . k scuro . j rimessi delle figure di chiaro, e scuro, nelle quali oggi i moderni arte-fici hanno fatto le maraviglie , che in essi si veggono . Attese costui allaimitazione della maniera vecchia , e con giudicio fattissimo diede onesteforme alle figure , le quali espresse eccellentissimamente nelle difficultàdi ta! arte . Egli di sua mano imitando le pitture di chiaroscuro ordi-nò, e disegnò i principi del detto pavimento : e nel duomo fece unatavola , che fu allora mesta ali' altare maggiore , e poi levatane per met-tervi il tabernacolo del corpo di Cristo, che al presente vi si vede . Inquesta tavola , secondo che scrive Lorenzo di Lartelo Ghiberri , erauna incoronazione di nostra Donna, lavorata quasi colla maniera Greca ,ma mescolata assai con la moderna. E perché era così dipinta dalla partedi dietro , come dinanzi, essendo il detto altar maggiore spiccato intor-no intorno, dalla detta parte di dietro erano con molta diligenza statefatte da Duccio tutte le principali storie del Testamento nuovo in fi-gure picciole molto belle . Ho cercato sapere , dove oggi questa tavola sitrovi, ma non ho mai per molta diligenza, che io ci abbia usato , po-tuto rinvenirla , o sapere quello , che Francesco di Giorgio scultore nefacesse , quando rifece di bronzo il detto tabernacolo , e quelli ornamen-ti di marmo, che vi sono- Fece similmente per Siena molte tavole incampo d’oro ; ed una in Fiorenza in s. Trinità , dove è una Nunziata .Dipinse poi moltissime cose in Pisa , in Lucca, ed in Pistoja per diversechiese , che tutte furono sommamente lodate , e gli acquistarono nome ,■Duccio nonst fa dove e ut ile grandissimo . Finalmente non si sa , dove questo Duccio morisse ,- n è che parenti, discepoli, o facultà lasciasse ; basta , che per avere egli

lasciato erede l’arte , della invenzione della pittura nel marmo di chia-ro , e scuro, merita per tale benefizio nell’ arte, commendazione , e lo-de infinita , e che sicuramente si può annoverarlo fra i benefattori, che

allo