Vita di Spinello Aretino. i?z
sempre l’arme de’ Pisani, per avere s. Epiro pregato Dio , che gli desi-le un segno da portare incontro a gli nimici. Si vede apprestò questaun’altra storia, dove appiccata fra il Santo, e i pagani una fiera bat-taglia , molti angeli armati combattono per la vittoria di lui ; nella qualeSpinello fece molte colè da considerare in quei tempi, che Parte nonaveva ancora nè forza , nè alcun buon modo d’esprimere con i colori vi-vamente i concetti dell’ animo - E ciò furono, fra le molte altre cose,che vi sono, due soldati, i quali eslèndosi con una delle mani presi nellebarbe , tentano con gli stocchi nudi, che hanno nell’ altra, torsi P unoali’ altro la vita , mostrando nel volto , ed in tutti i movimenti dellemembra il desiderio , che ha ciascuno di rimanere vittorioso ; e con fie-rezza d’animo estere senza paura , e , quanto più fi può pensine, corag-giosi . E così ancora fra quegli, che combattono a cavallo , è moltobenfatto un cavaliere , che con la lancia conficca in terra la testa del ni-mico , traboccato roveseio del cavallo, tutto spaventato. Mostra un’ al-tra storia il medesimo Santo , quando è presentato a Diocliziano Impera-tore , che lo esamina della Fede , e poi lo sa dare a i tormenti, e met-terlo in una fornace , dalla quale egli rimane libero , e in sua vece ab-bruciati i ministri, che quivi sono molto pronti da tutte le bande ; edInsemina tutte P altre azioni di quel Santo insino alla decollazione, dopola quale è portata P anima in Cielo . E in ultimo quando sono portated’Aleslàndria a Pisa Possa, e le reliquie di s. Perito; la quale tuttaopera per colorito, e per invenzione è la più bella , la più finita , q Opera ben condotta •la meglio condotta , che facesse Spinello ; la qual cose da questo si puòconoseere , che esièndosi benilîìmo conservata, fa oggi la sua freschez-za maravigliate chiunque la vede . Finita quest’ opera in Campo santo ,dipinse in una cappella in s. Francesco, che è la seconda allato allamaggiore , molte storie di s.BartoIommeo , di s. Andrea , di s. Jacopo,e di s. Giovanni apostoli, e sorse sarebbe stato più lungamente a lavo-rare in Pise , perché in quella città erano le sue opere conosciute , eguiderdonate ; ma vedendo la città tutta sollevata , e sottosopra , peressere stato da i Lansranchi, cittadini Pisani,morto Mester Pietro Gamba-corti , di nuovo con tutta la famiglia , estèndo già vecchio, se ne ritor- Ritorno in Tirent.e >nò a Fiorenza, dove in un anno, che vi stette, e non più , fece in * lavori-
s. Croce alla cappella de’ Macchiavelli intitolata a s. Filippo, e Jacopo,molte storie d’essi Santi, e della vita , e morte loro . E la tavola delladetta cappella , perché era desideroso di tornarsene in Arezzo sua patria, si ritira in Aritr .».o per dir meglio , da esso tenuta per patria , lavorò in Arezzo, e di làla mandò finita Panno 1400. Tornatosene dunque là d’ anni 77. o più,fu da i parenti, ed amici ricevuto amorevolmente , e poi sempre carez-zato , e onorato insino alla fine di sita vita, che fu Panno92. di suaetà . E se bene era molto vecchio, quando tornò in Arezzo , avendobuone facultà avrebbe potuto sere senza lavorare , ma non sapendo egli,come quello , che a lavorare sempre era ave zzo, starsi in riposo ; preseTom-I. V a fare